Il pieno di benzina? Facciamolo con le foglie

Il pieno di benzina? Se il tuo solito benzinaio ti proponesse di farlo con le foglie, cosa penseresti? Che ti prende in giro o che ha perso … il lume della ragione. Immagiamo che questo sarebbe il pensiero comune a fronte di una proposta di questo genere. Invece no.
Citiamo la fonte
Sfogliando la rivista Nature Energy dell’università di Waterloo (Canada), salta agli occhi un articolo assai interessante: una foglia artificiale è in grado, ricalcando il naturale processo della fotosintesi, di produrre metanolo e ossigeno (al posto di glucosio e ossigeno).
Il processo richiama alla mente gli alchimisti medioevali ma a differenza loro, in questo caso, la pietra filosofale è stata trovata.
Come funziona il processo produttivo?

A grandissime linee il processo si sintetizza in pochi “passaggi”:
l’acqua viene portata ad una certa temperatura e mescolata con anidride carbonica. In seguito occorre una luce bianca che “colpisca il tutto”.
A questo punto si introduce un catalizzatore, ovvero ossido di rame (ossido rameoso) che innesca il processo producendo metanolo. Per l’esattezza, è l’anidride carbonica a trasformarsi in metanolo mentre il restante “sottoprodotto” della reazione è ossigeno (come accade nella “normale” fotosintesi clorofilliana).
Siamo solo all’inizio
Naturalmente è solo l’inizio. I prossimi sviluppi, secondo i ricercatori, sarà aumentare considerevolmente la produzione di metanolo per consentirne la produzione industriale non prima, beninteso, di aver brevettato il processo stesso.
Che siamo sul punto di emanciparci dal petrolio è abbastanza evidente ma si tratterà di stabilire, in pratica, come e quando, ovvero di scegliere fra le varie modalità proposte dalle molteplici ricerche (promettenti) che sono in atto un po’ in tutto il mondo.
Resta però da vedere se o quando gli immancabili “poteri forti”, permetteranno il lineare sviluppo delle alternative o cercheranno invece di far prevalere le “vecchie” logiche petrolifere il più a lungo possibile.
Le energie alternative e l’innovazione
Sembra comunque chiaro che la strada delle energie alternative sia già stata tracciata. Occorre tenere sempre presente, però che oggi è ancora e sempre di più necessario contenere le emissioni di gas inquinanti. (leggi anche la macchina di Majorana) Occorre nel frattempo, che i combustibili attuali subiscano processi migliorativi. Che si sviluppino motori con combustibili bio, a gas, a idrogeno. La mobilità deve assolutamente rivolgersi sempre più a motori ibridi o elettrici. I motori devono essere più efficienti e performanti. La strada è tracciata abbiamo detto, ma il sogno di liberarci dal petrolio, non è ancora divenuto realtà.


