Alunni e studenti: Il percorso verso l’Intercultura

A un passo dalla ripartenza genovese del Progetto FAMI – Fondo Asilo Integrazione Migrazione – che vede la Scuola che dirigo, l’Istituto Comprensivo Sestri Est, capofila per il Ponente, credo sia opportuno “fare il punto” sulle traiettorie scolastiche degli alunni e studenti dei Paesi terzi dall’osservatorio di una realtà cittadina dove affluiscono sempre più numerosi.
Il percorso di alunni e studenti verso l’intercultura
Il viaggio dell’inclusione degli studenti con background migratorio si è svolto lungo le diverse tappe normative che ne hanno segnato il percorso: dalla tutela del diritto all’accesso a scuola del minore straniero contenuta nella legge sull’immigrazione del 1998; lungo le Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, aggiornate dagli Orientamenti Interculturali del 2022, recanti maggiori approfondimenti, rispetto alle versioni precedenti, sulla necessità di interventi precoci nella fascia anagrafica da zero a sei anni e a beneficio dei giovani con un’età superiore a quattordici anni; sino alle recenti indicazioni ministeriali circa l’assegnazione di docenti per l’insegnamento dell’italiano nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati.
Oggi l’accoglienza scolastica dei minori non italofoni non può più essere un progetto, un protocollo, una competenza, ma deve far parte del codice genetico dell’Istituzione, diventare paradigma di identità, impareggiabile opportunità per aprire il sistema all’inclusione di tutte le diversità: culturali, sociali, fisiche e cognitive.
In questa prospettiva, si pone come obiettivo irrinunciabile contrastare il deficit thinking, l’approccio alla differenza linguistica come carenza da compensare anziché come prerogativa da valorizzare. Ancora troppo spesso, specialmente nella richiesta di mediazione o di potenziamento didattico dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda, si avverte l’urgenza di supplire ad uno svantaggio – anche in osservanza della Direttiva Ministeriale del 2012 che comprende le esigenze educative degli alunni stranieri come sottocategoria dei bisogni educativi speciali – affinché gli studenti immigrati riescano a raggiungere un livello comunicativo accettabile rispetto alle capacità degli autoctoni.
Da un modello di accoglienza integrativo ad uno inclusivo
Il passaggio da un modello di accoglienza integrativo ad uno davvero inclusivo richiede, prima ancora di rendere gli studenti capaci di assumere lessico e sintassi, di abbandonare la “zattera” di una presunta “normalità” come parametro generalizzato e accogliere autenticamente tutte le diversità, grazie ad un modello organizzativo e didattico innovativo e al potenziamento delle professionalità. L’abbandono della “zattera” per affrontare il “mare aperto” dell’autentica prospettiva interculturale presuppone, infatti, il superamento del cosiddetto “approccio coloniale”, che mette in evidenza non ciò che l’alunno è – con il suo vissuto, le conoscenze pregresse, le esperienze e le emozioni – ma tutto ciò che non è: in questo caso il non essere italiano.
Nonostante la consapevolezza che il criterio compensativo sia ormai da considerarsi superato dalla prospettiva interculturale, la risposta sociale presenta sicuramente aspetti più complessi e le aspettative scolastiche richiedono prioritariamente il raggiungimento di obiettivi didattici in ordine al raggiungimento della competenza linguistica, spesso percepita come urgenza comunicativa. Il rischio è quello di “prendere atto” delle disparità e di confermare lo svantaggio di cui gli alunni, specialmente neoarrivati nel nostro Paese, sono portatori.
È per questo che nel percorso del progetto FAMI sarà fondamentale che la promozione dell’inclusione degli alunni con background migratorio attraverso l’acquisizione della lingua italiana favorisca il riconoscimento della diversità come opportunità di imparare gli uni dagli altri, nella consapevolezza che l’intero processo di apprendimento, per tutti gli studenti, è un processo di contaminazione, reciprocazione, condivisione.

Dirigente Scolastico


