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Tutto in un minuto … di silenzio!

La riflessione nelle scuole per le giovani vittime di Capodanno

Avvio del 2026 funestato dalla tragedia di Capodanno, che, in località Crans Montana, in Svizzera, si è abbattuta sugli adolescenti intenti a festeggiare nel locale Le Constellation l’arrivo del nuovo anno. Per molti dei quali, compresi sei nostri connazionali, non hanno potuto continuare a vedere.

minuto di silenzio - foto di impatto
Tutto in un minuto … di silenzio!

Su indicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in data 8 gennaio, all’indomani del rientro in classe degli studenti dopo le vacanze natalizie, in tutte le scuole italiane, in memoria delle giovanissime vittime dell’incendio, è stato osservato un minuto di silenzio, scandito in apertura e in chiusura dal suono della campanella. In questa circostanza, gli Insegnanti su invito dei Dirigenti Scolastici hanno approfondito il tema altamente civico della sicurezza, centrato soprattutto sull’importanza della prevenzione dei rischi.

Riflessioni sulla sicurezza e prevenzione rischi

Come Preside di un Istituto Comprensivo, la cui tipologia di utenza prevede alunni di diverse età, oltre che studenti in particolari situazione di fragilità, anche emotiva, ho chiesto ai Docenti delle scuole primarie e della scuola secondaria di primo grado di calibrare le riflessioni da sviluppare tenendo conto delle diverse sensibilità e dell’eventuale presenza di situazioni di disagio psicologico, affinché le considerazioni condivise potessero diventare per tutti una dolorosa ma significativa lezione di educazione civica, scongiurando così la possibilità che gli argomenti trattati potessero costituire un’ulteriore causa di turbamento nei ragazzi, sicuramente già molto colpiti dalle notizie trasmesse dai media.

Nell’impossibilità di partecipare a questo momento in tutte le classi, ho scelto di presenziare nelle cinque terze della Scuola media, formate quindi dai nostri alunni più grandi, che si apprestano ad affrontare la svolta del passaggio al secondo ciclo d’istruzione, che li affaccerà sulla vita adulta, alcuni dei quali hanno la stessa età delle vittime e tutti gli altri vi sono comunque assai vicini.

Il valore dell’autotutela e il bene della vita

Ho pensato a lungo alla modalità con cui avrei introdotto il minuto di silenzio, decisa ad evitare sia la retorica che il taglio giornalistico. Alla fine, ho scelto di presentare quella brevissima ma intensa e difficile pausa della lezione in corso, insieme all’Insegnante Prima Collaboratrice e ai Docenti in aula, come una tragica ed impegnativa opportunità per fermarci a riflettere insieme sull’importanza dell’autotutela per salvaguardare il bene più prezioso che abbiamo: la vita.

Non la qualità della vita, la vita da realizzare, con i problemi e le aspettative, ma la vita e basta, la vita in se stessa, che siamo chiamati tutti i giorni a tutelare da rischi che possono anche annidarsi nelle situazioni apparentemente più innocue o, addirittura, festose, come è avvenuto ai ragazzi spensierati al bar di Crans Montana. Mi è sembrato un approccio utile, non per creare allarmismi, ma per focalizzare un riconoscimento all’esser-ci, a tutte le età ma a maggior ragione nella fase in cui l’energia vitale è alle stelle, quale valore inestimabile che spesso dimentichiamo, sepolto sotto strati di impegni, attese, successi ed insuccessi.

Autonomia e responsabilità dei giovani studenti

Ho ritenuto fondamentale ricordare anche il dolore incommensurabile che stanno provando, e che probabilmente continueranno a provare fino alla fine dei loro giorni, i genitori dei giovani che non si sono salvati dal rogo di Capodanno, comprese le famiglie dei molti adolescenti che stanno lottando per la sopravvivenza in ospedale.

Gli alunni delle medie si accingono a disporre di sempre maggiore autonomia, che inevitabilmente accrescerà la preoccupazione dei genitori per ritardi, nel ritorno a casa, non annunciati, per uscite giustamente sempre più indipendenti, come è successo in ogni generazione: è opportuno che i ragazzi siano consapevoli che l’aumento della libertà personale deve corrispondere all’incremento del senso di responsabilità.

Sono state riflessioni molto semplici, quasi sommesse, quelle hanno preceduto il minuto di silenzio, ma dalle espressioni che ho scorto negli sguardi degli studenti siamo legittimati a coltivare la speranza che possano aver suscitato in loro una rinnovata consapevolezza dell’importanza di volersi bene, mettendo in atto tutte le misure di autotutela, atte non solo a proteggersi, ma ad avere cura di chi vuole il loro bene, perché chi ha donato la vita o se ne è fatto carico non debba essere esposto all’insostenibile perdita di questo dono.

Poi, è suonata la campanella, che, per una volta, non ha scandito l’avvicendarsi delle materie di studio, ma ha auspicabilmente scosso giovani coscienze.

Pubblicato il: 23 Gennaio 2026
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