Il cellulare tra i banchi di scuola? No, ma anche sì!
Cellulare, ovvero smartphone o IPhone sono ammessi a scuola? Questa è la domanda e in questo articolo della nostra Dirigente Scolastica, la risposta ai nostri dubbi.

Il cellulare tra i banchi di scuola
Da più parti si stanno prefigurando, anche per il sistema scolastico, future realtà virtuali che condurranno gli studenti lungo percorsi aumentati con il supporto di nuove metodologie laboratoriali interattive, ma, nel frattempo, continua il dibattito sulla discussa e, per un fronte delle opinioni, discutibile, presenza del cellulare tra i banchi di scuola: un dibattito recentemente alimentato da una Circolare del Ministro Valditara che sostanzialmente conferma il divieto di utilizzo del cellulare in classe a vantaggio degli stessi alunni, per la tutela del loro processo di apprendimento, e del rispetto degli Insegnanti.
Lo statuto degli studenti
La prescrizione ministeriale risulta coerente con quanto già stabilito dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti del 1998 e con la relativa Circolare ministeriale del 2007, ma non introduce misure sanzionatorie per le trasgressioni, richiamando, invece, l’opportunità di potenziare il Patto di Corresponsabilità educativa con i genitori degli studenti, esteso dal 2019 anche all’ordine della scuola primaria con la rinnovata normativa sull’Educazione Civica, che ha abolito le sanzioni previste dal Regio Decreto del 26 aprile 1928.
L’uso del cellulare per scopi didattici
In particolare, la Circolare ministeriale ha sottolineato la distinzione positiva di un uso del cellulare per scopi didattici, regolamentato, dunque, dai Docenti, anche con riferimento al progressivo processo di digitalizzazione in corso, soprattutto in questi ultimi anni, nelle scuole, con un’impennata favorita dalla didattica a distanza in epoca pandemica, probabilmente impensabile, almeno nella portata, negli anni ’90 dello scorso millennio, quando l’uso del cellulare era da riferirsi principalmente alla volontà o necessità di telefonare.
L’evoluzione dello stesso dispositivo, sempre più smartphone e quindi ascrivibile ad un piccolo computer con un sistema operativo completo ed autonomo, consente agevolmente di introdurlo in attività didattiche, atte a sviluppare le competenze degli alunni sia in senso veicolare – per ottimizzare l’acquisizione delle conoscenze – che in materia di cittadinanza digitale.
L’uso consapevole della tecnologia
Ed è proprio perché la scuola è chiamata a formare i futuri cittadini che occorre guidare i giovani ad una fruizione critica, consapevole e responsabile della tecnologia: bandire il cellulare vietando agli alunni la possibilità di portarlo in classe non solo potrebbe paradossalmente contribuire ad incrementare la necessità di sfuggire alle regole – nelle classi della mia scuola secondaria di primo grado, quando lo smartphone è stato “neutralizzato” dall’uso didattico si è ridotto anche il rischio di cadere nella “fascinazione” dell’utilizzo scorretto – ma allontanerebbe la scuola dalla realtà e dal vissuto degli alunni, quella realtà che invece gli adulti e principalmente gli educatori e i docenti sono tenuti a far loro conoscere e sperimentare, nelle opportunità e nei rischi.
Perché i rischi fanno parte delle sfide del mondo reale.
L’equilibrio tra uso improprio e proibizione
L’uso improprio del cellulare può creare dipendenza, disturbi del sonno, della memoria e della concentrazione, sino alle insidie del cyberbullismo in cui le vittime, come, per altri versi, anche i “carnefici”, soccombono sotto i colpi della degenerazione tecnologica. Ma anche la proibizione di portare il cellulare a scuola può risultare una decisione rischiosa, basti pensare agli studenti della scuola secondaria di primo grado che, pur essendo minori, si avvalgono dell’uscita autonoma al termine delle lezioni quotidiane, secondo un accordo formale pattuito dalla scuola con i genitori: lungo il tragitto, breve o più esteso, verso casa, la possibilità di disporre di un mezzo di comunicazione con la famiglia rappresenta sicuramente una misura di sicurezza di cui sarebbe inopportuno privare i ragazzi.
E allora?
Oggi le scuole, grazie all’adesione ai Programmi Operativi Nazionali, sono dotate di un patrimonio tecnologico spesso ampio e diversificato, tale da non richiedere didatticamente il ricorso al cellulare, destinato, quindi a rimanere un’ormai ineludibile risorsa personale, che contribuisce notevolmente ad incrementare la connessione, nel senso più ampio, anche da parte dei ragazzi, ad una realtà aumentata, diversificata, ricca di potenzialità e di sfide.

Dirigente Scolastico


