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I bambini e l’arte

Cosa ci svelano i disegni infantili

bambini e arte - Impronte infantili
Bambini e arte – Impronte infantili

Ho sempre guardato con grande fascinazione i disegni infantili perché sono convinto che le dinamiche che li generano ci riguardano direttamente e ci possono aiutare a comprendere meglio il nostro funzionamento, non solo nell’ambito dei processi creativi. Vorrei condividere alcune riflessioni su come i bambini utilizzano il codice artistico e su come i loro primi tentativi di dare una forma riconoscibile alle immagini si connettano inconsapevolmente alla Storia dell’Arte.

Il segno come bisogno primario

bambini e arte - Cueva de a manos
Cueva de la manos

Nell’iniziale approccio ai materiali artistici i bambini attuano strategie di pura sperimentazione e quelli che ci appaiono come semplici scarabocchi rappresentano in realtà uno dei primi importanti tentativi di collegarsi col mondo esterno. In questa fase emerge il bisogno e il piacere di lasciare un segno tangibile di sé e la più evidente espressione di questa urgenza sono le impronte delle mani immerse nel colore.

Le prime dimostrazioni di impronte delle mani nell’Arte Rupestre risalgono a oltre 60.000 anni e l’esempio più famoso e ricco è la Cuevas de las Manos in Argentina, le cui impronte realizzate sia in negativo che in positivo risalgono a 13.000 anni. Cosa spingeva i nostri antenati a ricoprire l’esterno e l’interno delle caverne con le proprie impronte? Esattamente la stessa motivazione dei bambini: lasciare un segno di sé e avere la conferma di esistere, utilizzando la parte del proprio corpo che meglio rappresenta un’estensione verso l’esterno e un’occasione di contatto.

Frontalità e assolutezza

Altro disegno infantile frontale
Ravenna San Vitale – Imperatore Giustiniano

Nella loro evoluzione i bambini trasformano i primi esperimenti con i colori e i segni grafici in forme chiuse che successivamente si caricano di valore simbolico e quindi di uno specifico significato. Prendono forma case, persone, fiori, oggetti, in un florilegio di immagini sempre più articolate e complesse che vengono collocate inizialmente nello spazio del foglio in modo frontale e semplificato.

Nell’Arte Bizantina avviene qualcosa di simile: pensiamo ai mosaici di San Vitale con gli imperatori Teodora e Giustiniano, che insieme a vari altri personaggi sono rappresentati frontalmente nella loro staticità. Nulla distrae dai soggetti principali e l’assenza di movimento accentua il senso di assolutezza insito in queste rappresentazioni. Non esiste un prima o un dopo: il tutto è cristallizzato in un eterno presente, proprio come nei primi disegni dei bambini.

Lo spazio come funzione narrativa

Borgo medioevale

Nell’Arte Bizantina lo spazio è assente: esistono solo i soggetti collocati in una realtà dorata senza coordinate dimensionali. Nell’evoluzione del disegno infantile la rappresentazione dello spazio è un momento fondamentale che i bambini gestiscono collocando ogni elemento sempre in una visione frontale, come avveniva nell’Arte dell’Alto Medioevo.

Ribaltamento sul piano e chiarezza visiva

bambini e arte - Scriba Nemabon
Scriba Nebamon giardino

In questa fase di evoluzione esiste una variante molto interessante che si può collegare a un periodo ancora più lontano: l’Arte dell’antico Egitto. L’espediente a cui faccio riferimento è il “ribaltamento sul piano”, in cui vengono rovesciati i soggetti su una superficie bidimensionale che comprende contemporaneamente la visione della pianta, del profilo e del fronte.

Un esempio è la tomba dello Scriba Nebamon del XV sec. a.C., dove nella rappresentazione del giardino tutto è collocato in modo da essere chiaramente leggibile e comprensibile fin nei minimi dettagli. I pesci nella grande vasca, i vari animali, i diversi tipi di piante vengono mostrati abbattuti su un unico piano, in modo da essere perfettamente leggibili e comprensibili. Questo era lo scopo dell’Arte Egizia: esattamente come fanno i bambini che vogliono che tutto sia diretto e chiaro.

I bambini come testimoni dell’evoluzione artistica

Disegno infantile ribaltamento

Lo sguardo dei bambini non è realistico, poiché non rappresentano quello che vedono ma solo ciò che conoscono e capiscono. Ho proposto alcuni esempi per riflettere insieme su un concetto affascinante: osservare i bambini come inconsapevoli testimoni dell’evoluzione e dei cambiamenti che hanno caratterizzato la Storia dell’Arte.

Il bisogno di lasciare un segno del proprio passaggio, il senso dell’assoluto, la semplificazione della rappresentazione spaziale, la volontà di chiarezza nella comunicazione e tanti altri aspetti che hanno raccontato gli uomini attraverso l’arte li possiamo ritrovare nei disegni infantili, come se in ogni singolo bambino si riproponessero le mutazioni che attraverso l’arte hanno definito le varie società umane.

“La creatività dà la possibilità ai bambini di ricreare il mondo.” Donald Winnicott

Officina dell’Arte: la Rubrica. Leggi anche “Kiefer e Wenders due sguardi“; “Illegio e Collezione Carlon: occasioni sorprendenti“.

Pubblicato il: 18 Novembre 2025
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