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VISA: Everywhere You Want to Be

Prima della VISA – Foto H.Linde

VISA: “Everywhere You Want to Be”. Ovunque tu voglia essere, ovunque tu sia. Insomma Visa la trovi in ogni parte del mondo. Più che l’acronimo che forse si avvicina a “Visa International Service Association”, è lo slogan che traina il concetto di utilità di questo mezzo di pagamento internazionale. Internet e la sua tecnologia ha aperto a scenari sempre più ampi sotto ogni punto di vista.

Criptovaluta, block chain, bitcoin

Se qualcuno pronuncia termini come “criptovaluta”, “block chain”, “bitcoin” … non desta alcuna curiosità per il semplice motivo che siamo assuefatti ad un turbinio di parole a metà strada fra l’informatica più avveniristica e la finanza più specializzata.

Se poi ci dicono che, attraverso questi mezzi, intendono unificare le valute mondiali superando l’uso del denaro cartaceo, anche questo ci risulta familiare sebbene, sotto sotto, molti di noi pensino sia un progetto che funziona benissimo, ma sulla carta.

Quando poi si viene a sapere che qualcuno sta andando oltre il semplice progetto sperimentale, ecco che nella nostra mente si accende la classica “lampadina”.

VISA

“Everywhere You Want to Be” – foto A.Sun

È il caso della Visa, sulla cui potenza e capillarità a livello mondiale soprassediamo poiché convinti che solo chi vive completamente isolato da quella che noi chiamiamo “civiltà” non ne conosca il brand.

Negli anni passati la Visa ne ha registrato il brevetto e recentemente ha presentato il progetto, per un criptovaluta basata su una piattaforma distribuita privata ed autorizzata (per chi non lo avesse capito, quella formata dalle banche) con il compito di sostituire il denaro corrente, qualunque sia la sua valuta, con un’unica divisa valida a livello mondiale e, una volta creata e distribuita, gestirla.

Le “entità” del progetto

Il disegno si basa sulle “entità” (niente paura, sono solo computer).

Vi è un’entità o più entità centrali ed altre entità che si occupano dei vari aspetti del processo di creazione, distribuzione, gestione.A livello terminale, possono essere entità le banche centrali, gli istituti di credito e addirittura i loro sportelli bancomat.

Insomma, ogni punto è “buono” per sostituire il denaro a cui siamo abituati, con un pugno di bit.

Di per sé la notizia non è molto sconvolgente. Riflettendoci, infatti, i soldi che abitualmente maneggiamo altro non sono che una rappresentazione fittizia del nostro pugno di bit poiché, come forse sappiamo, il controvalore aureo è stato abbandonato da un pezzo.Lo sconvolgente non dipende nemmeno dal fatto di avere un qualcosa di spendibile in ogni parte del mondo (in fondo Bitcoin, Etherum e via dicendo, fanno la stessa cosa).

È un criptovaluta unica

Il “punto notevole” è che si tratta di un criptovaluta unica, che sicuramente, per la prima volta nei recenti scenari, ha la forza di imporsi sul mercato globale.

Chiunque stia pensando “Si, ma non sono gli unici …” è meglio che consideri, come già descritto, la potenza dell’attore in causa.

Visa era nel gruppo di aziende che collaborava con il colosso Facebook per lo stesso obiettivo ma sotto l’ombrello di Zuckerberg tuttavia, ad un tratto, ha deciso di “sfilarsi” e forse, oggi, è chiaro il perché.

D’altronde, alti dirigenti e manager Visa hanno le idee chiare su un futuro dove la criptovaluta porterà dei vantaggi, già in parte oggi apprezzati, come la facilitazione e rapidità dei pagamenti, la trasparenza grazie alla blockchian e molti altri aspetti più squisitamente tecnici.

C’è chi solleva dubbi

Sarebbe sciocco però soprassedere sui punti di vista degli oppositori al sistema globalizzato poiché esiste il sospetto che una valuta emessa da una rete privata, con una blockchain comunque controllata da un unico soggetto il quale risponde a logiche di mercato possa costituire un elemento “opaco” nel brillante futuro prospettato da Visa.

A dire il vero, c’è anche Master Card che tallona da vicino Visa e quindi si potrebbe sperare in una forma di concorrenza che potesse “calmierare” eventuali “eccessi” di uno die due (magari tre, quattro, cinque …) concorrenti.

Tuttavia, esiste sempre il contraltare dei famosi “cartelli” a cui le nostre cronache recenti e passate ci hanno abituati.

Di sicuro è una svolta storica

Una cosa è certa: nel bene o nel male stiamo vivendo momenti storici importantissimi ai quali nessuno storico del passato poteva anche solo immaginare e per i quali, gli storici del futuro, darebbero qualsiasi cosa pur di assistervi.

Per parte nostra, cercheremo di riportare gli eventi con la maggior neutralità possibile.