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Illegio e Collezione Carlon: occasioni sorprendenti

Un viaggio tra arte, storia e meraviglia in due luoghi poco conosciuti ma di grande prestigio. Occasioni sorprendenti ed esposizioni inaspettate

Illegio è un borgo d’arte tra le Alpi friulane

Recentemente sono stato sorpreso dalla scoperta di due realtà espositive che, per mia colpa, non conoscevo. Mi riferisco a Illegio in Friuli e alla collezione di Luigi Carlon a Palazzo Maffei a Verona.
Illegio è un piccolo borgo di 340 abitanti nelle Alpi friulane, suggestivo per la sua collocazione, le sue case in pietra ed i suoi mulini, ma sicuramente bello e attraente al pari di tanti altri paesini montani se non fosse diventato unico per l’intuizione di Don Alessio Geretti.
Questo parroco illuminato e colto, più di vent’anni fa, ha pensato di trasformare Illegio in un centro culturale e, attraverso il Comitato di San Floriano, adattando la vecchia abitazione del sacerdote a spazio espositivo, ha allestito ad oggi 30 mostre.

Capolavori e temi di Illegio

Quello che davvero stupisce è il livello straordinario di tali mostre: sono esposti capolavori avuti in prestito da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei europei; per citarne solo alcuni: Gallerie dell’Accademia di Venezia, Galleria Borghese di Roma, Museo De Santa Cruz di Toledo, Musei Vaticani, Galleria degli Uffizi di Firenze.
Una fiducia in questa piccola realtà che penso non abbia precedenti e che offre la possibilità di ammirare in un unico ambiente opere di Caravaggio, Tiziano, Van Gogh, Vermeer, Monet, Canova, Perugino, El Greco, Klimt e molti altri.
Le opere vengono abbinate secondo una tematica prestabilita che offre l’occasione, attraverso il linguaggio dell’arte, di riflettere su temi quali “La bellezza della ragione”“I maestri”“Padri e figli”“La carne”“Il coraggio” e adesso nel 2025 “La ricchezza”.

L’arte che muove le Alpi

Illegio - è un piccolo borgo di 340 abitanti nelle Alpi friulane
Illegio è un piccolo borgo di 340 abitanti nelle Alpi friulane

Migliaia di persone negli anni hanno visitato questo incredibile luogo sperduto tra le Alpi, dimostrando per l’ennesima volta come l’Arte sia un modo straordinario per muovere e attivare, togliendo dal torpore del quotidiano e mettendo in contatto con una visione alta e complessa della vita.
Il fatto che tutto questo accada in un contesto non blasonato rende l’esperienza, oltre che particolarmente piacevole, davvero straniante.

La collezione Carlon a Verona

Il secondo motivo del mio stupore è stata la visita alla collezione Carlon a Verona. Prima di recarmi a Palazzo Maffei avevo letto l’elenco delle opere e avevo immaginato che la collezione privata rappresentasse solo una parte dell’intera esposizione, perché la maggior parte delle opere doveva provenire, a mio parere, da vari musei e fondazioni coinvolte nella mostra.
Di fatto non riuscivo a capacitarmi come un privato, per quanto facoltoso, potesse possedere una simile quantità di pezzi di tale prestigio, ma la realtà, per quanto sorprendente, era proprio questa.
Luigi Carlon è un imprenditore ottantenne di enorme successo nel settore dell’impermeabilizzazione, che ha aperto aziende in tutto il mondo; in cinquant’anni ha raccolto opere d’arte con gusto eterogeneo e nel 2020 le ha donate alla sua città, Verona.

Arte tra contrasto e armonia

Palazzo Maffei a Verona

Visitare la collezione composta da 350 opere nella splendida sede seicentesca di Palazzo Maffei è un’occasione impareggiabile perché rappresenta un viaggio eclettico che spazia tra cultura Classica, Medioevale, Rinascimentale, Barocca sino alle avanguardie del Novecento.
Così capita durante la visita di ammirare un quadro di De Chirico con espliciti riferimenti all’arte Classica affianco a pregiati fregi e statue della Roma antica, un ritratto cubista di Picasso posto per contrasto su un comò Luigi XV, una scultura classica greca accostata ad un’opera Pop Art di Andy Warhol, ceramiche orientali che dialogano con antiche sculture africane.
Ogni opera è frutto di una attenta ricerca nel mondo del collezionismo e in alcuni casi di un vero e proprio inseguimento durato molti anni, come nel caso di uno tra i pezzi più pregiati: una xilografia ottocentesca originale de “La grande onda” di Hokusai.

Visitare questa mostra significa entrare a far parte di un dialogo che attraversa i secoli, dove contrasti e affinità riescono a rendere tangibile la complessità e il fascino vertiginoso dell’Arte.

La ragione principale per cui le opere d’arte esistono è che la coscienza umana è in cerca di estensioni e ogni opera d’arte, prima di tutto, è un evento dello spirito.(Don Alessio Geretti)


Officina dell’Arte: la Rubrica. Leggi il primo articolo “Kiefer e Wenders due sguardi“.

Pubblicato il: 11 Settembre 2025
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