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“Il Cinema non si ferma”. Da un seme l’albero della vita

“Il Cinema non si ferma”, quando da un seme rinasce l’albero della vita. Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente, quando ho saputo di questa iniziativa, parlando con l’attrice Paola Lavini. Questa è l’immagine che ho visto svilupparsi quasi naturalmente davanti ai miei occhi: a ogni parola un ramo e questa figura sostanzialmente religiosa prendeva forma.

Iphone invece di una telecamera, ma il cinema non si ferma

Il Cinema non si ferma

Realizzare un film, per capirci consta di cinque fasi principali, a partire dall’idea e dalla sceneggiatura, attraverso la pre produzione, la lavorazione, la post produzione, si arriva alla fine alla distribuzione. Non è una cosa facile in condizioni normali. Farlo quando le esigenze e le risorse, sono pesantemente condizionate, se non praticamente ridotte ai minimi termini da un’epidemia fantascientifica, è un’impresa neppure da prendere in considerazione.

Eppure grazie a una fervida creatività e alla “voglia”, non trovo termini più appropriati, di un gruppo di lavoro composto da tutte le componenti necessarie a produrre un film, quindi attori, registi, produttori, sceneggiatori e ogni altra risorsa utile allo scopo, questa “impresa, unica e visionaria forse” è partita e sarà compiuta entro la fine di aprile.

Il titolo al momento è “Il Cinema non si ferma”. Una commedia a episodi, che si sta svolgendo work in progress e in smart working. Due affermazioni chiare a tutti ormai, una sorta di slang, entrato a far parte del linguaggio di tutti i giorni.  

Il Cinema non si ferma in breve

È una commedia a episodi che racconta in modo divertente che la vita continua, nonostante il COVID-19. L’idea originale di Ruggero De Virgiliis (presto pubblicheremo una sua intervista) è prodotta da “DeltaDue Media” di Daniele Fioretti e Daniele Muscolo, insieme a “Coevolutions” di Marco Perotti. Tra gli interpreti che hanno scelto di aderire da subito, al momento risultano Nicolas Vaporidis, Kaspar Capparoni, Remo Girone, Margot Sikabonyi, Karin Proia, Paola Lavini, Augusto Zucchi, ma si aggiungeranno altri attori. La regia, è affidata a Marco Serafini e a Stefano Piani è affidato il compito di capitanare un pool di sceneggiatori.  Oggi intervistiamo Paola Lavini.

Paola Lavini

Una immagine emblematica di Paola Lavini e Remo Girone. Cinema in smart working

Ci siamo conosciuti al Festival di Sanremo e da quel momento non ci siamo più persi di vista per così dire. Abbiamo parlato in una nostra precedente intervista del film tanto atteso dalla critica e anche dalla gente, “Volevo nascondermi”. La storia di Ligabue. L’artista italiano forse più naif, in cui Paola è protagonista nel ruolo di “Pina”, una donna importante nella vita del pittore. Oggi è protagonista anche qui, in questa nuova speciale avventura e ci ha concesso una nuova intervista

L’Intervista

Paola buongiorno, l’ultima volta ci siamo lasciati con l’intervista sulla vita di Ligabue, raccontata nel film “Volevo nascondermi”. Partiamo proprio da li. Per i motivi ben noti, le sale cinematografiche non hanno ancora potuto proiettare il film. Vi siete ancora sentiti con qualcuno dei tuoi colleghi?

Mi sento abbastanza spesso con Giorgio Diritti, ma solamente per dirci come stai?  Tutto bene?  Per quanto riguarda la proiezione in sala del film non ci sono molte novità. Mi dicono che essendo uscito per soli quattro giorni, è sostanzialmente “un’anteprima”, l’uscita vera e propria è ovviamente condizionata nei tempi dalla scomparsa del coronavirus, che sono al momento imprevedibili. Non so se pian piano con la fase due, si potranno riaprire anche parzialmente le sale, i teatri o se verranno adottate altre soluzioni di distribuzione e quindi di alternative per poter vedere questo film tanto atteso.”

Tornando alla più stretta attualità, sei protagonista insieme ad altri attori del film “Il Cinema non si ferma”. Sei rimasta sorpresa quando ti hanno fatto la proposta di partecipare a un film in “smart working”? Che sensazioni hai avuto?

“Si… ero e sono entusiasta. Intanto perché…si ricomincia a lavorare, quindi nuove sfide, endorfine, adrenalina. Poi ho sentito subito che era un progetto fatto bene e per il bene. Tutto l’incasso infatti è devoluto per intero alla Protezione Civile. E noi, non solo noi attori, ma proprio tutti, lavoriamo senza alcun compenso.”

Invece, come ti sei trovata a “usare” la tua casa, la tua abitazione come un set cinematografico? Nel senso è stato come ricevere in casa degli amici o hai avuto qualche problematica particolare?

“Mi sono sentita “a casa” appunto.  E questo ha permesso di rompere immediatamente il ghiaccio con il regista, i produttori e i colleghi che non conoscevo e quindi mi sono davvero sentita a mio agio.”

Tecnicamente, come hai registrato le scene. Con quali mezzi tecnici: computer, smartphone, web cam? Chi ti ha dato una mano per filmare, le luci e quant’altro?

“Con tutto quello che avevo a disposizione: computer, smartphone, webcam appunto. Tutto il materiale poi verrà saputamente montato in post-produzione. La persona che vive con me…ha fatto il resto, ma con la guida da remoto e in diretta da parte del regista e del direttore della fotografia. “

Recitare a distanza con i tuoi colleghi attori, com’è stato? Avete avuto difficoltà a “sincronizzarvi” tra di voi?

“Io parlo per me, della mia esperienza. No, non ho avuto nessun problema. Tutto immediato perché è un prodotto che secondo me porta ad essere e a sentirsi per forza se stessi.” 

Come pensi sarà accolto dal pubblico “Il Cinema non si ferma”? Pensi che saranno in tanti a voler vedere il film, che ci sia attesa insomma?

“Direi che penso bene, anzi benissimo. È un film, una commedia divertente, fatta per il pubblico, che immagino si riconoscerà nelle storie che raccontiamo. Si sentirà “a casa” con noi ed è credo, quello che oggi la gente vuole. Saremo tutti nella stessa “casa” o “cosa” in un qualche modo. Quindi spero che ci sia…attesa”

Noi come giornale abbiamo da subito intercettato e condiviso il tuo entusiasmo, per cui sicuramente vi seguiremo e vedremo, anche grazie alla tua collaborazione, di accompagnarvi con altri articoli, fino all’uscita del film. Hai da aggiungere qualcosa liberamente o da ringraziare qualcuno in particolare Paola?

“Ringrazio chi mi ha coinvolto e poi accolto…a casa. Mi sono sentita immediatamente in famiglia. È una bella squadra di lavoro e umana. Ringrazio te e la stampa che ci sosterrete perché sarà sicuramente necessario il sostegno del…passa-parola”

Per chiudere questo articolo Paola, io voglio dire che al di là di #iostoacasa, al di là di questa tua, vostra geniale idea di “Il cinema non si ferma” e dopo aver ascoltato il meraviglioso monologo che mi hai inviato. Ecco, dopo aver sentito l’intenso vibrante racconto di Stefano Massini, concordo con te e da subito, assieme a tanti altri artisti aderisco al grido di dolore di Stefano “io non sono inutile”.

 Anzi chiuderò l’intervista con #ilcinemanonsiferma.