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La scuola che riapre all’estate e il ponte formativo

La scuola - studenti
Studenti – By Monstera

Il domani della scuola sarà diverso”, lo sapevamo e lo abbiamo scritto. Che “ci vogliano patti chiari per il futuro della scuola” anche. Tutto è collegato a un unico filo. Anche il piano scuola per l’estate 2021.

La scuola dischiusa al mondo esterno                 

Possiamo considerare opinione comune la consapevolezza che questo secondo anno di pandemia ha messo in evidenza diffuse condizioni di fragilità sociale, culturale ed economica. In questa cornice, la scuola, soprattutto con riferimento al secondo ciclo d’istruzione, ha subito battute d’arresto con il ricorso a una didattica a distanza che è faticosamente arretrata per consentire il ritorno in presenza di tutti gli studenti.

In questi mesi è emersa la certezza che la società non possa fare a meno della scuola. Non solo per l’apprendimento formale e gli aspetti cognitivi, ma per la relazione, il confronto, la crescita emotiva delle nuove generazioni. Ma è risultato altrettanto chiaro che la scuola non può fare a meno della società. Il recente dettato ministeriale è chiaro: “occorre una scuola aperta, dischiusa al mondo esterno. Si tratta di moltiplicare gli spazi, i luoghi, i tempi, le circostanze di apprendimento, dentro e fuori la scuola”.

Piano scuola per l’estate 2021

Sono le premesse che accompagnano il cosiddetto “Piano scuola per l’estate 2021”. Che scommette sul periodo generalmente dedicato alle vacanze per la costruzione di un “ponte formativo” verso il prossimo avvio di settembre, tale da restituire agli alunni di ogni ordine e grado la possibilità di tornare a studiare insieme, svolgere attività in modo cooperativo, praticare sport e uscite sul territorio, rinforzare le competenze curricolari.

Le risorse finanziarie ministeriali messe a disposizione delle scuole richiedono una progettazione in tempi stretti, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale che presuppone l’eventuale adesione entro il prossimo 21 maggio; oppure la presentazione di proposte formative per accedere alle altre due linee finanziarie, per le quali saranno fornite le istruzioni necessarie all’accesso e alla rendicontazione.

Il ripensamento del sistema scolastico

Certamente non si tratta soltanto di cogliere, praticamente in tempo reale, un’importante opportunità per “ricucire” la corrispondenza tra lo studio e quanto è successo nelle nostre comunità e nel mondo. E’ in atto un vero e proprio ripensamento del sistema scolastico. Il “ponte” non collegherà solo gli studenti tra di loro e con i docenti. Comporterà la costruzione di un’autentica alleanza con il Territorio e il Terzo settore – le Associazioni, le Cooperative, i Servizi Sociali, il Volontariato.

Con gli Enti Locali, per la disponibilità degli spazi. Con le famiglie, per condividere nuove esperienze e percorsi educativi. Senza contare la necessità di un microclima scolastico adeguato a sostenere la frequenza nei mesi estivi: uno scenario ancora futuristico in edifici scolastici che anche in inverno devono fare i conti con un sistema di riscaldamento obsoleto, che, in tempo di misure atte contrastare il contagio con l’aereazione, ha mostrato le carenze strutturali degli infissi e della ventilazione.

I punti interrogativi a cui dover rispondere

Sono diversi i punti interrogativi che costellano la strada verso il Piano estate. Non ultima, l’incertezza di cui dobbiamo di più tener conto: in una stagione che, nella tavolozza dell’emergenza sanitaria, ci auguriamo viri sempre di più al giallo chiaro, i veri protagonisti del cambiamento, i bambini e i ragazzi, saranno pronti a ri-partire o prevarrà la legittima voglia di partire e basta? Un’estate che ci inviterà alla prudenza nella relazione ma che comunque potrebbe offrire la possibilità di raggiungere una “lontananza” liberatoria, sarà capace di ospitare una Scuola aperta ma ancora in inevitabile fase di rodaggio?

La scuola è chiamata a raccogliere una sfida

Si sta per concludere l’anno scolastico contemporaneamente ad un decisivo cambio di passo. È come se – perdonatemi l’immagine “tardo romantica” – ad un tramonto previsto e contingente si sovrapponesse un’alba nuova, imprevista, di lunga prospettiva. Forse per “rammendare” potrebbero bastare dieci giorni, ma per un cambio culturale, per una rinnovata percezione sociale, comunitaria e politica della scuola, le scadenze, i bandi e i paletti burocratici parlano un linguaggio incomprensibile. Confidiamo, in queste ore, che quella semplificazione che ha improntato diversi settori della vita pubblica e della governante amministrativa in tempo di Covid, possa superare, anche per le Istituzioni scolastiche, la logica degli adempimenti per consentire alla logica del risultato di prevalere. La scuola è chiamata a cogliere una sfida. La posta in gioco è veramente alta e il risultato è destinato a cambiare per sempre il volto delle nostre scuole.