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Roma Elastica e mimetica a Cannes

Luca Tramontin sul set con Maurizio Lombardi, appena uscito al cinema con Alla festa della rivoluzione in cui interpreta Gabriele D’Annunzio nella sua impresa fiumana.

Lo avete ormai capito da tempo, la nostra serie Sport Crime ha un DNA tutto suo, un approccio diverso alla narrazione, strati sovrapposti tra livelli di lettura, citazioni cinematografiche e musicali, e ovviamente tutti i risvolti sportivi che sono psicologici, nutrizionali, scientifici, ma anche tecnici e fisici.

In questi anni di scambio e dialogo attraverso le pagine di Globetodays vi abbiamo portato dentro e dietro a tante scelte narrative, a temi anche scomodi, a interpretazioni non scontate. Il lato produttivo è quello che è rimasto forse più oscuro, ma con l’avvicinarsi del Festival di Cannes (dal 12 al 23 maggio), ho pensato di raccontarvi un “dietro le quinte” che io e Luca Tramontin abbiamo voluto sperimentare di persona.

L’esperienza in incognito sul set francese

Lo scorso maggio, proprio a ridosso del festival, abbiamo approfittato di un temporaneo problema e delle cure specifiche di Luca in zona per il suo anomalo morbo di Crohn, per partecipare “in incognito” alle riprese di Roma elastica, il nuovo film del regista francese Bertrand Mandico che sarà in anteprima a Cannes nella sezione Séance de Minuit e la cui trama ruota attorno a un’attrice (Marion Cotillard) che sta per girare il suo ultimo film a Roma negli anni ’80.

Sport Crime non è ancora distribuito in Francia, quindi quasi nessuno ci riconosce. Emily, la direttrice del casting, ha capito che parlava con persone che “sapevano” e si è voluta guardare i trailer della serie, preoccupata che Luca avesse i costumi della sua misura. Ci siamo infilati a produzione in corso, per i giorni che giravano a Nizza e dintorni: la “figuration” ci è andata benissimo per studiare da dentro: altri metodi, altri tempi, altri sistemi, altri finanziamenti.

Per capire ancora meglio la nostra identità ci serviva una immersione in un sistema elefantiaco che non conosciamo e sinceramente non riconosciamo, per lo meno per la nostra serie. Abbiamo visto come si gestiscono cinquanta persone che devono aspettare ore senza un ruolo né un’identità precisa, solo per fare “le comparse”.

Dalle comparse reali alle grandi star

In Sport Crime le comparse sono persone curiose, studenti, volontari del club, insomma osservatori, il ruolo del “riempitore inattivo di spazi cinematografici” non ci interessa, ci sembra che porti noia, statalismo, calo delle energie mentali necessarie all’atmosfera delle scene. Da noi il custode dello stadio è il vero custode dello stadio, più semplice e perfetto di così non posso dirlo. Sul set di Roma elastica il custode è un attore che deve imparare come si muove la scopa o il pennello spolverante.

Perfino le centinaia di persone in tribuna a Casale sul Sile (episodio Get Pack) erano reali spettatori informati dal club, anzi dai club, il Vicenza e lo stesso Casale. Una massa di “non comparse”. È stato interessante parlare con le varie star italiane e confrontarsi su un set così particolare (il film, come nello stile abituale del suo regista, è molto surreale), almeno per me, Luca invece ha l’eterno problema di non riuscire a deviare gli eccessi di attenzione, un problema davvero quando svolgi ruoli minori, anche a scopo didattico come in questo caso.

Da noi anche le star prendono per osmosi (e per selezione precedente) un tono di collaborazione seria ma “da spogliatoio”, insomma, il nostro rugby è contagioso, vedi Daniel McVicar che è addirittura venuto sul set da spettatore per vedere le scene di basket al PalaRuffini e poi è finito sul parquet per un inatteso 2vs2 McVicar/Tramontin contro Albegovic/Scalia.

Qui il video del dietro le quinte

Il legame con Nino Castelnuovo

A Roma elastica invece Marion Cotillard (che ammiro molto da Midnight in Paris di Woody Allen), Isabella Ferrari, Noémi Merlant, Franco Nero, Maurizio Lombardi, lavorano solo apparentemente “insieme” agli altri, e a volte non si incrociano nemmeno. Nota: le grandi star non sentono la competizione con Luca/Dabs, ma man mano che scendi di livello… Oh my god. Al solito abbiamo registrato una statistica ormai invariabile: le grandi star sono davvero carine, rilassate e “di squadra”, le mezze figure sono una banda di stressati, complessati, portano miseria.

Esempio

Esempio: qualcuno o qualcuna voleva ampliare “sur la scène” la parte e le inquadrature del nostro Dabs, qualcun altro non ha voluto, e ci sono stati degli attriti di media entità dopo il ciak, diciamo così. Un’esperienza arricchente, da produttrice di Sport Crime ho capito soprattutto cosa non fare, e non chiedere di fare.

Dalle sessioni di “rehearsal” di The Legacy Run: da sinistra il leggendario Nino Castelnuovo, Palma d’Oro a Cannes nel film Les Parapluies de Cherbourg con Catherine Deneuve, Luca Tramontin e Daniela Scalia.

Per il resto trovo anche emozionante questa ricorrenza di intrecci tra la nostra serie e il Festival di Cannes: vedere Roma elastica in programmazione e sapere di essere, anche se per poco, sullo stesso schermo di Nino Castelnuovo mi fa sentire orgogliosa e sì, emozionata (il film è anche l’unica co-produzione italiana in un’edizione che non vede alcun film italiano in concorso). Non dimentico mai che Nino è stato nostro compagno di squadra (nel film tv The Legacy Run, prequel di Sport Crime), che avrebbe voluto continuare a recitare nella nostra serie, lui che la Palme d’Or l’ha vinta con Catherine Deneuve e Les parapluies de Cherbourg di Jacques Demy. Luca lo prendeva in giro perché le battute del film erano tutte cantate, Nino rideva con enorme autoironia e mi piace pensare che adesso sarebbe lui a prendere in giro Luca vedendolo sullo schermo a Cannes.

Nino Castelnuovo, il Keith Richards, il Charlie Watts delle serie TV italiane, parla di SPORT CRIME

Pubblicato il: 18 Aprile 2026
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