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La Racing Stars Football Cup rivela il DNA di Monaco

Monaco - Il Principe Alberto con la giacca dei Barbagiuans Monaco, la squadra di calcio da lui fondata
Il Principe Alberto con la giacca dei Barbagiuans Monaco, la squadra di calcio da lui fondata (ph. Pascale Digeaux)

Il rombo delle monoposto di Formula 1 si allontana da Monaco e da un weekend super glamour, ma resta l’eco lunga di un evento che ha preceduto il GP monegasco rivelando la natura dello sport nel principato: gioioso, inclusivo e per una buona causa.

Dopo un anno di stop, la Racing Stars Football Cup ha riportato sul prato del Louis II la Nazionale Piloti, questa volta contro i Barbagiuans la squadra fondata dal Principe Alberto e presieduta da Louis Ducruet, attivo tanto sul campo di gioco quanto nella sua attività di agente di calciatori.

Monaco - Louis Ducruet alza il trofeo per i Barbagiuans (ph. Pascale Digeaux)
Louis Ducruet alza il trofeo per i Barbagiuans (ph. Pascale Digeaux)

Per la cronaca vi rimando a tanti altri siti che hanno fatto il play by play di una partita vera, tirata, vinta per 6-4 dai Barbagiuans mentre su Globe, come sempre, mi piace di più portarvi nei dietro le quinte e nello spirito.

Il costume da bagno di Charles Leclerc

Naturalmente tra le star più attese c’era il pilota di casa Charles Leclerc, che ha dato il calcio d’inizio insieme al Principe Alberto e alla Principessa Stéphanie. Il pilota della Ferrari ci ha confermato quanto già condiviso proprio su Globe : Monaco ha un DNA sportivo di base, condiviso, che contagia. “È vero, io ho trovato presto la mia passione per i motori, ma anch’io ho “giocato in cortile”, fatto sport diversi e inventato sfide con i miei amici. Esiste, si fa, anche tra le strade di Monaco – ha commentato Leclerc – Naturalmente l’acqua, il mare, sono sempre stati un altro ambiente naturale a portata di mano. Per questo motivo ho scelto i colori particolari della mia tenuta qui: il bianco e l’azzurro chiaro sono quelli del costume che avevo quando andavo a nuotare coi miei amici”.

Charles Leclerc in bianco e azzurro (ph. Pascale Digeaux)

Amici, bambini, ragazzi… l’attenzione allo sport nel principato mira a creare legami, a dare esempi e messaggi e anche in un evento con così tante star e un servizio d’ordine amichevole ma rigoroso, proprio ai tanti giovanissimi che sono accorsi allo stadio è stato permesso di rimanere appena oltre la barriera del parterre, a portata di autografi e selfie con i tanti protagonisti che si sono dedicati a loro. Uno su tutti Carlos Sainz, che ha illuminato il primo tempo con un gol e poi è rimasto a lungo proprio con i giovani tifosi.

Carlos Sainz con la maglia della Nazionale Piloti (ph. Pascale Digeaux)

Lo spirito di Helsinki

Tra le tante guest star di una e dell’altra squadra molti erano personaggi della musica o dello spettacolo poco conosciuti in Italia (anche se nella Nazionale Piloti ha giocato Fedez e a fare da supporter a bordo campo c’era Marco Masini), ma nelle fila monegasche era impossibile non riconoscere Darko Perić, l’Helsinki de “La casa di carta”. Ha fatto riscaldamento con intensità, tentato alcune conclusioni a rete nel pre partita (il risultato lo vedete nel nostro video), poi si è seduto in panchina e mi ha detto (in un ottimo italiano): “Io non so assolutamente giocare a calcio, ma quando mi hanno detto che l’evento era di beneficenza ho detto subito di sì”. Massaggiando insistentemente un quadricipite già contratto e col rischio di fare una figura da chiodi ma con lo spirito giusto, quello di divertirsi mettendosi a favore di una buona causa.

Darko Perić, Helsinki ne “La casa di carta”, sulla panchina dei Barbagiuans (ph. Pascale Digeaux)

La beneficenza a quattro ruote

In questo caso i proventi dell’evento sono andati all’associazione Be Safe Monaco che promuove la cultura della guida sobria e all’Association Jules Bianchi che sostiene le attività dell’Unità di cura per cerebrolesi gravi dell’Ospedale de l’Archet di Nizza (dove è stato a lungo ricoverato Jules). Nel decennale della morte del pilota nizzardo, vittima di un incidente al GP di Suzuka, il papà Philippe, con un garbo commovente, ha ricordato come l’associazione non solo raccolga fondi per materiali e macchinari, ma si impegni a organizzare momenti conviviali per sollevare il peso dell’evento traumatico per i pazienti e le loro famiglie, con attenzione particolare ai più giovani.

Alla consegna del trofeo, insieme a Camille Gottlieb, figlia di Stéphanie e presidente di Be Safe, Philippe Bianchi è stato affiancato da Mika Hakkinen, ambasciatore dell’evento.

Torniamo allo spirito

Il 2 volte campione del mondo di F1, residente nel Principato, ha ugualmente abbracciato lo spirito dell’iniziativa. A supporto, ma non per forza davanti ai tanti obiettivi che correvano su e giù per il campo. Se ne è rimasto in disparte (abbiamo chiacchierato del Mondiale di Hockey Ghiaccio e delle sue abilità di artista circense), presente nelle foto solo quando è stato invitato.  

Monaco - Philippe Bianchi con a sinistra Charles Leclerc e a destra Mika Hakkinen, il Principe Alberto e Camille Gottlieb
Philippe Bianchi con a sinistra Charles Leclerc e a destra Mika Hakkinen, il Principe Alberto e Camille Gottlieb (ph. Pascale Digeaux)

Macchine fotografiche e telecamere hanno ovviamente seguito e inseguito il Principe Alberto, rilassato e divertito, evidentemente a suo agio nel contesto sportivo e nell’atmosfera “di squadra”. Chiaro il suo desiderio di stare con le persone “oltre il protocollo” come ci ha confermato anche Sebastien Frey, ex portiere di Verona, Inter, Parma e Fiorentina che lo conosce bene.

Proprio Frey a fine partita ha rilanciato a Louis Ducruet la sfida per la “Fight AIDS Cup” del prossimo anno, l’altro evento benefico calcistico che caratterizza il calendario monegasco: a gennaio, a favore di Fight AIDS Monaco presiduta dalla Principessa Stéphanie. Uno scorrerà tutta la lista dei contatti per “convocare” più ex possibili, l’altro ha il vantaggio di essere anche un procuratore. Promette di essere un altro appuntamento da non perdere per vivere da vicino l’atmosfera de “L’altra Monaco”.

Louis Ducruet, presidente dei Barbagiuans, soddisfatto a fine partita e già pronto per le prossime sfide benefiche (ph. Pascale Digeaux)
Monaco - Sebastien Frey (a dx) guarda già alla “Fight AIDS Cup” 2026, al centro Luca Tramontin e a sinistra Darko Perić
Sebastien Frey (a dx) guarda già alla “Fight AIDS Cup” 2026, al centro Luca Tramontin e a sinistra Darko Perić, in una virtuale prima linea di rugby che spinge nella stessa direzione i valori condivisi di sostegno e promozione (ph. Pascale Digeaux)

Presto la seconda parte de “La Racing Stars Football Cup”

Pubblicato il: 29 Maggio 2025
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