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Università della Tuscia. Gli studenti e le nuove idee

Viterbo – Piazza della Rocca

Università e universitari. I giovani non si accontentano, ascoltano, studiano, ma hanno tanta voglia di confrontarsi e di proporre. Da UNITUS a Viterbo, prosegue il dialogo e l’interesse degli studenti per un nuovo domani.

La situazione della facoltà di beni culturali

Come sapete dal mio articolo precedente, sono una giovane aspirante storica dell’arte e studentessa dell’università degli studi della Tuscia di Viterbo. Sono quindi testimone e vi confesso con grande dispiacere, che il dipartimento di beni culturali e in particolar modo il corso di laurea magistrale, stenta a raggiungere un numero soddisfacente di iscritti.

Per spiegare meglio la situazione, durante le lezioni che ho frequentato il primo semestre di quest’anno, in aula raggiungevamo al massimo e nel migliore dei casi, il numero di 7/8. Ho immaginato allora che ci fossero molti studenti non frequentanti, ma non era così. Forse i professori non erano abbastanza preparati a sostenere le lezioni? No, assolutamente no! Le lezioni sono di qualità e i docenti sanno stimolare l’interesse dei propri studenti.

L’offerta formativa

Il problema potrebbe essere l’offerta formativa proposta. Sembra troppo simile al piano di studi triennale e quindi non sufficientemente stimolante per chi volesse approfondire altre tematiche durante il biennio. Inoltre il percorso postlaurea, non offre soluzioni lavorative sicure.

Certo, al giorno d’oggi fare l’università non equivale a trovare lavoro immediatamente dopo, tuttavia avere contatti con associazioni culturali, musei, gallerie, studi di artisti e curatori aiuterebbe ad alimentare la speranza.

Addirittura si vociferava, spero siano solo voci infondate, di chiudere il dipartimento di beni culturali che comprende storia dell’arte e anche archeologia, discorso a parte va fatto per la facoltà di restauro che invece vanta parecchi iscritti, al contrario dei pochi del dipartimento. Certo è, che quando venne inaugurato era uno dei primi in Italia e le aspettative erano completamente diverse.

Un esempio positivo dalla Viterbo University

Come potrebbe migliorare la mia facoltà? Svolgendo un po’ di ricerca ho scoperto un’università nel Wisconsin, nel Midwest degli Stati Uniti: La Viterbo University, che propone un interessante programma culturale che coinvolge studenti e mondo dell’arte. Tuttavia l’università italiana non dispone di illimitati spazi e né tantomeno di cospicui finanziamenti come molte università straniere.

Ne sono consapevole, ma preferisco ispirarmi a chi è riuscito a creare qualcosa di innovativo perché è nel mio modo di essere e anche di diversi miei amici e colleghi di studio che condividono questo modo di pensare, cercare di migliorare, malgrado siano pochi i mezzi disponibili.

Per intenderci il campus è provvisto di un fine art center (un centro per belle arti) composto da teatro, aula audiovisiva, studi musicali, laboratori, studi d’artista per dipingere, studi di grafica e design, spazi espositivi per mostre dedicate ad artisti internazionali, ma anche docenti e studenti con talento artistico che ne facciano richiesta.

Gli obiettivi della Viterbo University

Infatti uno degli obiettivi principali della Viterbo University è proporre esperienze artistiche di alta qualità, allo scopo di formare e alimentare la creatività nei giovani, in questo modo gli stessi giovani saranno in futuro, i primi sostenitori dell’arte.

 Il proposito mi sembra straordinario e coinvolgente. In un Paese come il nostro, dotato di un patrimonio artistico-culturale unico, di grande pregio e invidiato da tutto il mondo, l’impegno di tutti dovrebbe essere dedicato alla valorizzazione di questi beni, infondendo nelle nuove generazioni l’essenza del valore dell’arte e la coscienza giusta per la sua tutela.

L’idea

Anche la nostra università potrebbe pensare a qualcosa di simile.  Gli spazi ci sono. A Viterbo l’università ha acquisito numerosi stabili, un tempo di proprietà della chiesa, come ex conventi o spazi pubblici. Spazi perfetti per cominciare ad allestire almeno una sala espositiva per mostre, peraltro a costi ridotti. Gli studenti di beni culturali sarebbero sicuramente ben lieti di organizzare l’evento. Anche di mettersi alla prova come curatori e allestitori. I giovani artisti sarebbero poi invitati ad esporre le loro opere e a tenere conferenze.

Segnali di speranza

È notizia degli ultimi giorni che il rettore della nostra università, Stefano Ubertini, ha ottenuto un ingente finanziamento di 8 milioni per potenziare gli spazi ai fini di migliorare la didattica e la ricerca. In particolare ha fatto riferimento alla riqualificazione di alcuni spazi del campus Riello, che ospita la facoltà e al ripristino dell’ex caserma Palmanova.

Inoltre ha aggiunto la possibilità di realizzare un grande Auditorium e uno spazio polivalente all’interno della caserma da destinare a esposizioni, rappresentazioni teatrali e artistiche, incontri, conferenze. Il progetto darebbe sicuramente nuovo impulso alla cultura e all’arte perciò mi auguro davvero di vederlo realizzato!