Fair Play Finanziario e nuove proprietà in Serie A
Oggi parliamo di equilibrio tra regole e futuro e del nuovo volto della Serie A
Serie A e Fair Play Finanziario UEFA
Negli ultimi anni la Serie A ha vissuto una fase di profonda trasformazione. Da un lato le cessioni societarie – come quelle recenti del Monza (passato in gran parte al fondo americano BLV) e del Genoa (con l’ingresso di Dan Șucu dopo l’uscita di 777 Partners) – dall’altro la necessità, per club storici come Inter, Milan e Juventus, di ridefinire i propri modelli di gestione.
Al centro di tutto emerge un unico filo conduttore: il Fair Play Finanziario UEFA, rinnovato nella versione voluta da Aleksander Čeferin.
Come funziona il nuovo Fair Play Finanziario

Il “vecchio” FFP, introdotto nel 2011, imponeva ai club di non superare un deficit di 30 milioni di euro nel triennio, salvo copertura della proprietà. Con la riforma del 2022 il sistema si fonda su tre pilastri:
• Solvibilità – controlli più stringenti sui pagamenti e maggiore tutela dei creditori;
• Stabilità – monitoraggio costante dei bilanci su base pluriennale;
• Controllo dei costi – la vera rivoluzione: dal 2025 le spese per stipendi, trasferimenti e commissioni non potranno superare il 70% dei ricavi del club.
Il percorso di adeguamento è graduale:
– 90% nel 2023/24,
– 80% nel 2024/25,
– 70% dal 2025/26.
Il mancato rispetto comporta sanzioni economiche, limitazioni sportive (rose ridotte, blocchi di mercato) ed esclusione dalle competizioni europee.
Le cessioni come risposta ai vincoli
Questi paletti spiegano perché molti club italiani abbiano intrapreso la strada delle cessioni societarie o patrimoniali:
• Monza – Fininvest ha ceduto l’80% del club a BLV, garantendo basi economiche più solide e un piano di crescita sostenibile.
• Genoa – Il passaggio da 777 Partners a Dan Șucu è funzionale a riequilibrare i conti e assicurare stabilità di lungo periodo.
Le big italiane: tra rigore e ripartenza
• Inter – Sotto la proprietà Suning è stata costretta a sacrificare campioni come Hakimi e Lukaku (2021) per ridurre il monte salari e rispettare i paletti UEFA. Nel maggio 2024 il club è passato da Steven Zhang al fondo statunitense Oaktree, a seguito dell’inadempimento sul prestito. L’attuale presidente Giuseppe Marotta, già AD sotto Suning, è ora azionista e guida il nuovo progetto di rilancio societario.
• Milan – Dal fondo Elliott, ceduto per 1,2 miliardi di euro, al fondo statunitense RedBird di Gerry Cardinale, i rossoneri hanno puntato su sostenibilità, contenimento degli stipendi, acquisti mirati e valorizzazione dei giovani.
• Juventus – Dopo anni di investimenti onerosi (emblematico l’acquisto di Cristiano Ronaldo), i bianconeri hanno subito le conseguenze delle plusvalenze gonfiate, accettando un settlement con la UEFA e l’esclusione dalle coppe 2023/24. Da lì è iniziata una nuova fase: riduzione del monte ingaggi, valorizzazione dei giovani e disciplina di bilancio. Sempre più insistenti le voci su un imminente ingresso di un fondo arabo.
Opportunità e rischi
Le nuove regole spingono i club verso un modello più sano e sostenibile:
✅. afflusso di capitali freschi da nuovi investitori,
✅ maggiore stabilità finanziaria,
✅ possibilità di crescita grazie a infrastrutture moderne.
Ma i rischi restano:
.❌ perdita di identità se prevale la logica finanziaria,
❌ speculazioni di breve periodo,
❌ difficoltà per club con ricavi troppo bassi rispetto alle ambizioni sportive.
Conclusione
Le cessioni societarie e l’ingresso di nuovi investitori non sono un caso, ma la conseguenza di un calcio che deve adattarsi al fair play di Čeferin. La Serie A affronta oggi una sfida epocale: coniugare passione e business, rispettando il tetto del 70% e i vincoli UEFA senza sacrificare la competitività.
La vera vittoria, ormai, non si gioca solo sul campo: consiste nel costruire un futuro in cui conti e sogni possano finalmente correre nella stessa direzione.

“Bordo campo” di Katia D’Avanzo. Questo è l’Art. n. 5. Leggi anche “Calcioscommesse...”; “Caos serie B..” e “Il futuro degli stadi…”; “Quando il calcio perde ascolti...“.



