Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

“I conquistatori dell’inutile. Dalle Alpi all’Annapurna”

Un libro sul significato della vita. Un ritratto di un’epoca, quella degli anni Cinquanta, quando l’alpinismo stava entrando nell’immaginario collettivo come simbolo di eroismo e di audacia

“I conquistatori dell’inutile…”

I conquistatori dell'inutile: la cover
La suggestiva copertina

È un vero e proprio classico della letteratura di montagna, “I conquistatori dell’inutile. Dalle Alpi all’Annapurna” di Lionel Terray, per la collana “Stelle alpine” coedita da Hoepli Editore e Club Alpino Italiano. Un libro che non può mancare nella biblioteca degli appassionati di montagna.  Fu pubblicato per la prima volta nel 1961. È l’autobiografia di uno degli alpinisti più celebri del Dopoguerra, un uomo che ha scritto pagine memorabili non solo per le sue imprese straordinarie sulle Alpi, ma anche per le sue salite su vette mitiche in terre lontane, come l’Annapurna.

Le pagine del libro non sono solo un racconto di montagna, ma una meditazione sul significato della vita e sull’irresistibile desiderio di superare sé stessi, di affrontare l’impossibile. La qualità letteraria di quest’opera ha colpito sin dall’inizio per la sua sincerità e per la sua capacità di andare oltre l’aspetto tecnico delle scalate, rivelando un profondo senso di sofferenza e bellezza.

Lionel Terray

I conquistatori dell’inutile. Dalle Alpi all’Annapurna

Lionel Terray fu una delle figure più influenti nell’alpinismo delle alte quote durante gli anni Cinquanta, partecipando a spedizioni storiche che lo portarono a diventare una stella di fama internazionale. La sua autobiografia si distingue per un approccio profondamente umano e sincero, con uno stile che va oltre il semplice resoconto delle imprese alpinistiche. In “I conquistatori dell’inutile”, Terray riflette sulla natura del rischio e della fatica, sulla ricerca di una “cima” che non è solo fisica ma anche interiore. Il titolo stesso, *Conquistare l’inutile*, si presenta come una sorta di paradosso: l’alpinista non cerca la gloria o la ricchezza, ma si lancia in imprese che sembrano destinate a nulla, in realtà simboli di un gesto nobile e gratuito che sfida i limiti dell’uomo.

Il libro è un ritratto di un’epoca che invita alla riflessione

Il libro è anche un ritratto di un’epoca, quella degli anni Cinquanta, quando l’alpinismo stava entrando nell’immaginario collettivo come simbolo di eroismo e di audacia, e le figure come quella di Terray cominciavano a diventare protagonisti non solo delle vette, ma anche della cultura popolare, con le loro imprese che affascinavano un pubblico sempre più ampio.

Pubblicato il: 9 Novembre 2024
Verificato da MonsterInsights