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West Nile Disease W.N.D.

Encefalomielite tipo West Nile (West Nile Disease)

Qui in questa rubrica si parla di animali, di questo mondo parallelo e continuo che ci circonda e in cui conviviamo: persone e animali, ma anche insetti. Diamo solo informazioni, proprio perchè frequentiamo (lei Elisa intendiamo) per mestiere questo mondo tra esseri umani e animali. Ma qualunque problema abbiate inerente la West Nile Disease, siete pregati di rivolgervi direttamente alle autorità sanitarie preposte.

West Nile Disease: zanzare
Con il caldo le zanzare proliferano

Si chiama West Nile Disease

La “West Nile Disease” (W.N.D.) è una malattia infettiva virale trasmessa dalle zanzare (in particolare zanzare del genere Culex) che interessa gli animali e l’uomo. L’agente infettante, che fa parte del gruppo degli Arbovirus e appartiene alla famiglia Flaviviridae genere Flavivirus e al complesso antigenico delle encefaliti giapponesi, sopravvive in natura tramite la realizzazione di un ciclo che coinvolge gli uccelli (soprattutto passeriformi), i quali rappresentano il “serbatoio” del virus, e gli insetti vettori (le zanzare).

L’uomo e gli animali (in particolare il cavallo) si infettano a seguito della puntura di zanzare infette, ma essi sembrano non rappresentare, a differenza degli uccelli, un pericolo di diffusione ulteriore dell’infezione, in quanto la presenza del virus nel sangue è di breve durata e non abbastanza elevata da permettere agli insetti di ritrasmettere il virus (uomo e cavallo sono considerati cioè “ospiti a fondo cieco”).

Era considerata una malattia esotica

Quella che era considerata una malattia esotica (scoperta in Africa nel 1937) oggi si è diffusa nelle zone temperate del nostro emisfero (Italia compresa) con diversi focolai nel corso degli anni che, in alcuni casi, hanno provocato vittime tra le persone.

Nel 1998 in Toscana (Padule di Fucecchio) si ebbe il primo focolaio italiano che interessò solo i cavalli (14 casi clinici accertati con 6 soggetti morti) anche se a distanza di anni gli addetti alla custodia degli animali coinvolti nel focolaio risultano 81 siero positivi alla W.N.D.

Come è arrivato il virus in Italia?

L’ipotesi più probabile è che sia stato introdotto dagli uccelli migratori con viremia in atto provenienti dall’Africa, i quali hanno trasmesso, durante le soste in zone umide dell’Italia e tramite le zanzare ornitofile, il virus agli uccelli stanziali (nidificanti), creando così le condizioni per un ciclo che, grazie al passaggio dell’agente infettante da una generazione all’altra di zanzare, potrebbe diventare permanente in una certa zona (endemico).

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L’Italia, a seguito del focolaio del 1998, ha adottato un piano di sorveglianza nazionale in ambito veterinario. Nel piano sono individuate delle aree di studio, sparse su tutto il territorio nazionale, che per le loro caratteristiche ambientali (zone umide, paludose, ricche di uccelli acquatici e ad alta densità di insetti vettori) possono essere considerate idonee all’introduzione e propagazione del virus. All’interno di queste aree i Servizi Veterinari delle ASL attuano il piano di sorveglianza che si basa nella ricerca del virus negli uccelli rinvenuti morti e negli insetti, mentre nei cavalli ed in gruppi di polli adeguatamente posizionati in vicinanza delle zone a maggior concentrazione di uccelli selvatici migratori (rete di “polli sentinella”), vengono ricercati gli anticorpi contro l’agente della malattia.

La prevenzione della malattia nell’uomo si basa essenzialmente sulla lotta alle zanzare (insetticidi, bonifica ambientale) e nell’ applicazione di misure di protezione individuale contro gli insetti mentre per gli animali, oltre alla lotta contro i vettori, sono disponibili (non in Italia) dei vaccini.

West Nile Disease è stagionale e legata agli insetti

La malattia ha quindi un’incidenza stagionale legata all’attività degli insetti. Altre vie di trasmissione come trasfusioni di sangue, trapianti d’organo, via transplacentare, esposizione professionale sono certe nell’uomo. Nell’uomo, nell’80% dei casi di infezione, non si hanno sintomi, mentre nel restante 20% la malattia si presenta in forma febbrile simil-influenzale con mal di testa, mialgie, esantema, ingrossamento dei linfonodi.

In una certa percentuale di casi (1/150 casi di infezione) si può avere la forma grave con encefalomielite che può avere decorso fatale soprattutto negli anziani. Nel cavallo i sintomi sono legati alla encefalomielite (debolezza, atassia, paralisi e morte in circa il 36-40% dei casi delle forme nervose).

A causa della varietà dei sintomi clinici, la diagnosi di infezione da virus WN è esclusivamente di laboratorio.

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