Referendum giustizia. Italia Migliore, interviene Nicola Spadafora
L’esito del referendum del 23 marzo 2026 sulla separazione delle carriere dei magistrati provoca un segnale rilevante per la politica italiana. I dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno dicono che l’affluenza si è attestata attorno a un’alta percentuale (dato da verificare/aggiornare in base ai risultati definitivi), intorno al 59%, confermando un coinvolgimento diretto e importante dei cittadini su un tema divisorio per il sistema giudiziario.

Un segnale politico oltre il dato numerico
Al di là dell’esito specifico del quesito, il dato che emerge con maggiore forza è quello della partecipazione. Un elemento che, secondo diversi osservatori, rappresenta un segnale chiaro: quando i cittadini vengono chiamati a esprimersi su temi concreti, rispondono.
In questo contesto, la questione della separazione delle carriere torna al centro del dibattito pubblico, riaprendo il confronto tra politica, magistratura e opinione pubblica su indipendenza ed equilibrio dei poteri.
Italia Migliore: “I cittadini vogliono contare”
A caldo, la redazione di GlobeToday’s è stata contattata da Nicola Spadafora, presidente di Italia Migliore, che ha voluto condividere una riflessione sul risultato.
“L’esito del referendum di oggi segna un punto di svolta. Italia Migliore accoglie con grande attenzione e senso di responsabilità questo risultato, che ha visto una partecipazione significativa dei cittadini. Si tratta di un segnale forte e inequivocabile: quando si offrono occasioni concrete di scelta, gli italiani rispondono, dimostrando maturità e attaccamento ai valori democratici.”
Secondo Spadafora, l’affluenza non rappresenta solo un dato quantitativo, ma un messaggio politico preciso: “I cittadini chiedono di essere ascoltati, vogliono incidere e pretendono risposte credibili. È una domanda di partecipazione che non può più essere ignorata.”
La linea del movimento
Nel suo intervento, il presidente di Italia Migliore ha sottolineato anche il ruolo crescente delle realtà territoriali e del tessuto economico-sociale come motore di cambiamento: “In questo scenario emerge con sempre maggiore evidenza il ruolo dei cittadini e di quelle espressioni economiche e sociali dei territori che ne interpretano l’essenza e la voglia di partecipazione.”
Una visione che punta a rafforzare il legame tra politica e territorio: “Italia Migliore* è pronta a fare la propria parte. Con spirito costruttivo, visione riformista e radicamento nei territori, intendiamo contribuire a questo nuovo modello di partecipazione dal basso.”
Verso le prossime elezioni
Il passaggio referendario potrebbe avere ripercussioni anche sul piano politico più ampio. Secondo Spadafora, infatti, il segnale arrivato dalle urne non potrà essere ignorato: “Ora è il tempo della responsabilità, del confronto e della costruzione. Le prossime competizioni elettorali non potranno prescindere da questo dato.”
E conclude: “I partiti saranno chiamati ad aprirsi, a dialogare e a costruire percorsi partecipati con la società civile.”



