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La Scuola in ballo

La danza a scuola: corpo, movimento e creatività nell’educazione degli studenti

Il valore dell’alleanza educativa tra scuole e territorio

Danza e apprendimento
Danza e apprendimento

In quanto convinta sostenitrice del ruolo fondamentale che riveste l’alleanza progettuale ed organizzativa della scuola, oltre che con le associazioni del Terzo Settore, anche tra ordini scolastici diversi, al fine di condividere opportunità di potenziamento dell’azione di orientamento e dell’offerta formativa, ho accolto con entusiasmo l’invito a partecipare a un incontro tra la sezione Coreutica del Liceo Gobetti di Genova e gli istituti del primo ciclo che hanno beneficiato della realizzazione di percorsi formativi comuni.

In particolare, essendo la mia presenza collegata alle attività di didattica teatrale che, nell’istituto che dirigo e in altre scuole del territorio, grazie a un modello felicemente consolidato, si svolgono ormai in chiave sistemica con il Teatro Akropolis, ubicato presso la scuola secondaria di primo grado Antonio Gramsci, il contributo che ho apportato all’incontro è stato centrato sull’importanza dell’acquisizione da parte degli alunni della consapevolezza del proprio corpo e delle possibilità espressive che ne derivano, secondo un approccio pedagogico che pone l’azione al centro dell’esperienza, attraverso laboratori atti a sviluppare consapevolezza, padronanza espressiva e disinvoltura.

Corpo, movimento e apprendimento

Se oggi la dicotomia tra mente e corporeità, che ha vincolato per secoli le prassi educative alla subordinazione delle sensazioni e delle emozioni alla razionalità, può ritenersi superata dalla crescente consapevolezza dell’importanza delle attività non formali e informali – che spesso prevedono l’intreccio tra corpo, movimento e apprendimento – lo svolgimento delle attività centrate sulla danza, spesso in orario extrascolastico, rischia di ridurle a un ruolo accessorio ed esclusivamente ricreativo.

In realtà, il linguaggio coreico non solo contribuisce a rispondere al bisogno comunicativo primario dell’essere umano attraverso un codice non verbale e dunque altamente inclusivo, ma può concorrere in modo significativo a sviluppare competenze che rientrano nel percorso curricolare. Basti pensare all’interazione tra danza e matematica nell’utilizzo del corpo per rappresentare la geometria nello spazio e alla facilitazione della memorizzazione di sequenze numeriche e tabelline attraverso l’esecuzione di successioni ritmiche e canti scanditi da movimenti.

I movimenti coreografici, inoltre, possono agevolare l’apprendimento delle lingue, per l’aspetto interculturale delle tipologie di danza appartenenti a diversi contesti etnici e per la centralità dell’esperienza diretta degli alunni, i quali possono rappresentare fisicamente nell’azione le formulazioni linguistiche. È risaputo, infatti, tra gli insegnanti di scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione quanto possa rivelarsi proficuo nell’apprendimento di una lingua straniera avvalersi di drammatizzazioni capaci di veicolare le strutture morfosintattiche attraverso azioni e movimenti, favorendo la concentrazione e la memoria.

L’obiettivo comune

Un ulteriore, cruciale aspetto educativo dell’educazione al movimento e alla danza, capace di impattare positivamente sull’impianto curricolare, è rappresentato dallo sviluppo della capacità empatica di cooperare con i compagni per realizzare un obiettivo comune. Mediante la danza gli studenti imparano a sincronizzarsi sulle proprie e altrui emozioni, a rispettare i propri e gli altrui tempi di apprendimento, in un reciproco riconoscimento dell’importanza della collaborazione e della solidarietà: fondamentali obiettivi trasversali dell’educazione civica.

Infine, ma non per importanza, la danza a scuola non si riduce alla trasmissione imitativa di movimenti e sequenze, ma si propone di educare alla bellezza, intesa come armonia tra corpo e mente e come sviluppo della creatività, che non è una dote innata, un talento di alcuni precluso agli altri, bensì una competenza da coltivare, al pari di una qualità oggi purtroppo in disuso perché sostituita dal culto dell’immediatezza: la perseveranza, così importante nell’apprendimento delle sequenze coreografiche e, soprattutto, nella costruzione del progetto di vita.

Pubblicato il: 11 Maggio 2026
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