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Uomini che maltrattano le donne, punire basta?

Uomini che maltrattano le donne

Convegno sulla violenza contro le donne

Uomini che maltrattano le donne. La domanda è “punire” risolve il problema?

L’esperienza di Fondazione Somaschi Onlus con i gruppi di mutuo-aiuto per uomini maltrattanti, è un progetto pilota guidato da un’equipe specializzata, che coinvolge undici autori di violenza sulle donne in un percorso di ascolto e accompagnamento alla presa di coscienza della gravità delle azioni compiute.

“L’obiettivo è ridurre il rischio di recidiva e incentivare nuove strategie  di comportamento.”(paragrafo estrapolato da presentazione Somaschi Onlus)

Buona partecipazione di pubblico al convegno organizzato martedì 24 Settembre da Somaschi Onlus e CIPM presso la CGIL – Camera del Lavoro di Milano sul delicato difficile tema del maltrattamento alle donne che sfocia purtroppo molto spesso nel più terribile femminicidio o infanticidio a punire nella maniera più dura e dolorosa che si possa immaginare colei che ritengono responsabile dei propri stati d’animo di frustrazione.

 Molta partecipazione femminile

Molti studenti insieme a stampa e cittadini comuni, ma ancora una volta la partecipazione è stata quasi totalmente femminile, sintomo che la sensibilizzazione è difficile da ottenere e richiede un percorso e processi lunghi da attuare.

L’argomento è di quelli alquanto spinosi, dove di primo acchito prevale la rabbia, ogni rappresentante “sano” della società di fronte a un episodio di maltrattamenti, un femminicidio o infanticidio lascia prevalere nella quasi totalità il sentimento di elevata giustizia o diciamolo pure di vendetta perché trattasi di crimini difficili da metabolizzare in una società civile.

 Riflettiamo

Ma fermandoci un istante a riflettere… siamo sicuri nel nostro piccolo di non fare parte anche noi della società malata?

Siamo sicuri di non aver mai agito con parole o gesti anche se all’apparenza innocui in modo aggressivo verso chi ci sta di fronte?

Non esiste solo la violenza fisica che alla fine gravissima è la punta dell’iceberg, ma esistono tante piccole recondite forme di violenza psicologica più sottili e apparentemente invisibili altrettanto gravi e da combattere.

Le forme di sottomissione sono molteplici e spesso nemmeno la vittima riesce completamente a rendersene conto e combatterle.

Chi usa violenza contro le donne quasi sempre è recidivo, non si tratta mai di casi unici e isolati e spesso tende a replicare comportamenti e situazioni che per tutta la vita a sua volta ha vissuto.

Chi è cresciuto in una casa, dove non esiste il rispetto reciproco e la sola forma di relazione è la violenza, difficilmente potrà comprendere e mettere in pratica forme di relazione diverse da quelle che conosce divenendo un pericolo reale per le persone che vivono e interagiscono con lui.

La presenza delle autorità cittadine

Milano-Il convegno sugli uomini che maltrattano le donne

Al convegno è intervenuta anche Diana de Marchi presidente della commissione pari opportunità e diritti civili del comune di Milano a testimonianza di come il mondo politico e le istituzioni siano più sensibili ad affrontare il problema che vede in prima linea in modo diretto e importante associazioni e Onlus costituite da volontari preparati e fortemente coinvolti.

Una domanda fondamentale

La domanda che il convegno pone è davvero emblematica e dovrebbe far seriamente riflettere ognuno di noi… punire è sufficiente?

E’ sufficiente togliere dalla società per un tempo lungo o breve l’autore di crimini così efferati per avere tranquillità e libertà?

Oppure il rischio è che al termine della pena (come succede nella stragrande maggioranza dei casi) l’aggressore torni a cercare la vittima e finisca nei peggiori dei modi l’opera?

Le istituzioni sono davvero preparate e attive per affrontare l’emergenza (mondiale tra l’altro) o ancora è radicata la medievale mentalità che la vittima alla fine se la sia cercata?

Perché per quanto si stia facendo, per quanto si stia cercando di combattere e arginare il problema la mentalità arcaico/patriarcale è la pianta infestante più difficile da sradicare.

La rete antiviolenza

Fondazione Somaschi Onlus,” insieme ad altre realtà del Terzo Settore, fa parte della Rete Antiviolenza del Comune di Milano.

Nel capoluogo lombardo e in provincia gestisce complessivamente 4 centri antiviolenza principali più 3 sportelli minori.

 Solo nel 2018 queste strutture hanno accolto 345 richieste d’aiuto da parte di donne maltrattate: violenza fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking da parte soprattutto di mariti, conviventi, compagni oppure ex coniugi/partner.

Fondazione Somaschi gestisce inoltre 5 case protette dove garantisce un rifugio sicuro alle donne maltrattate, sole e con figli.” (paragrafo estrapolato da presentazione Somaschi Onlus).