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Andrea G. Pinketts: incontriamo chi lo ha conosciuto bene

Andrea G.Pinketts in una tipica espressione e il suo libro

Andrea G. Pinketts, ne parliamo con Andrea Cappi e Elisabetta Friggi. Due importanti collaboratori dello scrittore e giornalista Milanese.

 L’Associazione Culturale Andrea G. Pinketts

Nell’estate del 2019 è nata ufficialmente l’Associazione Culturale Andrea G. Pinketts, intitolata all’autore di numerosi romanzi e racconti pubblicati da Feltrinelli e Mondadori, scomparso prematuramente nel dicembre 2018.

 L’associazione è presieduta dalla madre dello scrittore e vi collaborano attivamente due persone che per molto tempo sono stati al fianco di Pinketts: Andrea Carlo Cappi, scrittore ed editor che lo ha affiancato per una ventina di anni nella conduzione di incontri letterari, ed Elisabetta Friggi, giornalista e autrice di un ciclo di romanzi per bambini, che nell’ultimo decennio è stata il braccio informatico di Pinketts

Un po’ di “cose” su Andrea G. Pinketts

Ho avuto il piacere di conoscerlo, meglio di parlare con lui una volta e di fare una foto insieme, venuta peraltro maluccio. C’era troppa gente, troppa calca in quell’occasione per “confezionare” un set fotografico all’altezza. Invece lui, Andrea G. Pinketts, si è dimostrato subito per quello che era, semplice e disponibile. Anzi che è, perché il suo pensiero, le sue opere, la sua immagine estemporanea, il cappello e il sigaro immancabile, sempre presente fin troppo, fino a determinarne la sua fine stessa, sono rimaste qui con noi.

 L’uomo passa, ma le sue realizzazioni artistiche vivono per sempre. Ci ha lasciato in quell’età di mezzo, che sta tra l’uomo maturo, ma non ancora definibile come anziano. Non ha mai guidato e ha vissuto con sua madre.

Il suo modo di vivere la città

Girava a piedi per Milano e il posto dove l’ho incontrato, non poteva essere altrimenti che “ Le Trottoir”, in darsena. Luogo sospeso tra musica e arte. Luogo davvero unico, per la posizione in mezzo alla piazza e all’acqua della darsena. Affascinante e volendo anche un po’ misterioso in fondo, come lui, che lo frequentava spesso come fosse il suo laboratorio artistico o il suo ufficio, ispirazione magari per i suoi scritti “noir “e un po’ anche grotteschi, o per le sue attività giornalistiche sempre orientate a indagare sul volto oscuro del mondo. Lo immagino sempre con la Guinness in mano in quel di Milano, ma anche di Alassio. Luoghi a me familiari per lavoro e origine.

Andrea Cappi e Elisabetta Friggi parlano del loro amico e dell’associazione.

Andrea Cappi e Elisabetta Friggi in un intervista congiunta Su Andrea

Chi era Andrea G. Pinketts?

Noi preferiamo parlarne al presente. Andrea G. Pinketts è e rimane uno scrittore unico nel panorama italiano. È stato definito autore umoristico, autore noir, autore pulp… ma in realtà ha creato un genere proprio, difficilmente imitabile. Sicuramente il giallo ne è una componente, mai del tutto rinnegata: il protagonista dei suoi romanzi, Lazzaro Santandrea, è un investigatore per caso – non certo un commissario come talvolta si legge nei titoli frettolosi di qualche articolo – ma le sue indagini vanno ben oltre la semplice scoperta di un colpevole. Puntano a raccontare una città, una società e un’umanità molto più complesse. Nei racconti, in particolare quelli dell’ultimo libro, “E dopo tanta notte strizzami le occhiaie” uscito postumo da Mondadori, la commistione tra generi è ancora più ampia… se vogliamo definire generi anche la filosofia e la mitologia, con un surrealismo di fondo.

Andrea G. Pinketts era uno pseudonimo?

