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Il teatro riapre. Quando l’amore va oltre la realtà

Il teatro - scena teatrale
Solaris 36 R – By Federico Pitto

Il teatro riapre

Il teatro riapre, viva il teatro! In qualche modo ricorda “il cinema non si ferma”, film registrato lo scorso anno nel momento più cruciale della pandemia e che noi abbiamo seguito come giornale. Quello che importa è che cinema e teatro abbiamo ricominciato a “vivere e a farci sognare”!

Viva il teatro

Per fortuna i teatri hanno riaperto. Si rispettano tutte le normative richieste dall’emergenza covid e il pubblico torna a sedersi nelle platee, che si riempiono nuovamente di chi sa bene che senza teatro non c’è vita, perchè il teatro, ricordiamolo bene, è una linfa vitale che non può non essere fruita per il benessere dell’uomo.

Così anche il Teatro Nazionale di Genova ha aperto le sue porte e in questi giorni al teatro Modena è in programma Solaris di David Greig, con la traduzione di Monica Capuani e con la regia di Andrea De Rosa. Co-prodotto con il Teatro di Napoli, lo spettacolo è un adattamento teatrale del celebre romanzo di Stanislaw Lem da cui sono stati tratti i film omonimi di Andrej Tarkovskij e Steven Soderbergh. Una novità assoluta per l’Italia.

Una “scena”particolare

Per la realizzazione di questo lavoro, forse nell’idea che il pubblico non avrebbe mai potuto essere presente, la scena è stata fatta scendere dal palco con un piano obliquo che si allunga fino a metà platea. Ridotti quindi i posti a sedere per il pubblico in favore di una recitazione vicinissima, a portata di mano. Gli attori si possono quasi toccare quando arrivano lì, davanti alle poltrone. Ma in realtà non c’è nulla che faccia sentire il pubblico vicino a quanto sta succedendo in scena perchè si rappresenta quanto accade in un’astronave che rotea intorno ad un pianeta sconosciuto, appunto Solaris, dove succedono cose stranissime.

L’astronave

Il teatro - Astronave
L’astronave – By Federico Pitto

Su quest’astronave vivono da più di due anni due studiosi che cercano di capire la vita del pianeta che stanno analizzando.  A fianco all’equipaggio vivono delle misteriose presenze, generate dallo strano oceano che riveste tutta la superficie del pianeta stesso, come in reazione all’invasione di un virus. Ne sono ben consci i due studiosi e ben presto lo capirà anche la nuova arrivata, la dottoressa Kelvin, che come gli altri rimarrà vittina di una presenza scottante che la riporterà al suo passato fatto di rimorsi ed angosce.

Nulla è reale

Nulla di quanto accade è reale, tutto è un sogno capace solo di diventare concreto. Ma, attenzione, chi si concretizza non ha anima, sono tutti dei replicanti dei desideri più nascosti dei protagonisti. Ed ecco che vediamo materializzate la madre del dott. Snow, la piccola figlia della dottoressa Sutorius ed arriverà anche la giovane amante della dottoressa Kelvin. Questi esseri che prendono corpo nella vita reale sono tutti morti e i protagonisti della vicenda in un certo modo si sentono tutti responsabili della loro morte.

Ecco l’anello debole di questa scoperta. I replicanti fanno leva sul senso di colpa per vincere sui visitatori. Ma mentre Snow e Sutorius non vogliono darla vinta al nuovo pianeta e alle sue creature, la dottoressa Kelvin, benchè conscia di quanto sta accadendo, preferirà rimanere accanto a colei che aveva amato anni prima e che a causa di un’incomprensione era morta per causa sua. Non importa che la ragazza non sia vera, l’importante è che sia tornata per lei. Non importa che i sogni siano solo sogni, se sognare può rendere felici.

Una scena drammatica – By Federico Pitto

Il pubblico catapultato nello spazio

L’atmosfera generata da De Rosa catapulta il pubblico nel mondo dello spazio e lo fa bene. Di effetto il grosso portellone che si apre in mezzo al palcoscenico dal quale entrano ed escono le due protagoniste, ma soprattutto che serve da schermo per poiettare l’unico personaggio che non c’è realmente, il ricercatore morto di cancro, amico della Dottoressa Kelvin il cui ruolo è sostenuto da Umberto Orsini. Orsini, così virtuale e così lontano è la vera chicca di questo spettacolo. La sua presenza è forte e potente quanto la sua straordinaria recitazione.

Non male gli attori presenti Federica Rosellini, Giulia Mazzarino, Sandra Toffolatti e Werner Waas ai quali sarebbe consigliabile un ritmo più serrato. Alla regia si rimprovera solo di non aver considerato che un po’ di luce in più sui volti degli attori avrebbe reso meno faticoso seguire il tutto. Nel complesso si può parlare di un lavoro riuscito ed intrigante che alla prima si è catturato un lungo scrosciare di applausi sinceri.

I prossimi appuntamenti

In scena ancora al Teatro Gustavo Modena il 6, 7, 8 maggio ore 19, domenica 9 maggio ore 16. Info e biglietti teatronazionalegenova.it