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Un po’ di storia: così è nata la Conference League

Siamo alla terza edizione e nelle prime due le protagoniste sono state Roma e Fiorentina. Parliamo della Conference League, la competizione europea per club più giovane, inaugurata nella stagione 2021/2022 ma già estremamente ambita da tanti club, nonostante non si tratti di una competizione di prim’ordine in ambito europeo. Ma questo è relativo e a competere sono talvolta dei club ricchi di storia e successi. Quest’anno i pronostici e le quote sulla Conference League indicano come favoriti per la conquista della coppa l’Aston Villa, la Fiorentina (già finalista nella scorsa edizione) e il Lille. Ma come mai l’UEFA ha deciso di creare una nuova competizione per club? Quali sono state le motivazioni alla base della scelta di organizzare un ulteriore torneo internazionale?

Facciamo un breve cenno di storia della competizione e iniziamo con un po’ di orgoglio nazionale. Sì, perché la prima edizione l’ha vinta la Roma di José Mourinho, giunta in finale contro il Feyenoord e decisa al 32’ del primo tempo da un gran gol di Nicolò Zaniolo. L’anno successivo, nella stagione 2022/2023 il percorso della coppa si è ancora tinto di tricolore perché in finale è riuscita ad arrivare la Fiorentina di Vincenzo Italiano contro il West Ham. La vittoria della coppa era davvero a un passo con il gol di Jack Bonaventura al 62’, che aveva recuperato il momentaneo vantaggio firmato da Mohamed Benrahma. Al 90’ è però arrivato il gol vittoria di Jarrod Bowen che ha spento le speranze viola portando così la coppa nella bacheca della squadra inglese.

Conference League: il trofeo
Di Totti – Opera propria (CC BY-SA 4.0)

La Conference League, come nasce

Nel 2015 la UEFA decise di aggiungere una terza competizione continentale per club, a cui potevano accedere i club non qualificati in Europa League e le squadre non qualificate alle fasi finali della Europa League e non qualificate nei preliminari di Champions League. Fu sostanzialmente creata per questioni di marketing ed economiche e per assicurare che tutte le 34 federazioni nazionali di calcio fossero rappresentate in uno o più tornei. Ed inoltre è un’occasione per un più ampio ventaglio di squadre di confrontarsi in un torneo europeo. Così la decisione fu assunta e annunciata nel 2018, durante il sorteggio per le qualificazioni all’Europeo 2020.

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La Conference League, il format

Le partite di Conference League si giocano il giovedì, lo stesso giorno delle gare di Europa League, competizione dalla quale riprende l’inno. Si inizia con quattro turni di qualificazione che poi portano ad una fase a gruppi composta da 32 squadre divise in otto gironi. Le capoliste dei raggruppamenti si assicurano il passaggio agli ottavi della competizione mentre le seconde classificate si scontrano in un turno eliminatorie contro le terze di Europa League. Concluso questo turno si passa così al sorteggio per i definitivi ottavi di finale della competizione.

Fino alla finale, inoltre, si contano 141 partite giocate nell’arco di 15 settimane, e alla fine la squadra che sarà in grado di sollevare la coppa del torneo avrà il diritto di partecipare all’Europa League della stagione successiva. Un format impegnativo, che aumenta gli impegni andando a incidere anche sui consumi calorici e metabolici di un calciatore. Ma nonostante questo vince l’adrenalina e la voglia di vincere di uno sportivo, con le squadre che non lasciano nulla di intentato, come dimostra il grande agonismo che si consuma ogni giovedì sera.

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