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Valeria Bianchi Mian ne “Il Salotto Letterario” di Daniela

Valeria Bianchi Mian: autoscatto
Valeria Bianchi Mian (autoscatto)

L’Intervista a Valeria Bianchi Mian, psicologa, scrittrice, poeta, illustratrice, battezza la nuova rubrica “Il Salotto Letterario” di Daniela Mencarelli Hofmann. Globe aggiunge una nuova preziosa collaborazione, al suo già ricco carnet di giornalisti e autori.

Valeria Bianchi Mian

Incontriamo Valeria Bianchi Mian, psicologa di orientamento junghiano, milanese d’origine e torinese d’adozione. Oltre al suo lavoro di psicoterapeuta di gruppo, di formatrice e insegnante Mindfulness, Valeria è scrittrice, poeta e illustratrice. Tra i suoi libri ricordiamo “Favolesvelte” (Golem Edizioni), “L’uovo magico” (Edizioni Simple), il noir “Non è colpa mia” (Golem Edizioni) e la silloge “Vit(amor)te. Poesie per arcani maggiori” (Miraggi Edizioni).

Ciao Valeria, grazie per aver accettato di partecipare al mio salotto letterario. Ci spieghi come fai a occuparti di tante cose insieme? Non avrai mica sette vite come i gatti? Raccontaci un po’: chi è Valeria Bianchi Mian?

Carissima Daniela, questa tua prima domanda accende immediatamente il mio buon umore. Intanto sono io che ringrazio te per questa calorosa accoglienza, e allora faccio subito le fusa. È vero, mi sento sempre un po’ gatta, adoro i felini, e sul tema sette vite – o nove come credono alcuni – ho scritto anche una filastrocca. La forza dei gatti mi affascina; sono animali resistenti, cocciuti, eppure sempre così zen, così… gatti! L’idea del ritorno, della vita che si trasmuta in altra vita è un altro argomento che mi intriga non poco. Ma non voglio divagare, ti parlo delle mie molte esistenze in una.

Come faccio a organizzare tutti gli impegni? Ho un sistema che definirei creativo ma anche efficiente, una rivisitazione personale della matrice di Eisenhower – hai presente? Prendi un quadrato e dividilo in quattro caselle. Nella prima colloca gli impegni veramente urgenti e superimportanti. I fondamentali, sono queste le attività da svolgere per prime. Gli appuntamenti in studio di psicoterapeuta, i colloqui, gli orari da rispettare. A volte invece si tratta di “frattaglie”, ovvero la spesa da fare, le mail da inviare, le fatture da compilare. Gli impegni relativi a casa e figlio sono condivisi senza alcun problema con mio marito, in armonia. Cerco di non accumulare troppe urgenze e lascio anche uno spazio libero per gli imprevisti nella mia “prima vita”. Fatto, finito. E allora via con la seconda esistenza felina. Arrivano le necessità creative.

Non posso non scrivere. Devo, per missione, per vocazione, per sopravvivere, dedicarmi alla scrittura.

Valuto i progetti in ordine di urgenza anche in questo caso e preferisco avere una dead-line, altrimenti mi perdo volentieri, mi dimentico, evito. Negli altri tre quadranti della matrice ci sono tutte quelle situazioni che possono e spesso devono essere lasciate in sospeso, demandate ai parenti o ai collaboratori, oppure addirittura evitate. Sì, per riuscire a portare a termine al meglio i propri progetti sono più i no che i sì da pronunciare. Infine, ho uno spazio verdeggiante in comune con la mia famiglia: durante il weekend ci regaliamo almeno un giorno di trekking intenso. Il bosco mi rigenera completamente.

Per quanto riguarda la mia personalità, alla domanda “chi sei” risponderò così: sono una donna che prende il proprio sogno e cerca di farne un’opera, una che mentre opera punta a un risultato ma, se questo non arriva, senza demoralizzarsi troppo… sogna un nuovo sogno.

