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Il caratteriale attraverso l’ovale: #9 George Gregan

George Gregan: numero 9

George Gregan: copertina rubrica

Tra avanti e trequarti c’è il numero 9, c’è George Gregan nella formazione di questa settimana. E il cosiddetto ruolo del mediano di mischia, che mette e toglie la palla dalla mischia appunto. Ancora alcune settimane prima di completare questa formazione di “All Stars” di tutti i tempi. Certo questo è il parere di un esperto come Gianluca e sicuramente, chiunque al suo livello può avere la sua formazione ideale in testa. Certo è che non si possono mettere in discussione i nomi di atleti che abbiamo fin qui presentato.  Il 15:Christian Cullen. Il 14: Patrice Lagisquet. Il 13: Tana Umaga. Il 12: Philippe Sella. L’ 11 Jonah Lomu. Il 10 Stefano Bettarello. Direi che possiamo essere d’accordo tutti no?

La scheda di George Gregan

Numero: 9

Ruolo: Mediano di mischia / Scrum Half

Giocatore: George Gregan

Aggettivo: Calcolatore

Il 9 George Gregan

La parola calcolatore può dare l’idea di una persona fredda e poco emozionale, ma non è così. George Gregan è nato in Zambia nel 1973 (curiosamente nello stesso ospedale di un suo futuro avversario storico del Sudafrica) ma a due anni la sua famiglia (padre aussie e mamma africana) si è trasferita a Canberra, in Australia. 

Lì, in quegli anni, il rugby a 15, cioè il Rugby Union, quello che seguiamo noi nel Sei Nazioni, quello degli All Blacks per intenderci, non era maggioritario. Era più una terra di Rugby League o “versione a 13”. Ma proprio nella capitale sono nati i Brumbies, insieme a una svolta professionistica che ha visto la coppia di mediani Gregan-Larkham determinare anni e vittorie mondiali.

Il mediano di mischia è quello che introduce la palla nella mischia e la estrae secondo tecniche e scelte decisive per il seguito dell’azione, quasi sempre è il più piccolo della squadra. Poi si dà per scontato che sia anche quello più veloce, ma quasi mai è così. Certo Gregan non era lento, ma nemmeno un centometrista.

La mia scelta è dovuta al suo talento nel “mettere il giocatore nello spazio”, cioè di calibrare il passaggio in modo che chi riceveva si trovasse in un corridoio utile. Il tipo di giocatore che fa giocare meglio tutti gli altri.

Nel 2003 c’è stato un episodio discusso: durante la semifinale contro la Nuova Zelanda, ormai in netto vantaggio, Gregan ha detto agli avversari: «Four More Years!», cioè altri quattro anni, intendendo prima di poter ritentare l’assalto al mondiale. Già troppo per un mondo del rugby che si interroga sempre sugli atteggiamenti e i comportamenti, ma sono stati gli stessi All Blacks a riderne e a soprannominarlo «4More» quando l’Australia ha perso in finale contro l’Inghilterra. E glielo ricordano ancora adesso che è un ottimo commentatore, uomo di beneficenza e industriale del catering.

Cosa raccontava giocando

La capacità di servire i compagni e innervosire gli avversari, l’importanza di calcolare, restare freddi anche sotto certe pressioni emozionali, soprattutto durante le rimonte.

YouTube consigliato: George Gregan Halfback Masterclass Insieme a un avversario storico, ci fa capire la prospettiva di gioco di un vero mediano di strategia ma anche un bel rompi…

Pubblicato il: 16 Dicembre 2022
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