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Menopausa. Una nuova fase di evoluzione della vita

Menopausa - primavera
Una nuova primavera – by J.Tang

La menopausa è una nuova fase naturale di evoluzione della vita di una donna. Questo è il secondo di una seri di articoli, dedicati alla salute e al benessere femminile. Il primo, se lo avete perso lo trovate CLICCANDO QUI.

La menopausa

È quel periodo della vita femminile in cui cessano definitivamente le mestruazioni e con esse l’attività fertile. Comunemente avviene nella fascia di età che va dai 45 ai 55 anni. Viene invece definito “climaterio” il periodo che inizia 3-5 anni prima della menopausa e finisce 4-5 anni dopo, rappresentando il passaggio dall’età fertile alla fase di stabilizzazione fisiologica che avviene in seguito alla menopausa.

È importante sottolineare che è una fase del tutto normale, contrariamente alla connotazione che attualmente viene attribuita a tale periodo della donna, tanto da farla sembrare una condizione patologica e per questo trattata solo dal punto di vista farmacologico. Si tratta di un momento evolutivo di passaggio e come tale rappresenta l’inizio di una nuova fase di vita. Fase in cui una donna matura diventa risorsa preziosa per sé e per gli altri. Finalmente si risparmiano energie che prima se ne andavano con il sangue e si può procedere in modo rinnovato e diverso dal passato.

Menopausa: come è vissuta nel mondo

Sono diversi i fattori che influenzano il modo in cui le donne vivono la menopausa. Oltre al fattore biologico, che riguarda in particolare l’organismo, ce ne sono altri come quello familiare, sociale, economico, culturale e spirituale che a loro volta influenzano la sfera psicologica ed emotiva della donna.

Ogni aspetto della vita incide su come si vive la menopausa. La mamma casalinga che si prende cura esclusivamente della famiglia è diversa dalla donna-manager in carriera. La prima facilmente si sentirà privata della sua principale occupazione quando i figli ormai adulti andranno via da casa e si troverà a dover fare i conti con la cosiddetta “sindrome del nido vuoto. Qui la menopausa viene vissuta più come perdita di qualcosa piuttosto che come un nuovo inizio ed è possibile accusarne maggiormente i disturbi.

Alcune culture, soprattutto orientali, non hanno nemmeno una parola per definire quella che noi chiamiamo menopausa.

In Giappone

In Giappone il periodo della menopausa viene chiamato Konenki. Significa transizione, svolta, cambiamento di vita più che cambiamento fisico. Con questo termine il riferimento è ai cambiamenti familiari, affettivi e sociali che avvengono in questa fase. Le donne giapponesi tendono a considerare più gli aspetti positivi che quelli negativi. Non conoscono nemmeno la parola che indica la vampata di calore. Qui c’è l’usanza di festeggiare in grande i 61 anni e regalare un gilet di colore rosso, come lo regalano ai bambini quando nascono, perché in base al loro calendario tradizionale trascorsi 60 anni dalla nascita è come se si nascesse un’altra volta.

In Cina

La menopausa in Cina si definisce “Seconda Primavera”. Già l’associazione di pensiero è ben diversa rispetto a quella occidentale. Ci vengono in mente i fiori che tornano a sbocciare, le gemme, un’esplosione di colori, la stagione di una nuova energia e della rinascita. Le donne entrano nell’età della saggezza e vengono rispettate in maniera reverenziale. Anche in questa parte dell’Asia le donne presentano meno disturbi legati alla menopausa.

In contesti africani e nella tradizione sciamanica

In alcune tribù africane le donne non hanno alcun disturbo tipico della menopausa e sono rispettate in quanto ritenute sagge, così come in altri popoli legati al culto della Madre Terra. Nella tradizione sciamanica dei nativi americani troviamo un detto: “Al menarca una donna incontra il suo potere, durante gli anni mestruali pratica il suo potere, con la menopausa una donna diventa il suo potere”. I consigli delle Nonne godevano della più alta autorità. Erano rispettate per la loro grande saggezza e, se necessario, si facevano carico di individuare il capotribù più idoneo per assicurare nutrimento e rinnovamento al loro popolo.

In Europa

In Europa il termine menopausa è stato utilizzato per la prima volta da un medico francese nel 1821. Prima di allora si utilizzava l’espressione “cessazione del mestruo” o “fine delle mestruazioni”. Qui l’approccio a questa fase di transizione è soprattutto di tipo medico ed improntato sulla medicina allopatica in cui la terapia ormonale sostitutiva (TOS) mira all’eliminazione dei sintomi e/o a ritardare il momento della menopausa.

