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Marta. La sua storia ma anche quella di Marina o di Giulia…

Marta - Metro
Amarsi un po’ – By Olya Kobruseva

Marta è un bellissimo nome italiano, ma anche Marina, Giulia e tanti altri nomi diversi. In comune hanno un mondo di femminilità e stereotipi, che possono condizionarne benessere e felicità interiore. In questo articolo che pubblichiamo con due giorni di ritardo rispetto alla luna nuova, perché Globe si è ristrutturata internamente, la Dott.ssa Leslye propone un altro problema e un’altra soluzione in questa serie dedicata al mondo femminile.

La storia di Marta

Marta ieri è venuta al controllo in ambulatorio. Ha avuto un mese davvero difficile.
Problemi di insonnia, collegati a difficoltà ad evacuare e l’infiammazione dell’endometriosi risvegliata. Tutto questo è stato determinato da un trauma emotivo. Le si è anche chiuso lo stomaco non riuscendo a nutrirsi in maniera bilanciata. Un piccolo stop in un percorso di un anno che l’ha già fatta stare molto meglio.
Dopo essere salita sulla bilancia il numero che ha letto l’ha resa ancora più triste.

È tutto normale Marta!

Ho passato circa un’ora a spiegare che l’aumento transitorio di peso in una situazione come la sua era assolutamente normale e fisiologico. Che fosse necessario riequilibrare l’intestino e il sonno e gestire la parte emotiva per togliere quei due kg in più.
Eppure negli occhi di Marta ho letto una profonda delusione nei confronti di sé stessa.
Non si riusciva a rendere conto delle cause fisiologiche che possono portare ad aumento di peso, nella sua testa l’unico pensiero ricorrente era “eppure non ho mangiato così tanto”.

La storia di Marta è una storia di tante e rientra soprattutto nell’universo femminile.

Quanto vale quel numero?

Aldilà delle cause che possono segnare un falso aumento di peso sulla bilancia vorrei fare una piccola riflessione su quanto valore attribuiamo a quel numero e alla buccia d’arancia.

Così tanto da impedire di andare in spiaggia per paura di chissà quale giudizio?
L’ideale di magrezza eccessiva e di corpo perfetto che si sono diffusi nella nostra società a partire dal secondo dopoguerra, corpi inarrivabili e spesso modificati con filtri fotografici, hanno portato alla crescita dei disturbi del comportamento alimentare.
Condizionamenti inconsci che hanno stravolto il vero significato della bellezza, che è un concetto relativo e soggettivo.
Con questo non voglio dire che l’obesità non vada curata, spesso infatti è associata a patologie metaboliche davvero gravi per la nostra salute. Non sono neanche una sostenitrice di un body positive a tutti i costi, se cela un’obesità viscerale pericolosa per il cuore. Sto piuttosto parlando di iniziare ad amarsi indipendentemente dalla forma fisica e dal numero sulla bilancia.

Siamo tutte un po’ Marta

Accettare qualcosa che non piace del corpo non significa lasciarlo così com’è.
Significa iniziare a migliorare l’atteggiamento per poter fare dei cambiamenti in maniera più gentile e rispettosa verso noi stesse. Significa anche essere consapevoli che le cadute sono naturali e fanno parte del percorso. Ma significa farlo anche per noi stesse e per nessun altro con gentilezza.

Non è il peso sulla bilancia che ci farà star bene, se alla base c’è un senso di insicurezza e insoddisfazione profonda. Tante pensano: “quando raggiungo quel peso o cambio quel lavoro o avrò quella relazione sarò felice… ma una volta raggiunto l’obiettivo, c’è sempre qualcosa che non va”.
Ricordo quando mio padre mi diceva “non sei mai contenta”, e aveva ragione. Ottenevo un risultato e neanche il tempo di celebrarlo che già pensavo all’obiettivo successivo.

La felicità ogni giorno

La felicità è uno stato interiore che non deve dipendere da fattori esterni. Va coltivata ogni giorno, iniziando ad apprezzare i piccoli cambiamenti ed esprimendo gratitudine per le piccole cose. Il mio invito in questa luna nuova è quello di fermarsi un secondo e dirsi grazie, dire grazie al nostro corpo che ci sostiene nonostante tutto e fare qualcosa per volerci bene.

Potrebbe essere importante iniziare a dire un no gentile per avere più tempo per sé stesse, prendere un appuntamento dall’estetista o dalla parrucchiera, chiamare un’amica che non sentiamo da tempo, darci il permesso di non fare assolutamente nulla…

Un’ultima domanda prima delle ferie: Meglio essere perfetta o felice?

Buona estate!

È l’articolo n°7 della rubrica dedicata “al mondo femminile”

Pubblicato il: 10 Agosto 2021
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