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Dai Drakkar alle Dröna : i Vichinghi avrebbero meritato di meglio

Drakkar: lo spirito dell'Ikea
IKEA: spirito dei drakkar

Dai Vichinghi all’IKEA

Cosa rimane oggi dell’epopea vichinga? Quei barbuti pirati dei mari, con i loro drakkar e le spade affilate, si sono guadagnati un posto d’onore nella storia come i terrori delle coste medievali.

Eppure, se mille anni dopo associamo la Scandinavia all’IKEA, qualcosa dev’essere andato storto. Immaginate la scena: Ragnar Lothbrok, il leggendario re vichingo, intento a spiegare ai suoi uomini che, invece di saccheggiare l’Inghilterra, la loro eredità culturale sarà vendere divani a basso costo e polpette surgelate. Non il futuro glorioso che aveva in mente.

E che dire di Lagertha, la fiera regina e shield-maiden, orgoglio di Kattegat? Saperla ridotta a sponsorizzare una sedia ergonomica come la Markus fa quasi male al cuore. Certo, è imbattibile nelle battaglie, ma la immaginate mentre si confronta con le istruzioni IKEA? Non c’è scudo che la protegga dalla frustrazione di incastrare i pezzi di un letto Malm.

I drakkar: dall’arte navale ai mobili in kit

Floki, il folle e geniale costruttore di navi, sarebbe quello più traumatizzato di tutti. Lui che parlava al legno come fosse vivo, che considerava ogni drakkar un’opera divina, si troverebbe davanti una scatola di truciolato marchiata IKEA. È facile immaginare la sua reazione: braccia al cielo, una preghiera a Odino, e poi il fuoco. Perché, diciamolo, Floki non avrebbe mai tollerato l’idea di una nave preconfezionata, montabile con una brugola e progettata per essere smontata e riciclata. “Questa non è arte, è blasfemia!” avrebbe urlato, prima di lanciare le viti nella foresta.

Eppure, c’è una strana affinità tra i drakkar e i mobili IKEA: entrambi sono progettati per essere leggeri, funzionali e facilmente trasportabili. I drakkar solcavano mari e risalivano fiumi per conquistare terre lontane; la libreria Billy attraversa confini doganali con la stessa facilità, pronta a invadere soggiorni di tutto il mondo. Ma, diciamocelo, un drakkar incuteva rispetto; una libreria Billy, al massimo, ti fa maledire il giorno in cui hai deciso di comprarla.

Lagertha, Bjorn e la battaglia contro la brugola

Lagertha, con la sua armatura scintillante e la determinazione di una vera guerriera, non sarebbe certo rimasta a guardare. Probabilmente avrebbe affrontato la sfida IKEA come affrontava le battaglie: con disciplina e fermezza. Ma anche lei, di fronte alla brugola, avrebbe avuto i suoi momenti di sconforto.

E Bjorn “La Corazza”? Lui, che ha attraversato deserti e combattuto contro guerrieri imbattibili, sarebbe stato il primo a perdere la pazienza davanti a un cassetto che non si incastra. Perché, diciamolo, l’epica dei vichinghi non aveva previsto una battaglia così: viti che avanzano, schemi incomprensibili e la consapevolezza che l’ultima pagina delle istruzioni non ti salverà.

L’Inghilterra: dal saccheggio alle polpette IKEA

Uno dei capitoli più celebri della storia vichinga è l’invasione dell’Inghilterra. Ragnar e i suoi uomini sbarcarono sulle coste inglesi, saccheggiando monasteri e sfidando re. Oggi, invece, l’unica invasione nordica in Inghilterra è quella delle sedi IKEA. I negozi si sono moltiplicati come funghi, conquistando le isole britanniche con polpette a un pound e mobili dai nomi impronunciabili.

Pensateci: una volta i vichinghi si presentavano sulle coste inglesi con urla di battaglia e asce pronte a colpire; oggi, la battaglia si combatte tra corsie piene di scaffali e centinaia di clienti che si aggirano con i carrelli gialli alla ricerca del letto perfetto. Non c’è dubbio che i vichinghi di Vikings avrebbero avuto qualche difficoltà a digerire il cambiamento. Lagertha avrebbe probabilmente preso d’assalto l’intero negozio, Floki avrebbe accusato gli dèi di tradimento, e Bjorn avrebbe cercato disperatamente l’uscita del labirinto degli showroom.

Drakkar: dalle rune ai manuali IKEA
Dalle rune ai manuali IKEA

Le rune vichinghe erano simboli sacri, intricati e misteriosi, usati per comunicare messaggi profondi. I manuali IKEA, invece, sono altrettanto difficili da interpretare ma privi di qualsiasi fascino mistico. Dove le rune raccontavano storie di dèi e uomini, le istruzioni IKEA raccontano solo storie di frustrazione e tentativi falliti. È facile immaginare Floki intento a decifrare quelle illustrazioni minimaliste, solo per dichiarare che erano opera di Loki, il dio degli inganni. E probabilmente non avrebbe avuto torto.

La loro eredità, la nostra brugola

Se i vichinghi potessero vedere dove è arrivata la Scandinavia, probabilmente ci guarderebbero con un misto di sgomento e disprezzo. Ma forse, nel profondo, c’è qualcosa che li farebbe sorridere. Dopotutto, IKEA incarna lo stesso spirito pratico e visionario che un tempo animava i costruttori di drakkar. Anche se, anziché solcare i mari, oggi solchiamo i corridoi di un negozio pieno di scaffali.

Ragnar, Lagertha, Bjorn e Floki non avrebbero mai accettato questo destino senza combattere, ma noi, armati della nostra brugola e di una pazienza da monaco, possiamo almeno provare a portare avanti l’eredità nordica. Certo, manca l’epicità ma ogni mobile montato è una piccola saga. Chissà, magari anche Odino apprezzerebbe. Perchè se una volta si conquistava il Valhalla morendo gloriosamente in battaglia, oggi lo conquisti se riesci a convincere tua moglie a non andare all’IKEA.

Pubblicato il: 2 Dicembre 2024
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