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Una settimana particolare: nel cuore dell’area terremotata

Una settimana particolare, un viaggio nel cuore dell’Italia ferita – Foto U.Bohor

Una settimana particolare, per la nostra Maria Arancio. Ci racconta un viaggio speciale tra borghi e paesi dell’Appennino, attraversando le zone colpite dal terremoto, per finire sull’Adriatico a Cesenatico. Un’altra storia che Maria ci racconta, ma in questo viaggio ci fa conoscere anche qualcosa in più di lei.

Una settimana particolare: Gubbio

Gubbio: l’albero di Natale sulla montagna

Gennaio 2017. Le nostre vacanze iniziano il giorno prima della befana. La prima tappa è Gubbio. Ho appuntamento con alcune amiche del gruppo “Le camperiste italiane”, che ci aspettano in un’area di sosta di Gubbio, a pochi passi dal centro.

Eccole nell’area di sosta, ci sono loro e anche altre “Pon Pon”.

Arriviamo, ci sistemiamo, salutiamo le altre “Pon Pon”. Pranziamo e subito dopo puntiamo a fare un giro in paese.  Già in lontananza si vede l’albero di Natale più grande del mondo, è qualcosa di spettacolare, tante lucine colorate a forma di albero di Natale lungo tutta la montagna. Ci sono tante cose che vediamo su internet o in televisione, ma dal vivo è tutta un’altra cosa!

 Passeggiamo lungo le vie del paese. Presepi viventi riempiono Gubbio. Negozietti sfiziosi di cibo, di tanti buoni prodotti: dalle lenticchie alla carne. Viene appetito solo a vedere le vetrine, ma meno male che è già ora di cena e allora entriamo subito in un locale a gustarci i piatti umbri, magari insaporendoli con un po’ di tartufo tipico della zona. Si usa aggiungerlo in tante ricette.

Partiamo per Spello

Il giorno successivo, salutiamo alcune “Pon Pon” che tornano a casa. Siamo davvero in tante e in ogni parte d’Italia! Noi invece, ci dirigiamo verso Spello.

Troviamo un parcheggio sotto le mura. Spello è un piccolo paesino nel Perugino, molto carino.E’ uno dei borghi più belli d’Italia, è bandiera arancione, cioè, si fregia del marchio di qualità turistico-ambientale. La giornata è serena e da una delle piazzette, riusciamo a vedere un panorama bellissimo.

Non manca neppure, la mia mezzora dedicata ai souvenir e infatti come abitudine o tradizione, come preferite voi, acquisto, ma non chiedetemi perché, delle calamite. Per me e per i miei famigliari.

La meta della solidarietà

In questa settimana, c’è una tappa a cui non voglio fare a meno e a cui tengo tantissimo.

Da un anno circa con il gruppo “Gli Sfollati Allegri” seguiamo e aiutiamo i terremotati delle Marche e del Lazio. Assieme a una persona a me molto cara, abbiamo consegnato cibo, abbigliamento, lavatrici, frigo, condizionatori, abbigliamento, libri e giochi per bambini.

Vi garantisco, che basta davvero poco per sentirsi meglio. Basta farlo con il cuore. Provate anche voi, non ve ne pentirete!

A San Severino nelle Marche, ci aspetta la mia amica virtuale Francesca Forconi. Finalmente ho avuto modo di conoscerla. È come la immaginavo. Una persona dolce, forte ma al tempo stesso un po’insicura. Ci racconta come si vive lì e lo fa presentandoci anche una coppia, marito e moglie, ormai su di età, costretti a vivere in una roulotte. La loro casa è distrutta e non possono fare nulla per rimetterla a posto.

Francesca ci porta ancora in giro nel suo paese, alcuni palazzi e case sono rovinate dal terremoto. Il centro è invece intatto, per fortuna e così anche Piazza Del Popolo, bellissima e a forma di fuso, che mantiene integro il suo patrimonio di storia.

Lasciamo San Severino con il cuore a pezzi. Questo è il primo paese che vediamo (e non sarà L’ultimo di questo viaggio) distrutto dal terremoto del 2016.

Proseguendo lungo le zone del terremoto

Il nostro viaggio, di questa settimana particolare, prosegue ancora nelle zone colpite dal sisma dell’Italia Centrale e il nostro percorso prosegue con alcuni compiti che ci siamo prefissi.

Una settimana particolare tra rovine e distruzione ovunque

Attraversiamo Castelraimondo, sempre in provincia di Macerata, per salutare Alice, una ragazza solare con i capelli corti e molto allegra nonostante tutto.

