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Tra hacker, cracker,lamer, ecco il biohacker!

Biohacker

Tra hacker, cracker,lamer, ecco il biohacker! Ecco dopo “l’astronauta fai da te” è l’IA” ci mancavano questi.

Hacker e le varianti

Ognuno di noi sa cos’è un hacker, forse non ne conosce tutte le sfumature (cracker, lamer,  …),  ma sicuramente identifica subito una persona che viola i sistemi informatici per fini propri o filantropici. Meno conosciuta è invece la figura del biohacker.

La figura del biohacker

Quello biohacker è un movimento che si prefigge di migliorare le prestazioni del corpo umano attraverso l’uso di sostanze biochimiche e/o l’inserimento nel corpo di ritrovati tecnologici, il tutto creato bypassando i canali usuali, case farmaceutiche, laboratori di ricerca … normalmente preposti a questo tipo di attività.

L’idea del laboratorio biochimico in garage prende le mosse dagli ambienti che ospitarono le attuali aziende leader, una per tutti Apple e, a questo proposito, Bill Gates ha recentemente dichiarato in un’intervista che, se tornasse giovane ora, il suo interesse sarebbe al bioacking.

Come l’open source nell’informatica

Questi laboratori, a parità del software open source, sono aperti a tutti e rappresentano, almeno nella loro concezione ideale, ciò che l’open source rappresenta nell’informatica.

L’aspetto più evidente del bioacking è costituito dalla componente tecnologica come microchip installati sotto la pelle, occhi “bionici” in grado di vedere attraverso la nebbia o al buio e ogni altro elemento che possa non solo supplire alle “carenze” del corpo ma potenziarlo.

Ad esempio una start up americana sta progettando armi che sparino solo in presenza di un codice contenuto in un microchip inserito sottopelle nella mano (tra il pollice e l’indice) del loro proprietario mentre esiste già la possibilità  di aprire una serratura o avviare un’auto senza chiavi con l’ausilio dei dati contenuti in un micro-chip sottocutaneo (il cui costo di “installazione”, compreso di piccolo intervento, costa attorno ai 90 euro)  o di attivare altri device quali fotocopiatrici, ascensori … ma sono tantissime le cose rese possibili attualmente.

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I laboratori free

farmaci o ritrovati creati ad hoc nei chiamiamoli, laboratori free.

In qualunque modo i bioacker pensino di conseguirlo, l’obiettivo è di prolungare la vita media rendendo il corpo efficiente sino all’ultimo giorno. Il tutto, cosa quantomeno degna di nota, al di fuori dei “diktat” dei mercati settoriali.

Il desiderio ultimo è però quello di ottenere la vita eterna, ma qui ci si deve fermare.

A queste idee si può sorridere, accoglierle con scetticismo, rifiutarle in blocco ma bisogna tenere presente che, nonostante gli ostacoli sembrino insormontabili, è facile auspicare un loro superamento come problemi apparentemente insormontabili sono stati affrontati e superati nel passato. Una legge più chiara, un preciso protocollo, maggiore trasparenza, la tecnologia sempre più accessibile … possono gettare la luce della fiducia, dove ora regnano, anche giustamente, le tenebre del sospetto.

Lasciando perdere i luoghi comuni relativi a computer, cellulari, mezzi spaziali, chi di noi avrebbe detto, solo cinquant’anni fa, che un normale cittadino avrebbe potuto acquistare un pallone meteorologico e spedirlo, munito di telecamera, nella stratosfera per avere immagini della Terra?

Certo che, tra hacker, cracker,lamer e il biohacker, farsi un laboratorio biochimico in cantina non è come inviare un pallone sonda nell’alta atmosfera, ma porre dei limiti sapendo quali sono stati i nostri progressi anche solo negli ultimi trent’anni, è almeno imprudente.