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Elon Musk: il chip che si collega al cervello. Ecco Neuralink

Il futuro con quale identità? – Immagine Comfreak

Elon Musk: il chip che si collega al cervello, si chiama Neuralink. impensabile, fantascientifico, meraviglioso. O no?

Ogni medaglia ha il suo rovescio, ogni corpo celeste che non sia una stella, ha un lato illuminato ed uno in ombra, ogni passo in avanti ha un prezzo da pagare … cosa ci aspetta dopo?

Elon Musk e Neuralink

Recentemente Elon Musk, attraverso una sua start up, ha presentato Neuralink, ovvero un sistema costituito da un chip grande all’incirca come una moneta da 50 centesimi collegato una serie di sensori di in grado di interfacciarsi con il cervello ed altre parti componenti il sistema nervoso.

Il primo obiettivo, oltre allo studio del cervello stesso, è curare malattie quali Altzaihmer, la perdita di memoria, le nevrosi …, tuttavia quello finale, il più ambizioso, è fondere l’uomo con l’intelligenza artificiale della macchina in modo di rendere l’essere umano simile alla A.I. del computer.

Transumanesimo

Affascinante e terribile al tempo stesso poiché da ora, sappiamo che il transumanesimo non è più fantasia. Naturalmente il sistema presentato da Musk è la versione più recente di una tecnologia che ha già prodotto dei risultati ma deve essere ancora perfezionata.

I “dimostratori” sono stati tre suini: uno senza impianti, uno che ha subito prima l’impianto e poi l’espianto e la più famosa “Gertrude” che, al momento della dimostrazione, era ancora impiantata. Gli altri due animali servivano come paragone rispetto al suo comportamento, in apparenza normale.

Leggere e “scrivere” la mente

La cosa notevole, oltre alla dimostrazione “in loco”, è stato che i ricercatori hanno ammesso (e in parte dimostrato) come fossero in grado non solo di leggere la mente dell’animale, ma anche di “scrivere” all’interno di essa. Insomma, un fortissimo potenziale di controllo attraverso falsi ricordi, sensazioni di fame, sensazioni di movimento pur restando immobile e viceversa.

Se vorrete approfondiremo l’argomento, per ora ci basti sapere che funziona e che è fase di ulteriore sviluppo per renderlo sempre più adattabile al cervello umano.

È una speranza per il futuro ad alto prezzo

Ora come ora, il sole splende alto su Elon Musk.

Ha creato un qualcosa in grado di aiutare, a breve, decine di migliaia di malati nel mondo fornendo realmente una speranza per il futuro. Sotto questo aspetto è meraviglioso e non ci sono altri commenti.

Certo, all’inizio non sarà a buon mercato e sono giustificati coloro che vedono una discriminazione tra “chi può” e “chi non può”, tuttavia è lecito prevedere un abbassamento dei costi quando la produzione di un tale hardware sarà “a regime” e resa quindi pienamente fruibile.

Succede con qualsiasi manufatto tecnologico, accade anche con oggetti più “tradizionali” che tuttavia beneficiano di materiali e processi di lavorazione migliori rispetto al passato.

Addirittura accade nell’esclusivissimo trasporto business jet dove le compagnie che prima fornivano i loro servizi a pochi “fortunati”, a seguito dell’epidemia, mettono a disposizione i loro aerei a gruppi di business men o vacanzieri in maniera da “spalmare” il costo del volo su più utenti riducendo drasticamente la tariffa pro capite del biglietto.

Ovviamente in questo caso non si parla di tariffe low cost, ma sono prezzi divenuti “valutabili” anche per il “portafoglio medio”, almeno una volta.

La meta finale di Musk

Ciò che invece preoccupa alcuni, è la meta finale di Musk.

Come ampiamente dimostrato il sistema permette il controllo della mente ed è sicuro che, con l’affinarsi della tecnologia, potrà entrare sempre più in simbiosi con il cervello umano. Inutile dire che abbiamo raggiunto la “zona oscura”. Quale organismo nazionale o sovranazionale sarà deputato a verificare l’uso “etico” di tale strumento?

 In effetti c’è da rilevare che una sua eventuale applicazione “maliziosa” potrebbe consegnare alla società un gruppo di persone “condizionate” verso determinati scopi.

Il futuro scritto nei “classici”

E qui tornano nuovamente in campo i “classici”. Huxley, nel suo “Mondo Nuovo” (pubblicato nel 1932), ipotizza una futuristica società dove gli individui vengono “progettati” biologicamente in vere e proprie catene di montaggio per svolgere, da adulti, precisi compiti.

Questi individui nasceranno per essere operai, ingegneri, astronauti, professori, dirigenti … e non desidereranno altro nella propria vita.

Anche il filosofo Platone

Se vogliamo già Platone (Atene, 428-347 a.C.), nel settimo libro de “la Repubblica”, tratta di uomini incatenati all’interno di una caverna che sono talmente convinti del loro sistema di vita (schiavi) da rifiutare le descrizioni di un loro compagno riuscito a raggiungere l’esterno, sino ad ucciderlo pensando che sia un pericoloso squilibrato.

Platone ed Huxley ci propongono inquietanti analogie con i tempi che stiamo vivendo.

Uomo macchina o macchina uomo?

Dal momento che, come precisato all’inizio, l’obiettivo dichiarato è la piena interazione uomo macchina, sorge spontanea una domanda: sarà l’uomo ad assomigliare alla macchina o la macchina ad assomigliare all’uomo?  E posto che sia valida la prima, chi ci garantisce che l’essere umano non diventerà schiavo di un “sistema”, qualunque esso sia?

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