Non nel senso convenzionale. Se Lazzaro Santandrea è l’alter ego di Pinketts, Pinketts è l’alter ego di Andrea Giovanni Rodolfo Pinchetti. Un personaggio costruito a propria immagine e somiglianza, con una lieve differenza nella data di nascita: Pinchetti nasce all’anagrafe il 12 agosto 1960, mentre nelle biografie ufficiali Pinketts nasce lo stesso giorno, ma nel 1961. Il primo dettaglio di un’autobiografia leggendaria – una metabiografia, per usare il sottotitolo del saggio “Per qualche strana ragione io piacevo” di Rossella Marino, appena uscito da Edizioni del Gattaccio – in cui è arduo distinguere cosa sia accaduto realmente e cosa sia ironicamente immaginato. Pinketts non ha solo scritto narrativa, ha fatto letteratura della sua stessa esistenza.

La nascita dell’associazione

Com’è nata l’Associazione Culturale Andrea G. Pinketts e cosa si propone di fare?

È stata concepita nello stesso istante in cui è arrivata la notizia della sua scomparsa, il 20 dicembre dello scorso anno. Abbiamo cominciato a lavorare prima ancora che l’associazione esistesse, o meglio abbiamo continuato a fare ciò che avevamo sempre fatto al suo fianco. Per esempio, ci siamo preoccupati che il libro che Pinketts ha completato in ospedale il 12 novembre 2018 uscisse nella data prevista, come lui lo ha scritto – grazie a un’attenta revisione del testo, confrontato con i manoscritti originali – e come lui lo ha voluto, ossia corredato dai dipinti di Alexia Solazzo nati in simbiosi con i racconti. Abbiamo collaborato fin da subito con il MystFest di Cattolica – il festival che scoprì Pinketts nei primi anni Ottanta, con cui è sempre esistito un legame molto stretto – alla realizzazione del primo Premio Andrea G. Pinketts, assegnato in luglio a Joe R. Lansdale. Nel contempo abbiamo evitato anche un paio di premi Pinketts improvvisati, per evitare che il suo nome fosse sfruttato senza alcuna autorizzazione. E continuiamo a mantenere vivo il ricordo attraverso numerose iniziative.

Per esempio?

Da una serata-spettacolo all’ARCI Bellezza di Milano alla presentazione del libro alla Mondadori Duomo, collaborando con eventi – giusto per citarne alcuni – al Fillmore Festival di Cortemaggiore, al Festival Incipit di Genova lo scorso sabato e, questo giovedì 21 novembre alle 20.30, a una cena del ciclo “Mangia come scrivi” a Cantù presso il ristorante Il Garibaldi, dove sarà in scena come sempre il Maestro Zac, co-autore con Pinketts di numerose canzoni. Ma l’obiettivo principale dell’associazione sono le opere dell’autore: riportare in commercio i suoi libri fuori catalogo e riordinare i suoi scritti pubblicati qua e là e mai raccolti in volume.

L’Ambrogino non assegnato

Questo autunno Pinketts è stato candidato a un Ambrogino d’Oro postumo, che però – notizia di questi giorni – non gli è stato assegnato.

Non ha vinto il premio annuale per i milanesi illustri e ci dispiace, dato che non solo Pinketts ha raccontato molto della sua città, ma per venticinque anni è stato un autentico operatore culturale: ha spontaneamente organizzato e condotto a Milano eventi letterari senza alcuna sponsorizzazione o spesa di denaro pubblico, dando anche a moltissimi autori esordienti la possibilità di essere conosciuti. Ma non dobbiamo scordare tutti i riconoscimenti che ha ricevuto in vita, dal Premio Serbanenco alla medaglia per meriti artistici dell’Assemblée Nationale della Repubblica Francese. Il premio principale, tuttavia, resta quello di continuare a trovare nuovi lettori. Uno scrittore resta vivo finché i suoi libri vengono letti.

Pubblicato il: 20 Novembre 2019
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