I Sintomi tipici della menopausa

Sono diversi e variegati sintomi tipici che si possono presentare in questa fase della vita della donna. Vampate, secchezza vaginale, irritazione, disturbi della minzione, aumento di peso, atrofia cutanea, distribuzione del grasso a livello addominale, osteoporosi, insonnia, disturbi dell’umore come irritazione e ansia, senso di fatica, un cambiamento nell’immagine corporea.

Tra le altre cause che possono determinare un aumento di peso troviamo il rallentamento del metabolismo, il cambiamento ormonale, la ritenzione idrica dovuta ad assenza o irregolarità del ciclo tipica della premenopausa, la sedentarietà, lo stress e nervosismo che inducono a mangiare di più e in modo scorretto.

Serve un opportuno stile di vita

È importante sapere che si può gestire o limitare l’aumento di peso, così come altri disturbi, intervenendo sullo stile di vita. Associando una corretta alimentazione ad una corretta attività fisica si possono godere di tutti i benefici che apporta alla salute, non solo sul piano fisico ma anche su quello mentale ed emozionale.

Nel caso delle vampate è bene limitare tutte le sostanze infiammanti e vasocostrittrici come caffè e caffeina, alcolici, spezie piccanti e nicotina e preferire quelle vasodilatatrici e i cibi antiipertensivi come aglio, semi oleosi, tè verde.
In molte mie pazienti ho notato una riduzione delle vampate anche evitando i dolci durante la giornata e soprattutto prima di andare a dormire. Per quello che riguarda il movimento un’attività fisica moderata è consigliata, l’attività da carico invece le potrebbe aumentare.

Come gestire il peso

La gestione del peso è fattibile, scegliendo un’alimentazione a basso carico glicemico e insulinemico, non eliminando completamente i carboidrati ma principalmente gli zuccheri semplici.  La scelta delle proteine va verso le proteine nobili. Pesce, uova, legumi e carne bianca e grassi buoni come l’olio extra vergine di oliva, semi oleosi e frutta a guscio come mandorle, noci e nocciole per assicurarsi l’introito di omega 3.

Il rallentamento del metabolismo che avviene in questa fase necessita da una parte di una riduzione dell’introito energetico e dall’altra dell’aumento del dispendio calorico attraverso il movimento. Mi trovo molto spesso di fronte a donne che continuando a mangiare “normalmente” mettono su peso e si sentono frustrate. A loro mi sento di dire che è giunto il momento di pensare di più a sé stesse e ritagliarsi più spazio per il movimento e per il proprio corpo.

Il programma nutrizionale

Per quello che riguarda il programma nutrizionale consiglio di farvi seguire da un professionista che potrà trovare le indicazioni più adatte al vostro caso. Potrebbe essere utile infatti inserire anche un ciclo di digiuno intermittente un paio di giorni a settimana.
Consiglio anche di valutare un’integrazione nutrizionale specifica di omega 3, zinco magnesio e altri minerali, vitamina C, vitamina D3, vitamina K2. Assicurarsi il giusto apporto proteico tra 0,9 e 1,2 g/Kg, fitoestrogeni, dioscorea, damiana e agnocasto se il caso.

L’osteoporosi

Un altro problema comune è l’osteoporosi, che può avere conseguenze gravi come le fratture. Una doverosa premessa da sottolineare per quello che riguarda l’osteoporosi è che occorre giocare d’anticipo. Cercare cioè, di raggiungere il maggior picco di massa ossea tra i 20 e i 25 anni grazie ad una corretta esposizione al sole, movimento e alimentazione corretta. In questa fase della vita della donna è infatti importante evitare diete drastiche e privative tipiche di quell’età che la donna attua per uniformarsi ai “canoni della società”.

Attenzione ai luoghi comuni

Il mito da sfatare è che si debba aumentare l’apporto di formaggi. Attenzione perché questa è una delle tante trappole da evitare anche durante il periodo dell’allattamento. Assorbire vitamina D è certamente necessario, magari attraverso una giusta integrazione o stando esposti semplicemente al sole. È utile però sapere, che molta quantità di calcio si trova presente nella frutta a guscio, nella verdura, e nell’acqua bicarbonata.
Le indicazioni in questo caso non si discostano dalle precedenti per le vampate e per il mantenimento del peso.

Per quello che riguarda il movimento è da prediligere l’attività da carico sempre affidandosi ad un professionista. Un consiglio con il cuore che mi sento di dare alle donne in questo delicato momento di cambiamento è sapere che c’è sempre un modo per gestirla. Giocando d’anticipo con una prevenzione durante la vita fertile e chiedendo aiuto eventualmente nel caso ci siano sintomi difficili da gestire da sole.

Pubblicato il: 13 Marzo 2021
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