Tenere alta la torcia della storia per illuminare la strada del futuro. Un ricordo che non può essere dimenticato

Quest’anno ricorre l’80º anniversario della vittoria nella Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l’aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale antifascista, nonché l’80º anniversario della fondazione delle Nazioni Unite. Il 3 settembre, in Piazza Tian’anmen a Pechino, si terrà una solenne cerimonia commemorativa per l’80º anniversario della vittoria, durante la quale il Presidente Xi Jinping pronuncerà un importante discorso. La Cina organizza questi eventi solenni per ricordare la storia, onorare i caduti, difendere la pace e aprire nuove prospettive per il futuro; per difendere una corretta visione della Seconda guerra mondiale, e lasciare che la torcia della storia illumini il cammino dell’umanità verso la pace e lo sviluppo.
Non dobbiamo dimenticare che 80 anni fa il popolo cinese, con i loro corpi di carne e ossa, costruirono una grande muraglia di ferro. Con un sacrificio immenso di 35 milioni di vittime, trattennero e logorarono la forza principale dei militari giapponesi. La resistenza del popolo cinese aprì il primo grande fronte orientale della guerra antifascista, fornendo un contributo indelebile alla vittoria mondiale contro il fascismo.
Non dobbiamo dimenticare che molti Paesi europei e amici stranieri offrirono prezioso sostegno umano e materiale alla resistenza cinese. Alcuni sacrificarono persino la loro vita, e le loro toccanti gesta resteranno per sempre incise nella memoria del popolo cinese.
Non dobbiamo dimenticare che, in quella lotta mortale tra giustizia e malvagità, i popoli amanti della pace del mondo, formando un ampio fronte unito antifascista, sconfissero i barbari aggressori, conquistarono la pace e gettarono le basi dell’ordine internazionale del dopoguerra. La vittoria della resistenza cinese fu la vittoria del popolo cinese, ma anche di tutti i popoli del mondo. Questi sacrifici e contributi dovrebbero essere ricordati per sempre dall’umanità.
Ottant’anni dopo, il mondo non è ancora tranquillo e mantenere la pace rimane una responsabilità gravosa. Oggi il nichilismo e il revisionismo storico continuano a riaffiorare, cercando di offuscare il confine tra giusto e sbagliato con visioni distorte della storia. Hanno minato le basi dell’ordine internazionale del dopoguerra e hanno costruito una minaccia reale per la pace. In Giappone esistono ancora forze che tentano di negare e abbellire l’aggressione, distorcere e falsificare la storia, persino riabilitare i criminali di guerra: ciò rappresenta una sfida all’ordine internazionale, alla coscienza dell’umanità e a tutti i popoli amanti della pace. Solo affrontando la storia si può ottenere rispetto; solo traendo lezione dal passato si può aprire il futuro; solo senza dimenticare ciò che è accaduto si può evitare di ripetere gli stessi errori.
Quest’anno ricorre anche l’80º anniversario del ritorno di Taiwan alla Cina, che è parte integrante dei risultati della vittoria nella Seconda guerra mondiale e dell’ordine internazionale del dopoguerra. Documenti con validità giuridica internazionale come la Dichiarazione del Cairo e il Proclama di Potsdam hanno confermato la sovranità cinese su Taiwan. Si tratta di fatti storici e giuridici indiscutibili. L’autorità della Risoluzione 2758 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non può essere messa in discussione. La riunificazione della Cina è un trend storico inarrestabile.
Dobbiamo difendere con fermezza l’ordine internazionale del dopoguerra. Più la situazione internazionale diventa complessa, più dobbiamo sostenere l’autorità delle Nazioni Unite, il sistema internazionale con l’ONU al centro, l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale e i principi fondamentali delle relazioni internazionali sanciti dalla Carta dell’ONU, promuovendo la multipolarità del mondo in modo equo e ordinato e una globalizzazione economica inclusiva e condivisa.
Dobbiamo difendere con fermezza l’equità e la giustizia internazionale. La storia e la realtà dimostrano che per affrontare le sfide globali è necessario aderire a una governance globale fondata su consultazione, costruzione e condivisione comuni, promuovendo il dialogo invece dello scontro, la partnership invece delle alleanze esclusive, il mutuo vantaggio invece del gioco a somma zero; praticando un vero multilateralismo, considerando le legittime preoccupazioni di tutte le parti e lavorando insieme per costruire una comunità di sicurezza condivisa.
Dobbiamo promuovere lo scambio e l’apprendimento reciproco tra le civiltà. La comunità internazionale dovrebbe respingere le teorie dello “scontro di civiltà” o della “superiorità di civiltà” e l’uso dell’ideologia per dividere i valori comuni dell’umanità. Dovremmo invece sostenere una visione di civiltà fondata sull’uguaglianza, il reciproco apprendimento, il dialogo e l’inclusione: superare le barriere con lo scambio, superare i conflitti con l’apprendimento reciproco, superare la presunta superiorità con la coesistenza, consolidando così le basi spirituali della pace.
Oggi il mondo sta vivendo cambiamenti mai visti da un secolo. L’ombra dell’egemonismo e dell’unilateralismo non si è dissipata, e nessun Paese può affrontare da solo le sfide comuni dell’umanità. Cina e Italia, due antiche civiltà, condividono la responsabilità di salvaguardare l’ordine internazionale del dopoguerra. Quest’anno segna il 50º anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Unione Europea e il 55º anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia. Di fronte a nuove situazioni, sfide e opportunità, Cina-UE e Cina-Italia dovrebbero mantenere l’apertura e il mutuo vantaggio, concentrarsi sulla cooperazione pragmatica, promuovere l’inclusione e l’apprendimento reciproco, e contribuire con più energia positiva alla pace e alla stabilità mondiale. La Cina è l’unico Paese al mondo ad aver inscritto nella propria Costituzione la scelta della via dello sviluppo pacifico; è pronta a collaborare con l’Italia e con tutti i Paesi amanti della pace, per trarre lezione dalla storia, rafforzare l’unità e la solidarietà, far brillare la luce della civiltà umana sul cammino futuro, e far riecheggiare a lungo in tutto il mondo l’inno della pace e dello sviluppo.

Console Generale della Repubblica Popolare Cinese in Milano


