Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

WULNOTECH 4.0. La cura che non si accontenta

WULNOTECH 4.0

WULNOTECH 4.0. - locandina
WULNOTECH 4.0.

Dal 2 al 4 ottobre, Sarno ospita il Congresso Nazionale WULNOTECH 4.0. Il titolo è chiaro: Sanità, Fragilità, Terzo Settore. Il sottotesto è un invito: To be continued…. Non è una chiusura, è un’apertura. Tre giorni di confronto tra chi cura, chi accompagna, chi vive la vulnerabilità. Il luogo è il Teatro Luigi de Lise, ma il perimetro è più ampio: si parla di territorio, di alleanze, di linguaggi.

A guidare l’evento ci sono Sonia Silvestrini, presidente WULNOTECH, e Enrico Oliva, presidente SILFO, chirurgo vascolare e riferimento nazionale nella flebolinfologia. Attorno a loro, una faculty che non si misura in numeri ma in voci: medici, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, volontari, podologi, tecnici sanitari.

Il Congresso appare come un laboratorio, dove si cerca di capire e si pongono domande. Chi è il soggetto fragile? La cura è un atto o un processo? E le risposte arrivano direttamente da chi lavora dentro la complessità.

Tecnologie, mani, linguaggi

Il programma è denso. Si parla di wound dressing, di linfedema, di chirurgia rigenerativa, di dolore cronico, di protesizzazione, di biohacking ortomolecolare. La tecnologia affianca il lavoro manuale. I dispositivi semplificano i gesti. La cura si trasmette anche attraverso il linguaggio.

Tra gli interventi, Cristina Grasso presenta lo scanner lesionale per l’analisi delle lesioni croniche. Gabriele Urban affronta il percorso femminile tra vita e morte. Marco Meloni parla del saccarosio octasolfato nel trattamento del piede diabetico. Adolfo Panfili introduce il biohacking come leva rigenerativa.

Il Congresso è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie. Ma non si ferma lì. Sabato 4 ottobre, dalle 11:00, le porte si aprono alla cittadinanza. Il Terzo Settore non è un comparto da coinvolgere, è già dentro e lo stesso territorio è un interlocutore.

La fragilità come linguaggio

La fragilità è una condizione da gestire. E per farlo servono voci diverse. Ogni sessione è costruita attorno a una domanda. Si parla di compressione elastica, di telemedicina, di dolore, di infezione, di nutrizione, di responsabilità. Ma soprattutto si parla di relazione.

La cura è un processo che si costruisce, qui non si somministra proprio nulla. Non si misura, anzi si attraversa. E il Congresso lo riconosce. Lo mette al centro. Lo interroga. Lo pratica.

Pubblicato il: 3 Ottobre 2025
Verificato da MonsterInsights