“L’Uomo Gatto”: Graffierò Sanremo
Il ritorno del campione di Sarabanda tra storia e musica

Chi ha vissuto interi pomeriggi davanti al piccolo schermo, qualche anno fa, guardando Enrico Papi e il suo Sarabanda, non può che paragonare questo programma ad un’icona della TV di quel periodo: Gabriele Sbattella ovvero “L’Uomo Gatto”.
Sguardo magnetico, abbigliamento coloratissimo e l’immancabile sciarpa del Bayern München o il suo adorato peluche portafortuna. Lo storico campione che con due note indovinava canzoni di ogni epoca, torna alla ribalta nei giorni del Festival della Canzone Italiana di Sanremo con delle pillole che ci riporteranno al Festival di 50 anni fa: il 1976. L’ultimo anno del Festival al Casinò, la vittoria di Peppino Di Capri, le polemiche del tempo, e tanto altro.
Un archivio vivente per raccontare il 1976
Parlare del Festival di 50 anni fa, è un po’ capire da dove veniamo, e soprattutto, dove si va con la musica. E chi meglio di Gabriele poteva accollarsi questo fardello. Perché la musica 50 anni fa aveva un peso specifico diverso e ogni nota era un viaggio nel tempo, che è giunta fino a noi portandoci, ad esempio I Ricchi e Poveri, che videro la luce (quella ufficiale) in quell’ultimo anno del Sanremo al Casinò. Il valore aggiunto di questa operazione sanremese dell’Uomo Gatto è nella natura stessa del personaggio; Gabriele non è un semplice opinionista bensì un archivio vivente della musica italiana e non. Pertanto chi meglio potrebbe raccontarci cose che probabilmente in pochi hanno analizzato o ne hanno memoria.
Analisi tecnica e metamorfosi della musica
Analizzare il Sanremo di 50 anni fa non è solo un’operazione nostalgia, è invece un modo semplice ma allo stesso tempo impegnativo, di spiegare il nostro cammino nel mondo della musica moderna. Ricordare i vari interpreti dell’epoca e capire la musica che cambiava e le canzoni che stavano prendendo direzioni inaspettate; erano gli anni dei testi impegnativi, che sembravano volessero soppiantare le canzoni d’amore; erano gli anni in cui la TV stessa stava subendo la metamorfosi delle nuove idee di programmi e programmazioni; l’avvento del colore; la quasi scomparsa dei figli dei fiori… e potremmo continuare giungendo fino ai giorni nostri.
Tra analisi tecniche, curiosità storiche e confronti generazionali l’Uomo Gatto ci porterà una ventata di aria vintage ma fresca. Preparate i timpani, il Gatto è tornato pronto a graffiare la storia del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.



