“Dervisci rotanti”: L’anima vola libera
Tra estasi meditativa e abbandono dell’ego

Questo quadro nasce da una collezione dal nome “Danzando la vita” all’interno del percorso espositivo itinerante dal titolo “Trasformazioni in Viaggio”. C’era una frase che risonava e ha risuonato per tutta la vita nel cuore e nella mente dell’artista: “io sono felice solo quando danzo”, la madre gliela ripeteva continuamente. Certamente ognuno vive e sente dentro di sé un proprio ritmo e danza la propria danza. La danza rappresenta la metafora dell’azione del vivere, ma all’interno di questa azione danzante ne possiamo stabilire il ritmo, il tempo, il passo e il movimento.
La danza come trance e meditazione
Ci sono danze solitarie, come queste, in quanto questo movimento porta e trascina la persona attraverso una sorta di trance-dance in uno stato alterato di coscienza, mentre ci sono danze di coppia, dove si danza l’amore e la passione come nel tango. Ascoltare musica Sufi e guardare i Dervisci nell’atto di raggiungere lo stato meditativo trascina l’osservatore in uno stato dell’essere in cui ognuno di noi si vede nelle profondità della propria vita.
Il derviscio nel suo singolo movimento roteante porta “in scena” la morte dell’ego, ma all’inizio, quando entra sul palcoscenico, luogo dell’esecuzione, con gli altri, compie un inchino e l’uno all’altro riconoscono in questo modo il centro della verità Divina che esiste nel cuore di ognuno. I dervisci col loro danzare pregano e serve a svuotare la mente; piano piano, attraverso l’inizio della rotazione, incominciano a lasciare la terra per distaccarsi da essa, abbandonando la materia per elevarsi e per raggiungere, attraverso l’estasi e la meditazione, il contatto con Dio.
Il messaggio artistico e la poetica
La madre, che abitava con l’artista, sempre diceva: “Quando danzo mi sento leggera, ma più che altro mi sento sostenuta e mi posso appoggiare a un uomo”; queste parole contengono in sé molti importanti significati. L’artista da adulta ha creato questo quadro a 60 anni, dopo anche essa aver danzato per anni, e ha compreso che questa danza, oggi, la rappresentava, in quanto contiene in sé il messaggio principale della sua arte: “l’anima vola libera”. In questa danza c’è l’abbandono dell’ego, c’è la cura, il distacco dalla materia, l’innalzamento dell’anima.
Voglio vederti danzare
Come i dervishes turners che girano
Sulle spine dorsali
O al suono di cavigliere del Katakali
E gira tutto intorno alla stanza mentre si danza, danza
E gira tutto intorno alla stanza mentre si danza
(“Voglio vederti danzare “Battiato 1982)
Questo quadro come detto all’inizio fa parte di una collezione dal nome “Danzando la vita “e questa sotto riportata è la poetica di tutti i quadri che fanno parte di questo filone rappresentativo:
Danzando la vita
danza, se vuoi, danza, solo se vuoi
osserva, se vuoi, osserva, solo se vuoi
vivi, se vuoi, vivi solo se vuoi
respira, se vuoi, respira solo se vuoi
ascolta, se vuoi, ascolta solo se vuoi
“Solo se lo vuoi, puoi decidere di esserci nel cerchio della vita tra frammenti d’anima racchiusi in corpi invisibili e così in una ronda avvolgente, tu solo se vuoi, tra gabbie e resistenze puoi decidere se vivere o morire”. (esperienza di danzaterapia con testo di Antonella Iris de Pascale)
Rubrica ”I Colori del Cuore” di Antonella Iris de Pascale … i Dervisci rotanti