Ripartiamo per Visso. Si uno dei centri più colpiti dal sisma. Li ci aspetta Salvatore un pediatra del posto, a lui consegniamo dei giocattoli per i bimbi. Con Salvatore ci avviciniamo alla zona rossa, ma non troppo, anche perché è anche vietato entrare.

Ora è il momento degli acquisti di prodotti locali. Niente calamite qui, ma pane fresco, lenticchie della zona, frutta e verdura dei Sibillini. Ne acquistiamo anche da un ragazzo, che avendo avuto il negozio devastato, vende la verdura su un furgoncino nella piazza semidistrutta a Visso.

Acquisto pure delle marmellate di cipolla (moltoooo buone) minestrone di legumi, polenta e tanto altro, anche per altre amiche.

E la sera cucino e faccio una ministra con le lenticchie appena acquistate.

Ora Norcia

La nostra prossima meta è Norcia. Aspettiamo le 12 per poter fare la strada più corta senza dover fare un giro lunghissimo.

Però è aperta solo a determinati orari. Così facciamo un salto a Ussita. Altro paese distrutto. Ci restiamo giusto per un caffè, e torniamo a Visso. Finalmente passiamo, la montagna ha franato, per questo è percorribile a orari. La strada per Norcia è una strada poco trafficata, siamo in mezzo ai monti sibillini. Preci, Piedivalle, Campi. A sinistra in alto vedo Castelsantangelo sul Nera. Altro paese colpito dal terremoto. 😢

 Arriviamo a Norcia e, lasciato il camper, ci accingiamo a fare due passi dentro le mura, sono tutti edifici storici, nonostante i tanti terremoti. Sarà anche la pioggia, ma qui è quasi tutto chiuso, mentre è sempre visibile, una famigerata zona rossa. Acquistiamo salumi e altre cose in un negozio che troviamo aperto e decidiamo di cambiare regione. Saliamo sul camper.

Amatrice: a cena da Marcella

La versione più “contadina” della amatriciana: La Gricia

Ripartiamo per Amatrice. Andiamo a incontrare un’altra amica che ci aspetta. Si chiama Marcella. Vive nelle SAE, che sono quei moduli abitativi, comunque delle casette ecco. Prima di andare a casa sua, abbiamo acquistato pane e pomodoro ad Amatrice, anche qui c’è la maledetta zona rossa. Dove una volta c’era un campanile, ora ci sono solo macerie e transenne.

La cena dura fino a tarda sera con lei e suo marito, ma non abbiamo mangiato la matriciana col pomodoro. Marcella ha voluto cucinare quella che facevano i contadini una volta. Si chiama Gricia. E forse è ancora più buona dell’amatriciana. Dormiamo nel piazzale del Parcheggio auto delle SAE. Ci svegliamo al mattino che le cime dei monti sono innevate, l’aria è fredda, ma il panorama è mozzafiato.

Mi pento di non avere visto quelle zone prima del terremoto. Salutiamo Marcella e ripartiamo.

Ancora una tappa nel Lazio e poi verso l’Adriatico

Andiamo a Canale Monterano, un comune italiano di 4 093 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. Canale Monterano è il nuovo borgo di Monterano, oggi città fantasma.

E lì ci mangiamo una buonissima pizza con Erica e la sua splendida famiglia. Erica ebbene sì, è un’altra “PonPon”, lo sapete che siamo in tante circa 4.500. No?

Notte in area di sosta attrezzata e via cambiando direzione. Le vacanze stanno per finire e iniziamo a risalire, non prima di un’altra breve sosta a Terni, per salutare amici camperisti conosciuti in Calabria l’anno prima.

Ora puntiamo decisi verso il mare adriatico a Cesenatico. Ci arriviamo tardi, giusto in tempo per andare a nanna.

La mattina dopo facciamo mettiamo i piedi in spiaggia per far correre un po’ i nostri cani. Visitiamo Cesenatico. Lungo il canale ci sono delle barche con il presepe marinaro, molto particolare e accattivante.   A pranzo mangiamo la pizza nel ristorante di fronte all’area, consigliato dal gestore. Era l’ultima tappa del nostro percorso. Abbiamo visitato luoghi tristi dove la natura ha scatenato la sua forza, ho incontrato persone che conoscevo solo virtualmente.

Una settimana particolare nel cuore

È stato un viaggio istruttivo e un’esperienza indimenticabile sotto molti aspetti. Se avete la possibilità di andare, fatelo. E acquistate prodotti di quei posti.