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La temperatura in inverno si abbassa !!

La temperatura in inverno

Temperatura: che freddo!
La temperatura in inverno si abbassa; fa freddo!

È successo di nuovo. Con l’inoltrarsi della stagione autunnale la temperatura ha cominciato ad abbassarsi e, non vorrei creare inutili allarmismi, ma è possibile che con l’arrivo dell’inverno si registri un ulteriore abbassamento.  

Di fronte a questo fenomeno, evidentemente inaspettato, anche quest’anno la popolazione scolastica è spesso costretta a fare i conti con un microclima decisamente inadeguato, che segna una temperatura interna alle scuole quotidianamente ben al di sotto di quella che attualmente, in regime di risparmio energetico, è identificata come la soglia minima. Se il punto è e sarà accettare termosifoni a diciannove gradi, secondo il piano del governo destinato agli edifici pubblici, per gli istituti scolastici genovesi – e probabilmente non solo – il problema non si pone, poiché spesso nelle aule si raggiungono difficilmente i quindici gradi!

Temperatura e ricambio d’aria

Nel tempo dell’emergenza sanitaria, e anche in questo primo anno scolastico post pandemico, le raccomandazioni ministeriali hanno sempre identificato la migliore prevenzione con l’apertura delle finestre, salvo poi, da parte dell’Amministrazione locale, attribuire la temperatura interna e il conseguente disagio cui sono sottoposti studenti e personale proprio alla dispersione del calore dovuta ad un eccessivo ricambio d’aria.

In realtà, come ha efficacemente scritto scritto la Commissaria europea alla salute, Stella Kyriakides, ai Ministri della Sanità dei Paesi dell’Unione Europea, l’aerazione negli “ambienti educativi e occupazionali dovrebbe essere una priorità e l’estate offre la possibilità di apportare gli adattamenti necessari”, e forse nell’ultima, interminabile estate, che ha previsto straordinari “tempi supplementari”, sarebbe stato che la necessità dei ricambi d’aria, fondamentali per la riduzione di agenti chimici interni e di virus e batteri, attraverso investimenti economici e chiare disposizioni agli enti locali e alle scuole.  

La gestione del ricambio d’aria

In diversi Paesi europei la qualità dell’aria interna agli edifici non dipende dall’apertura delle finestre, anche in considerazione della possibilità, da scongiurare, che la movimentazione dell’aria veicoli con maggiore facilità le cariche virali presenti.

La gestione del ricambio d’aria indoor viene invece assicurata da sistemi di ventilazione meccanica controllata, che, tra l’altro, non sono condizionati dalla situazione meteorologica esterna e consentono un ingresso di aria filtrata e depurata da smog e polveri sottili. La gestione del ricambio d’aria mediante sistemi meccanizzati ha inoltre l’enorme vantaggio di ridurre drasticamente gli sprechi energetici attraverso il recupero dell’energia termica con il trasferimento dall’aria viziata a quella purificata.

Il benessere della popolazione scolastica

Certo, un piano di riqualificazione del microclima di tale portata esige di porre la Scuola, ad ogni livello politico, davvero al centro delle agende dell’Amministrazione, riconoscendo che la qualità della vita all’interno degli Istituti Scolastici non dipende soltanto dalla efficacia dei diversi percorsi d’apprendimento ma anche, e non in misura accessoria, dal benessere globale della popolazione scolastica, sempre di più, opportunamente, affrontato dalle politiche educative non segmentato nella distinzione degli aspetti  cognitivi, emotivi, relazionali, ma con un approccio globale.

Recentemente, partecipando al Salone Orientamenti allestito nella mia Città, ho apprezzato la progettazione proposta alle scuole dall’Azienda Sanitaria locale in merito alla salute, intesa proprio come promozione del benessere dei ragazzi a tutto campo, dalla lotta contro le dipendenze all’acquisizione di life skills, l’’insieme di abilità sociali, cognitive e personali che consentono di affrontare positivamente le richieste e le sfide del presente.

Dignità e qualità a quale costo?

Diventa difficile, però, sostenere ed incentivare questi percorsi quando sono i bisogni primari, come l’esigenza di non avvertire il freddo, ad essere percepiti come traguardi difficilmente raggiungibili, se non a costo di manifestazioni e addirittura scioperi, come è avvenuto in alcuni Istituti genovesi.

Si parla spesso della necessità di ridare dignità alle Scuole: è irrinunciabile partire dalla qualità della permanenza in classe degli studenti, certo, ma anche delle condizioni di lavoro di chi, dai collaboratori scolastici al dirigente, trascorre negli edifici scolastici gran parte della propria giornata, rappresentando, nei diversi compiti e ruoli, una delle Istituzioni più importanti della Società, a garanzia del futuro della Società stessa.

Pubblicato il: 18 Dicembre 2022
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