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Veronica Surrentino il talento non basta per saper volare

Veronica Surrentino - live studio
Live in studio

Con Veronica Surrentino, continuano le interviste a giovani cantanti e cantautori della musica italiana. Una settimana fa abbiamo incontrato Serena Rigacci. Prima abbiamo conosciuto artisti come Tecla, Irene Fornaciari o affermati cantautori che hanno calcato per “decenni “le scene e i teatri italici, ad esempio Tony Santagata. Visto che ci seguite in tanti e ci chiedete di continuare, proseguiamo…

“ Saper volare con i piedi per terra”

Veronica Surrentino, cantautrice e musicista romana, ha imparato a “volare” tenendo i piedi per terra, costruendo giorno dopo giorno “sul campo”, di palco in palco, la propria carriera. Veronica ci insegna la consistenza dei sogni, quelli che si fanno a occhi aperti, senza perdere di vista, prima di tutto noi stessi.

Un po’ di Veronica Surrentino

Nata a Roma il 7 dicembre ’81, da una famiglia umile che le ha insegnato la dignità e l’importanza del lavoro, scrive canzoni che partono da lontano: nascono tutte allo stesso modo, al pianoforte, in assoluta solitudine. Ballad che appartengono alla sua essenza e che sono il suo modo di esprimere quello che ha dentro. Oggi quel Rhythm and Blues, dove è cresciuta, è al servizio di un nuovo genere musicale contemporaneo e radiofonico, dove Veronica sfodera tutta la sua grinta e una voce che è difficile confondere. I suoi ultimi lavori Tranne Te e A Passo Lento, accompagnati da due video clip curati e cinematografici, mettono in risalto le sue qualità e anche un’inconsapevole bellezza, semplice e “pulita”. Veronica Surrentino che sta vivendo una delle stagioni più importanti della sua carriera artistica (presto potrà svelare un’importante novità che la riguarda), oggi si racconta per noi.

A passo lento

Hai fatto tantissima gavetta, quanto è stata importante?

È stata fondamentale. Nei live ti si chiede di fare cose che non avresti mai fatto, costringendoti ad esplorare mondi musicali che, probabilmente, non avresti considerato. Un esercizio faticoso, che però è formativo, perché ti aiuta a capire come i musicisti che lavorano con te elaborino la melodia, in un allenamento continuo. Per capire la musica, occorre farla davvero e dal vivo, con tutti gli imprevisti del caso, è sicuramente l’allenamento più formativo ed irrinunciabile. È passare dalla teoria alla pratica. Oggi conosco bene la mia voce e i miei limiti; so gestire le mie prestazioni e questo risultato lo devo all’esperienza maturata sul campo. Non si arriva da nessuna parte senza fatica, senza impegno. Questo è un lavoro, privilegiato, ma pur sempre un lavoro. Il talento da solo non basta.

Veronica, qual è il segreto del tuo nuovo percorso artistico e del tuo successo?

Mi sono svuotata l’anima, raccontando di me. Mi sono messa totalmente in gioco, volendo fare qualcosa di più potente ma anche rischioso. L’unica cosa di cui sono certa è che fosse il momento giusto e la cosa giusta da farsi. Ho lavorato tanto, cercando di costruire con tutte le mie forze quelli che erano i mei sogni di bambina. Oggi mi guardo indietro e sono felice di non avere mollato e soprattutto di aver dato tempo al tempo. Sono consapevole di avere una grande responsabilità nei confronti del mio gruppo di lavoro che non voglio deludere. Sono cresciuta con la musica, imparando ben presto che non è solo svago, ma impegno, determinazione, voglia di fare.

Avevo solo quindici anni, quando scoperta per caso, cominciai a cantare a eventi, piano bar, nelle hall degli hotel. Da subito è diventato un lavoro col quale contribuire alle spese di famiglia. Questo senso profondo di responsabilità mi appartiene e condiziona il mio modo di fare musica anche oggi. Penso che una cosa positiva del mio carattere sia quello di impegnarmi a fondo sapendo apprezzare quello che ho.

Cosa intendi per aver dato tempo al tempo?

Ho sempre cercato di non forzare i tempi. Credo che il talento, che spero di avere, la passione che sentivo fin da bambina, debbano esser coltivati. Non è mai abbastanza l’impegno e la dedizione che mettiamo nel fare le cose. Ho studiato, lavorato e fatto musica. Non ho rinunciato, grazie all’aiuto di Marco, mio marito, a farmi una famiglia diventando mamma di Sofia e Lorenzo. Non mi interessa sapere se avessi dedicato tutta me stessa solo alla carriera cosa sarebbe successo, perché so con certezza che questa sono io: Veronica Surrentino: musicista, cantautrice, mamma e moglie.

Parli sempre al plurale: quanto è importante per te il gruppo di lavoro?

Nei miei musicisti, la mia voce, trova colori nuovi e sono consapevole, con loro, di cantare meglio. Aldo Martino e Gianfranco Bonavolontà sono la mia “famiglia” artistica. Aldo, che è con me da quando avevo poco più di vent’anni, è come un fratello maggiore. In ogni cosa, anche la più pazza che ho fatto nella vita, lui c’era. Gianfranco è arrivato sette anni fa e da allora è parte di questa nostra strana famiglia.

Loro sono stati con me a prescindere dal momento, anche nei più difficili e questo è impagabile. Le mie intuizioni musicali diventano canzoni quando in studio con Aldo e Gianfranco cominciamo a suonare: è così che la musica ci guida per trovare il giusto equilibrio di parole e note. La batteria è sempre quella di Alessandro Bastianelli, amico e compagno di tanta musica. La musica è condivisione e non c’è niente di più bello che farla insieme.

In questo momento così importante per la tua carriera, qual è la tua riflessione?

Abbiamo lavorato con tanta applicazione e l’intento di raggiungere il fine che ci eravamo prefissati: suoniamo perché, questo, ci rende felici, mai esclusivamente per l’approvazione altrui. Oggi prende forma un meraviglioso e ambizioso progetto musicale in un duetto “super” con il brano di un autore sanremese per eccellenza. Sento di dovere essere grata alla vita per tutto quello che mi ha dato: sono moglie, madre e posso fare il mestiere che mi rende felice, soprattutto perché l’ho desiderato e voluto con tutte le mie forze, da sempre. Sono consapevole di avere una grande responsabilità nei confronti del mio gruppo di lavoro che non intendo deludere. Ma fiduciosa guardo a quello che verrà… a presto!