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Allattamento al seno. Ecco le linee guida

Allattamento al seno : mamma che allaatta

Allattamento al seno

Nello scorso articolo abbiamo parlato dell’alimentazione in gravidanza. Oggi parleremo dell’alimentazione in allattamento.
L’allattamento al seno è assolutamente consigliato sia per la mamma che per il bambino.
Nelle linee guida del WCRF (World Cancer Research Found) leggiamo che l’allattamento al seno per almeno i primi sei mesi di vita del bambino ha un effetto protettivo. Per il neonato contro lo sviluppo successivo di eventuali patologie, in quanto rafforza le difese immunitarie, aiuta la flora batterica intestinale con una serie di ricadute positive sul suo benessere. Anche per la mamma per diversi fattori: prima di tutto perché aiuta la perdita di peso dopo il parto. Per cui quando una mamma può è bene portarlo avanti.
Quello che succede spesso durante l’allattamento (nelle persone che seguo) è che la mamma abbia molta più fame e finisca per introdurre un apporto calorico maggiore rispetto al fabbisogno. Questo può tradursi in un aumento di peso.
L’aumento del fabbisogno aumenta di circa 500 Kcal fino al sesto mese di età del bambino. È assolutamente sconsigliato il sottoporsi a regimi dietetici drastici in questa fase, il rischio infatti è quello che il latte vada via.

L’alimentazione consigliata

L’alimentazione consigliata non si discosta molto da quella della gestante ma occorre prestare attenzione alla distribuzione dei macronutrienti. Infatti spesso accade che la mamma si senta attratta da un eccessivo apporto di carboidrati e non introduca abbastanza proteine e acidi grassi della serie omega 3 fondamentali per questa fase.
La prima cosa da tenere in considerazione è la giusta quantità di acqua: il quantitativo rispetto alle necessità normali è di circa 700 ml, non sono invece dimostrate evidenze su un apporto maggiore per aumentare la produzione di latte.
Inutile dire (ma lo diciamo che è meglio), che è bene prediligere un’alimentazione variata che segua le indicazione di quella che è l’alimentazione mediterranea e quindi che abbia come base il giusto apporto di frutta e verdura, cereali integrali, pesce (3 – 4 volte a settimana) e legumi, olio extravergine di oliva come grasso da condimento.

L’alimentazione consigliata… in numeri

Tradotto in numeri per fare in modo di aumentare in maniera bilanciata queste 500 Kcal giornaliere sarà sufficiente aumentare di pochi grammi le porzioni sia pranzo che a cena.
Ad esempio per quello che riguarda i primi piatti come pasta, riso, farro, orzo basta mettere 25 gr in più…
Per quello che riguarda i secondi piatti o la parte proteica si parla di 30 gr in più di carne, 40 gr di pesce, e 25 gr di legumi freschi.
Optare per yogurt, frutta secca come noci, nocciole e mandorle e frutta fresca negli spuntini.
Più si riesce a bilanciare l’alimentazione e meglio è.
Se si è preoccupate per un eccessivo aumento di peso il mio consiglio è quello di cercare di vivere questa fase in serenità e se necessario di farsi aiutare da un professionista della nutrizione.
Come in gravidanza, anche in allattamento sia l’alcool che il fumo sono sconsigliati. Se proprio non se ne riesce a fare a meno cercare di far passare un paio di ore prima della poppata.

Le linee guida sconsigliano “il fai da te”

Una volta si credeva che alcuni alimenti fossero da evitare in allattamento perché potevano provocare sia coliche, sia alterare il gusto del latte.
Parlo ad esempio di broccoli, cavolfiori e altre verdure appartenenti alla famiglia delle crucifere, latte, cipolle e cioccolato, aglio, asparagi…
Si tratta di aspetti privi di fondamenti scientifici. Per questo anche le linee guida invitano ad evitare il “fai da te” e parlarne sempre con il pediatra.
Sembrerebbe infatti che il consumo di questo tipo di alimenti possa predisporre il bambino a provare nuovi sapori ed è assolutamente un vantaggio l’allattamento al seno.

Le false credenze sull’alimentazione durante l’allattamento. (dalle linee guida per la sana alimentazione italiana)

NON È VERO CHE:

1) Bere birra dia vantaggi alla nutrice: non è vero che favorisca la secrezione lattea, anzi come tutte le bevande alcoliche ne riduce la quantità.

2) “Il latte fa latte”, né che bere latte durante l’allattamento favorisca l’insorgenza di allergie nel bambino. Latte e latticini devono essere presenti nell’alimentazione della donna che allatta nelle stesse frequenze della donna che non allatta.

3) Bere tanta acqua o in generale tanti liquidi oltre il necessario faccia produrre più latte.

4) La nutrice abbia fabbisogni maggiori di calcio né che, se si alimenta bene, sia necessaria una supplementazione di calcio. Il calcio necessario alla sintesi di latte viene comunque mobilizzato dal tessuto osseo della nutrice che subisce un impoverimento temporaneo, per normalizzarsi progressivamente nei periodi successivi all’allattamento.

5) La nutrice debba evitare di mangiare alimenti con sapori forti o spezie per paura che il latte risulti di sapore non gradito. Al contrario la varietà dei sapori del latte materno faciliterà l’introduzione di cibi solidi e porterà ad una maggiore propensione del bambino verso alimenti diversi.

6) Caffè e tè siano proibiti durante l’allattamento, basta berne poco (2 tazzine da caffè al giorno) e lontano dalla poppata. Se si desidera berne di più scegliere prodotti decaffeinati o deteinati.

Pubblicato il: 28 Luglio 2022
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