Globe Today’s

Notizie quotidiane internazionali

Patti chiari indispensabili per il futuro della scuola

Patti chiari - stretta di mano
Patti chiari per la scuola “a distanza” – By G. Altmann

Patti chiari necessari per un futuro diverso nella scuola. Per un futuro diverso per tutti. È trascorso un anno da “quella data”. Serve una svolta e solidarietà.

Patti chiari

No. A un anno dal primo lockdown della scorsa primavera, non siamo più quelli che cantavano dai balconi. Una forza che non avevamo sospettato di avere e nelle scuole forse cominciano a impolverarsi i disegni con il mantra “andrà tutto bene” sormontato dall’arcobaleno. Ma forse è giusto così. Perché oggi, tra le insidie delle restrizioni “rosse” dilaganti tra le regioni e la corsa un po’ affannosa, con qualche inciampo, di un piano vaccinale epocale, la solidarietà deve “diventare grande”, farsi sistema.

Ne è una prova molto significativa l’opportunità offerta alle scuole di partecipare all’avviso pubblico promosso dal Ministero dell’Istruzione per l’assegnazione di un sostegno finanziario per la stipulazione di accordi con gli enti locali o altri soggetti, riferibili ai patti di comunità, in applicazione del Decreto Legge del 14 agosto 2020.

Scuola e risorse del territorio

È l’occasione per mettere davvero in relazione la scuola con le risorse del territorio. Non solo in termini emergenziali e in funzione riparativa, come hanno voluto le misure anti contagio che hanno richiesto l’individuazione di nuovi spazi per favorire il necessario distanziamento sociale nelle aule. E’ la possibilità di realizzare concretamente l’aula didattica decentrata, secondo la felice definizione del pedagogista Franco Frabboni, che richiede un impegno di riprogettazione dell’istruzione, intesa come quel bene comune, da tutelare e promuovere. Non si tratta di cedere o delegare una parte del compito educativo spettante alle istituzioni scolastiche, ma di aprire davvero la scuola a tutti. Secondo il dettato costituzionale, in modo che il territorio possa diventare un grande laboratorio dagli ambienti diversificati e dalle forme multiple di socializzazione.

Se è ormai innegabile che l’esperienza educativa si realizza in diversi contesti, formali e informali, un modello pedagogico in grado di raccordare le molteplici agenzie del territorio rende giustizia alla peculiarità della realtà ambientale che interagisce con ciascun alunno, contribuendo alla personalizzazione dell’insegnamento e offrendo nuovi spazi di ascolto, recupero dei punti deboli e scoperta e potenziamento di interessi e attitudini.

Il protocollo profetico

Il protocollo d’intesa, siglato “profeticamente” il 21 ottobre 2020, tra il Ministero dell’Istruzione e il forum nazionale del terzo settore prevede proprio questo. Un apprendimento che diventa efficace nella misura in cui la scuola riesce a favorire un solido rapporto con l’associazionismo. Attraverso “interventi di supporto all’educazione alla legalità, all’alterità, al rispetto delle culture, dell’ecosistema e alla convivenza civile”. È un accordo triennale per contrastare lo svantaggio educativo attraverso la partecipazione, il volontariato, l’associazionismo, per il superamento delle disuguaglianze e l’offerta di opportunità formative gratuite destinate a bambini e ragazze.

I primi beneficiari di questi partenariati tra istituzioni scolastiche e terzo settore sono gli studenti più fragili, che già nel primo ciclo d’istruzione sono a rischio di dispersione non tanto perché sia all’orizzonte l’abbandono scolastico, ma perché non riescono a raggiungere gli obiettivi minimi del curricolo di studi. Per demotivazione, senso d’inadeguatezza, deprivazione sociale.

Patti chiari e flessibilità

Di certo non è una partita facile. Alle scuole si chiede una flessibilità forse mai sperimentata. Agli enti locali il superamento del modello di mera erogazione di servizi per diventare cogestori di un processo progettuale. A tutte le forze in campo un’autentica capacità visionaria e strategica che confligge con il peso degli adempimenti burocratici e i vincoli procedurali.

Tuttavia, l’esito può davvero imprimere non solo alle istituzioni scolastiche ma all’intera comunità una rinnovata identità. Coesa e plurale, finalmente capace di affrontare le sfide del presente e proiettarsi nel futuro.