Perseverance il 18 scenderà su Marte. Life on Mars?

Perseverance
Perseverance atterrerà sul pianeta rosso il 18 di questo mese. Automaticamente nella mente di moltissimi fan di David Bowie riecheggeranno le note di Life on Mars? Forse anche David seguirà in telegiornale quel giorno.
Ci si abitua a tutto
Alla lunga ci si abitua a tutto e i viaggi spaziali non fanno eccezione.
Con o senza equipaggio umano, dopo lo scalpore suscitato dai primi eventi, l’interesse del pubblico piano piano declina e si perde nel mare magnum della consuetudine. È stato così con le missioni Apollo, con il programma Shuttle e con le varie sonde interplanetarie lanciate nel corso degli anni.
Il 18 di questo mese, un nuovo rover della NASA denominato Perseverance raggiungerà Marte e, salvo contrattempi, atterrerà sulla superficie del pianeta rosso.
Notizia normale, ma non troppo
In apparenza questa notizia rientra nella “normalità” (a prescindere che “centrare” ed atterrare su Marte non si può definire “normalità”, come indica l’alta percentuale di fallimenti passati legati, appunto, a queste specifiche fasi del volo). Tuttavia questa è una missione molto particolare.
Infatti, oltre al “consueto” campionario di esperimenti scientifici per trovare tracce di vita pregressa, prevede l’utilizzo di attrezzature che ne fanno un evento un po’ “sopra le righe” rispetto alle precedenti.
Per la prima volta, impiegherà infatti strumenti, per ora poco più che dimostrativi, utili all’esplorazione umana che sicuramente inizierà a breve.
Ingenuity
Il più evidente si chiama “Ingenuity” ed è un drone che entrerà nella storia come il primo meccanismo ad aver volato nell’atmosfera di un altro mondo.
Attualmente viaggia sotto la “pancia” del rover Perseverance. Quest’ultimo, una volta atterrato, lo porterà un po’ con sé (60-90 giorni) dopodiché, una volta sganciata la protezione, depositerà l’apparecchio e si allontanerà.
A questo punto Ingenuity (circa quarantanove centimetri per lato, un metro e venti di apertura delle eliche e dal peso di poco meno che due chili) si predisporrà al volo. Spiccherà il primo salto restando in contatto con il rover via wireless e alimentato da pile e pannelli solari.
Sfida e innovazione
La principale tra le tante sfide che attendono il piccolo robot, sarà la notte marziana che, con le sue basse temperature, ne metterà a dura prova la componentistica.
Ma non è l’unica innovazione che Perseverance porta con sé.
Già in fase di discesa, il mezzo analizzerà con particolare “attenzione” l’atmosfera proprio in vista di un atterraggio umano. Una volta messe le ruote al suolo, testerà un dispositivo (MOXIE) in grado di rendere respirabile l’aria marziana e produrre carburante per consentire il lancio di razzi dalla superficie del pianeta.
Il tutto compendiato da una dotazione di telecamere il cui numero e la cui capacità di dettaglio le pone al di sopra di qualunque apparecchio di ripresa sia mai sceso sulle sabbie rosse.
Al di là dei sempre possibili problemi, si tratta decisamente di una missione “comune”, ammesso di che “comune” si possa parlare soprattutto riguardo alle missioni spaziali.


