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UFO o UAP, siamo alla vigilia delle prime ammissioni?

UFO o UAP: le prime ammissioni?

L’acronimo UFO non va più di moda. Oggi è più politically correct usare altre denominazioni, come UAP, unidentified aerial phenomena (fenomeno aereo non identificato). UFO o UAP, siamo alla vigilia delle prime ammissioni?

Resta comunque il fatto che nessuno sa veramente cosa siano, a prescindere dall’etichetta che gli si voglia attribuire. Comunque qualcosa oggi, nell’aria c’è e non solo in senso letterario.

 Quanto tempo è passato dalla prima documentazione effettiva su questi avvistamenti…era il 17 aprile 1897.

La questione si riaccende in queste ultime settimane.

Sono stati infatti pubblicati, sembra per errore, tre video che mostrano strani oggetti in volo su differenti cieli degli USA.

La caratura dei protagonisti degli avvistamenti, piloti dell’aviazione militare statunitense e, soprattutto, il tipo e la qualità degli strumenti utilizzati, avvalorano la validità dei filmati.

Naturalmente questa non è un’ammissione di “colpevolezza” da film poliziesco.

Semplicemente si dice che “c’era qualcosa”. Tuttavia questo “qualcosa” va a sommarsi a molti altri risultati indiziari ottenuti da indagini più o meno note in ogni parte del mondo, che terminano tutte in una direzione per noi impossibile da investigare.

Ricordiamo ad esempio il Blue Book Project dove, sempre lUSAF, ha studiato il fenomeno UFO (noi siamo tradizionalisti) dal 1947 al 1969 producendo risultati “interessanti” ma tutt’altro che definitivi.

Dunque cosa sono?

Proviamo a fare due considerazioni.

Per buona parte della sua storia, l’uomo ha pensato di essere unico per qualunque cosa, salve poi doversi ricredere.

E’ accaduto quando credeva di trovarsi al centro dell’universo, poi ha capito di vivere su un pianeta nemmeno al centro del proprio sistema.

Pensava inoltre di essere la specie più importante sulla Terra, salvo poi accorgersi di trovarsi in una specifica “casella” evolutiva come qualsiasi altro essere vivente.

Alcuni dicono che sia la specie più intelligente e, in effetti, nomi come Gutemberg, Galileo, Turing Saben, contribuiscono ad accreditare l’ipotesi.  Di contro, molti altri nomi tra politici, militari, manager e vari altri personaggi appartenenti a ogni casta, sembrerebbero suggerire il contrario.

E’ una questione ancora aperta.

Uno degli ultimi tabù, consiste nel credersi l’unica specie vivente della galassia (per non dire universo). Anche qui, le recenti scoperte astronomiche iniziano a erodere l’assioma.

Vero è che la scienza deve basarsi sui fatti, ma è altrettanto vero che spesso buona parte della comunità scientifica si “ingessa” su posizioni “consolidate” chiudendosi a qualunque idea nuova.

Ma i fatti indicano un numero grandissimo di pianeti potenzialmente abitabili e, almeno in uno, è stato “visto” vapore acqueo.

Quindi la vita esiste

Quindi è facilissimo (per non dire certo) che la vita esista. Si tratta solo di attendere e, come in ogni campo, alla fine ne sarà annunciata la scoperta.

Ma le distanze interstellari sono enormi, ed è impossibile percorrerle in tempi ragionevoli.

Verissimo, ma è impossibile per noi, ora.

Forse il termine “impossibile” dovrebbe essere sempre accompagnato dalle paroline: “al momento”.

Forse è meglio evitare luoghi comuni del tipo “era impossibile attraversare i mari, volare nell’atmosfera, raggiungere lo spazio o ricavare energia dall’atomo”.

I lettori “senior” ricorderanno sicuramente la tv in bianco e nero, il fatto di alzarsi e premere dei pulsanti sull’apparecchio per cambiare canale. Tutti noi (senior) abbiamo lavorato su PC dotati solo di dischetti da 5,25 pollici con 360 k o 1,2 MB di memoria.

Non è lontanissimo il giorno in cui abbiamo salutato “festosi” gli hard disk da 20 MB.

Quanto poi a strisciare un dito o dettare comandi a un dispositivo portatile in grado di metterci in comunicazione con il mondo …

Riflettiamo

Nessuno, comunque, sottostima le argomentazioni avverse alla teoria ufo.

E’ vero che le specie senzienti potrebbero non essere tante.

Potrebbero essersi già estinte, o essere troppo primitive anche solo per le telecomunicazioni.

Siamo certi che vi siano avvistamenti frutto d’illusione ottica, fenomeni naturali, isteria collettiva o abili manipolazioni così come siamo certissimi che vi siano apparecchi sperimentali.

Su questo, tuttavia, bisogna fare una riflessione.

Le apparizioni sembrano superare i limiti della tecnologia più avanzata.

“Per forza” – si dirà – “sono aerei sperimentali”.

Bisogna però considerare che queste caratteristiche hanno sempre contrassegnato gli UFO.

Venti, trenta, quarant’anni fa, secondo i rapporti, gli oggetti non identificati acceleravano, viravano, sparivano rapidamente alla vista come oggi.

Sembra quindi improbabile che, posto che qualcuno abbia potuto sviluppare una così potente tecnologia in assoluto segreto, la stessa non sia stata impiegata su larga scala e quindi scoperta.

Palla al centro, dunque?

Dovremmo rispondere “si”, ma preferiamo porla appena fuori dell’aria avversaria, in posizione di “tiro” che, speriamo, giunga nel corso della nostra vita così come abbiamo avuto il privilegio di assistere a molti altri “tiri” egualmente importanti per l’uomo.