So che ti occupi di corsi di formazione e di comunicazione per adulti e che conduci laboratori di tecniche espressive nonché corsi di scrittura creativa-curativa. Parlacene un po’…

Dal lockdown del 2000 in poi, tutte le mie attività hanno subito una sorta di rimescolamento che si è rivelato però funzionale. Prima di allora ero per lo più abituata a condurre in presenza. Con l’arrivo del Covid ho dato vita a una serie di gruppi online, attivando corsi in collaborazione con Psicologia.io e con altre piattaforme molto attive nel campo della mia professione. Ho aperto il sito www.tarotdramma.com, nel quale raccolgo articoli e proposte relative al mio metodo. Mi sono dedicata alla cura di spazi virtuali che, devo ammetterlo, mi danno molta soddisfazione perché, nonostante la distanza fisica, avvicinano persone da tutto il mondo.

Ti descrivo un po’ la tipologia di laboratori che propongo. Ho cominciato presto, durante la formazione, a mettere in piedi gruppi espressivi dedicati alle carte dei Tarocchi, alle fiabe, al sogno… Ho lavorato nelle comunità per il trattamento delle tossicodipendenze e in strutture per anziani occupandomi di arte-terapia e di scrittura poetica. La poesia è davvero trasformativa, è una poesia cura, come la scrittura. Questo è anche il messaggio dalla scuola monzese di Poetry Therapy con la quale collaboro.

Negli anni ho condotto gruppi con anziani nelle case di riposo e con bambini delle primarie, e so che per ogni età lo spazio creativo si forma ad hoc, nasce, cresce, trasforma i partecipanti e dona bellezza.

In questo periodo è ripartito il corso che condivido con Massimo Tallone, in collaborazione con Golem Edizioni. La scrittura autobiografica è potente, apre soglie e dialoghi tra l’Io e l’Inconscio. Noi lavoriamo per far parlare l’Ombra, per ricavare inchiostro dai demoni interiori e portare il “nemico”, l’altro in noi, a scrivere un racconto che andrà a far parte di una antologia la cui uscita è prevista per il marzo del 2023, così da poterla presentare al Salone del Libro di Torino.

Hai inventato un metodo che combina la simbologia dei tarocchi con lo psicodramma. In che cosa consiste?

Il Tarotdramma® è nato come psicodramma immaginale e sociodramma con i Tarocchi, ma ha oggi una complessità che è cresciuta nel tempo in modello specifico. Dal 2000 ho iniziato a condurre laboratori e gruppi con il Tarotdramma® ma anche esperienze di “Storie Arcane“, ovvero il Tarot Telling con le carte. Successivamente, ho cominciato a proporre la creazione artistica e poetica di immagini, perché ai partecipanti piaceva l’idea di portare a casa un elaborato. Ho inoltre creato io stessa un mazzo di carte per la silloge uscita con Miraggi nel 2020, “Vit(amor)te”.

Oggi il modello è strutturato come una Stella (che poi è l’arcano XVII) con al centro l’attività di drammatizzazione psico o socio drammatica (a seconda delle tematiche esplorate e del contesto nel quale si opera). Ai lati, il processo si dirama dando vita a prodotti di Tarot Art, Tarot Poetry, Tarot-Telling e Tarotfulness©, la Mindfulness con il Tarot che ho intrecciato da poco.

Il modello può essere condotto focalizzando una o più aree della Stella, ma può dirsi completo quando predispone lo spazio-tempo dedicato alla drammatizzazione sia in entrata, come punto di partenza del processo, che in uscita, come rielaborazione del percorso ed è nucleo dinamico dell’interscambio creativo.

Valeria Bianchi Mian – Photo Peter Hofmann all’evento letterario LeMusE

Ti sei anche occupata di cortometraggi e di teatro sociale… quale è l’esperienza che ti è rimasta nel cuore più di tutte?

