‘’I tuoi occhi su di me’’. L’oggetto d’amore e l’amore insano

I tuoi occhi su di me
Oggi vi propongo questo nuovo viaggio: ”i tuoi occhi mi seguivano, mi scrutavano. Rimanevi a lungo davanti e dietro di me, per scandire il tempo delle tue giornate. Io ero il tuo tempo, ma anche la tua ossessione. “
Non sempre è facile comprendere ciò che accade, come se il carico di passione o amore (insano), che si presenta a noi mascherato da” Danno – Beffa”, è specializzato da anni nella sua mise en-scene, noi affamate d’amore, ci crediamo. Per Stendhal «la passione non è cieca, è visionaria».
”Tutto comincia dall’ammirazione per una persona; l’ammirazione mette in moto l’immaginazione che adorna l’essere amato di tutte le possibili perfezioni e attiva nell’amante l’aspettativa e la speranza, non tanto di essere ricambiato, come avviene nelle vicende d’amore” (Galimberti “le cose dell’Amore”).
Del resto talvolta può capitare ad alcune donne di essere ancora legate al pensiero magico infantile: la nostra esistenza è impregnata di una magia finemente sfaccettata, la tavolozza di colori che il fato-destino ci mette davanti è carica di infinte sfumature, eventi ai quali siamo predestinati. Forti ,intensi, accattivanti, sgargianti. Una parte di noi si sente divisa tra un potente carico di emozioni e desideri e un sottile filo di paura dell’ignoto. Ma è quell’ignoto che ci fa intingere le morbide setole di un pennello in martora punta piatta n.10 tra i tanti colori dell’ignota tavolozza. I bambini amano sporcarsi le dita; così anche noi rischiamo, rimanendo con ostinazione tra paura e determinazione. Creiamo il nostro quadro senza tempo, dove lui diventerà il nostro carnefice.
Fossati e Galimberti pensiero
Come dice una famosa canzone di Ivano Fossati: “La costruzione di un amore non ripaga dal dolore, è come un altare di sabbia in riva al mare”. L’amore non può ripagare dei vuoti vissuti, di quello che non abbiamo avuto, non può rispondere in maniera incondizionata al nostro bisogno di amore (e dipendenza) non soddisfatto.
Anche Galimberti inevitabilmente ci mette davanti alla realtà “«[…] l’amore non è possesso, perché il possesso non tende al bene dell’altro, né alla lealtà verso l’altro, ma solo al mantenimento della relazione che, lungi dal garantire la felicità, che è sempre nella ricerca e nella conoscenza di sé, la sacrifica in cambio della sicurezza. Siamo in due, non sappiamo più chi siamo, ma siamo insieme ad affrontare il mondo. Due esistenze negate, ma tutelate.»
L’arte, in questo caso la pittura ci permette di narrare storie ed eventi attraverso i suoi strumenti e qui termina questo viaggio nella poetica del quadro “I tuoi occhi su di me”.

Antonella Iris de Pascale è insegnante, artista, arteterapeuta e formatrice in progetti di didattica dell’arte. Attiva dal 1983, dal 2017 firma le opere come “Iris de Pascale”. Ha esposto in mostre personali e collettive in città italiane come Firenze, Milano, Bologna e Lecce, con opere in musei e collezioni private in Italia e all’estero. Versatile, si distingue anche in fotografia, decorazione d’interni, scenografia e testi didattici per Mondadori. Tra i riconoscimenti, spiccano la partecipazione nel 2022 all’Expo di Abu Dhabi e collaborazioni editoriali, tra cui l’“Atlante dell’arte” (Giunti, 2024).
Rubrica ”I Colori del Cuore” di Antonella Iris de Pascale …per riconoscere l’amore insano!




