Coronavirus? Sentiamo un importante pneumologo

Coronavirus. Sicuramente l’hashtag più digitato al mondo. Che cos’è in effetti questo virus sconosciuto e così facilmente diffondibile? Abbiamo deciso di pubblicare su Globe, il parere e i consigli di uno dei maggiori specialisti in malattie dell’apparato respiratorio.
Andrea Fiorina

È pneumologo e dopo una lunga carriera ospedaliera, in cui si è occupato di malattie infettive respiratorie, in modo particolare di tubercolosi e di allergologia respiratoria, ora esercita come libero professionista. Suo, un brevetto internazionale di apparecchiature scientifiche, utilizzabili per lo studio delle particelle aereo disperse (organiche, inorganiche).
Ha pubblicato più di 120 lavori su prestigiose riviste internazionali ed è autore di alcuni libri sulle malattie dell’apparato respiratorio.
Coronavirus
Il coronavirus sta invadendo prepotentemente tutti i Paesi del mondo generando non solo problemi sanitari ma anche politici ed economici.
La parola ‘virus’ in latino significava veleno, ma solo in tempi assai più recenti, si arrivò a scoprire i virus veri e propri, ossia l’esistenza di microrganismi, agenti infettivi più piccoli dei batteri. Il virus possiede una membrana che lo isola dall’ambiente circostante, all’interno di questa sono contenute delle informazioni genetiche sotto forma di DNA o RNA. Il virus però non dispone di mezzi propri per leggerle e decodificarle, per fare ciò deve, sfruttare gli apparati delle cellule che infetta, grazie ai quali si replica.
Le infezioni virali
Le infezioni virali riescono a propagarsi in una popolazione con grande rapidità e in maniera capillare.
Si diffondono per via aerogena con le goccioline che vengono diffuse nell’ambiente con gli sternuti, i colpi di tosse, respirando durante la fase espiratoria da soggetto malato, o da portatore, o da individuo in via di guarigione, ma talvolta la diffusione del virus può avvenire anche per via oro-fecale con le deiezioni umane o animali o attraverso il passaggio in ospiti intermedi ad esempio animali.
Coronavirus responsabili di diverse malattie
I coronavirus sono dei virus responsabili di diverse malattie nell’uomo e negli animali coinvolgenti prevalentemente l’apparato respiratorio, la sintomatologia è quasi sovrapponibile a quella influenzale, sono presenti la febbre, la tosse, l’espettorazione, gli sternuti, l’astenia (debolezza, senso di affaticamento) a volte congiuntivite e disturbi intestinali come vomito, diarrea.
Come tutte le epidemie esiste sempre un punto di partenza ben definito che in questo caso è stato riconosciuto in Cina e poi avviene la diffusione che è tanto più rapida quanto più sono frequenti ed estesi i rapporti umani (commerci, viaggi, turismo, manifestazioni pubbliche, ecc.).
L’andamento di un’epidemia e la suscettibilità individuale
L’andamento di un’epidemia non è quasi mai prevedibile poiché si formano sempre nuovi virus che cambiano aspetto rendendoli, pertanto, irriconoscibili dalla memoria immunologica umana e quindi, ogni volta, riparte un complesso processo di infezione, di malattia, di fenomeni difensivi caratterizzati dalla produzione di anticorpi, dall’istruzione di cellule che cercano di distruggere e annientare il virus.
Esiste sempre una suscettibilità individuale che dipende da vari fattori quali l’età avanzata e/o la presenza di malattie concomitanti (tumori, cardiopatie, malattie immunologiche, diabete ecc.). Anche nel caso dell’infezione da coronavirus, la mortalità è maggiore nei pazienti a rischio.
Attenzione alla fonte delle notizie
Gli articoli, le notizie, le statistiche sull’epidemia da coronavirus in questi tempi moderni sono numerosissime ma talvolta vengono diffuse anche notizie, false soprattutto in internet.
È importante considerare solo fonti credibili e accreditate quali quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o di centri specializzati in infettivologia.
La prevenzione
La prevenzione dell’infezione da coronavirus è basata, per ora, solo sull’isolamento dei soggetti infettati e sulle norme igieniche generali quali lavarsi frequentemente le mani, non tossire senza mascherina o fazzoletti di carta da gettare in un sacchetto chiuso, evitare i locali affollati.
Per disporre di un vaccino ci vorrà tempo e bisognerà anche tenere conto di eventuali mutazioni del virus, come del resto si verifica per l’infezione da virus influenzale. La terapia è puramente sintomatica nei casi lievi e di media gravità come per la sindrome influenzale. Nei casi più gravi, con complicazioni prevalentemente polmonari, è necessario un ricovero ospedaliero in rianimazione per le opportune terapie, tra cui la ventilazione artificiale e l’ossigenoterapia.
L’aspetto psicologico
Dal punto di vista psicologico un’epidemia genera sempre sindromi ansiose e talvolta anche depressive. Depressione indotta anche dal ricordo di episodi storici dove le epidemie erano letali per intere popolazioni. Il tutto viene poi amplificato anche dai mass media i cui dati, sottolineo, vanno sempre correttamente interpretati.
Questa epidemia da coronavirus, in base ai dati epidemiologici attualmente disponibili, è abbastanza sovrapponibile come rischio di morte a quella influenzale, ma è molto più diffusibile, e ciò rende assai difficile il suo contenimento con le misure di prevenzione che, del resto, hanno alti costi sociali ed economici.
La durata di un’epidemia
La durata di un’epidemia non è mai esattamente prevedibile anche perché ogni evento è sempre un caso a parte, ad ogni modo speriamo che possa estinguersi in tempi brevi. È sempre bene tenersi informati e sorvegliati dal proprio medico curante fin dall’insorgenza dei primi sintomi anche se aspecifici.

Pneumologo – Specialista malattie apparato respiratorio