L’immagine in movimento mi affascina, mi coinvolge, non potrei condurre un gruppo “di parola”, senza chiedere alle persone di alzarsi dalla sedia per percorrere lo spazio della sala e dare il La alla magia della drammatizzazione. Il teatro d’improvvisazione è un filo rosso che collega allo psicodramma e al sociodramma, un filo che ho estrapolato per portare nei miei gruppi l’idea di una performance che possa essere coinvolgente a trecentosessanta gradi. Ad esempio, i Tarocchi prendono vita nei dialoghi, nelle scritture, nelle produzioni artistiche di chi partecipa a un’esperienza con me. Nel tempo ho approcciato, senza essere purtroppo dotata della necessaria tecnica, e da profana continuo a sviluppare la mia passione per video, fotografia e disegno. Con il video ho realizzato alcuni mini progetti, tra i quali un docu-film in una comunità per tossicodipendenti. Questo lavoro è stato terapeutico; ha coinvolto tutti, operatori e utenti, per due mesi.

Che progetti hai per il futuro?

In questi giorni la priorità è portare a termine il mio secondo romanzo. Non aggiungo altro, perché sono in pieno coinvolgimento e i miei personaggi litigano per prendere parte a un’azione, mi visitano di notte, c’è fermento. In cantiere covo un’antologia poetica illustrata, un lavoro corale che, se tutto procederà per il meglio, è prevista per il 2023. E poi ci sono altri scritti che attendono di essere ultimati e consegnati: un saggio sui Tarocchi, la partecipazione a un lavoro sullo storytelling… ho almeno quattro file in trepida attesa.

Ci regali una delle tue poesie?

Volentieri, un inedito dalla mia prossima silloge in preparazione (uno dei quattro file di cui sopra).

BENEFICIO

È inutile girare intorno al tempo

nell’autunno della vita in giallo oro

ho una zucca incantata e un cappello

sopra il tavolo Bagatto – per esempio

ricomincio dal mio capo

unito al collo.

È strano percepire questo incontro

tra lo spirito dei boschi e il beneficio

la cura di un discorso più ordinato

l’abitudine alla gioia nella carne

oltre il senso dell’eterno sacrificio

<non c’è dio meno dio di chi ti crea

a propria immagine

e somiglianza>.

È breccia Kairos la grotta d’occasione

il passaggio passaporto verso Dove

mentre intorno si tingono le foglie

e tengo cari preziosi minuti contati

salvando persino le minuzie briciole

per i passeri

per chissà quali posteri.

È un po’ sadico forse dire basta

mettere mano ai no nel farmi spazio

la Durlindana senza chiedere permesso

un anello da gettare nel vulcano

l’impresa che conduce alla salvezza

la salvaguardia

la protezione.

Affianco canto respiro

animale umano divino

ferma in silenzio stringo

il pene del significato

il dono del sacro.

Amen

Grazie di cuore, Valeria“.

“Grazie a te, Daniela. A presto”.

Valeria Bianchi Mian : Daniela Mencarelli Hofmann
Daniela Mencarelli Hofmann

Daniela Mencarelli Hofmann, romana, vive tra Imperia e Zurigo. Plurilaureata, si è dedicata alla ricerca ambientale, alla cooperazione internazionale in America Latina e all’insegnamento della storia dell’arte e del disegno. Ha scritto su ambiente, sviluppo, migrazione e discriminazione di genere. Ha pubblicato con Le Mezzelane Casa Editrice il romanzo “L’Ombra di Perseo” e alcuni racconti e poesie per diverse case editrici. Con il Babi Editore ha pubblicato la silloge di poesie visive in italiano e tedesco “L’Immagine e la Parola / Das Bild und das Wort”. Conduce in Italia e all’estero laboratori di poesia visiva in più̀ lingue, per adulti e ragazzi. È codirettrice de LeMusE Festival Itinerante di Letteratura, Musica e Arte al Femminile della Rivera dei Fiori.

Pubblicato il: 30 Ottobre 2022
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