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The Horizon We Look At. Fotografia, ambiente e sociale

The Horizon We Look At - Iacometti foto
Raoul Iacometti – “Climate action”

The Horizon We Look At 

Si è inaugurata lunedì 11 ottobre 2021 alle ore 18.00 a Palazzo Castiglioni (corso Venezia 47, Milano) la mostra fotografica The Horizon We Look At, dove resterà fino a venerdì 22 ottobre.

Nell’ambito della sedicesima edizione del Milano Photofestival, Fondazione 3M (istituzione culturale permanente di ricerca e formazione e proprietaria di uno storico archivio fotografico di oltre 110 mila immagini) ha portato nel bellissimo palazzo milanese una collezione incentrata sui temi della sostenibilità legata alla natura. The Horizon We Look At vuole rappresentare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite ed esplorare il futuro della sostenibilità ambientale e sociale.

La vera sfida

Interpretare i diciassette obiettivi del progetto di sviluppo sostenibile voluto dai paesi dell’Onu è stata una vera sfida. Perché, se le parole hanno il vantaggio di poter descrivere analiticamente i temi, la fotografia non può che farlo in modo sintetico. Si è così deciso di scegliere, e in alcuni casi far realizzare appositamente, immagini capaci di catturare l’attenzione e indurre l’osservatore a riflettere sui messaggi cui alludono. Anche le opere che sembrano più descrittive presentano elementi di complessità tutte da scoprire. Molte foto infatti fanno ricorso alla simbologia. Dall’abbraccio dell’adulto al bambino per sottolineare l’aspetto emotivo di un’educazione non solo istituzionale. L’uovo con spine acuminate per ricordarci quanto sia dura la lotta contro la fame.

The Horizon We Look At - esposizione
Interno dell’esposizione a Palazzo Castiglioni a Milano

17 messaggi e 17 foto

I 17 messaggi sono iportantissimi, e le 17 foto sono afferenti ad ambiti molto diversi dallo still life alla street art, alcuni veicolati da immagini di danzatori. La Danza diventa simbolo e veicola un messaggio trasversale, in modo potente ed immediato. Del resto quello tra danza e fotografia è un rapporto fecondo, complesso. Basato, oltre che sulla tensione tra effimero e permanente, su quelle di movimento e immobilità, e tra corpo e immagine. Tensioni che non si pacificano nella logica delle opposizioni. È un rapporto che si declina in modo differente nelle diverse culture. “Catturare” il movimento, comporta tanta pratica ma la difficoltà principale è quella di riuscire ad esprimere tramite una foto, quello che i gesti vogliono comunicare. 

Le opere esposte

Benedetta Pitscheider – “Gender equality”

Ci sono riusciti benissimo Benedetta Pitscheider (fotografa milanese che nel 2010 si è specializzata in fotografia di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala), il cui scatto realizzato durante una live performance rappresenta la Gender Equality o parità delle opportunità di genere attraverso la postura della coppia ritratta, mentre Raoul Iacometti,  facendo emergere un corpo femminile da un terreno desolato e ponendone un’altro fra le fronde di un albero, vuole simboleggiare il rapporto empatico dell’essere umano con la natura.

La mostra, che ha in programma un’esposizione a Roma e probabilmente in altre capitali europee, è a ingresso gratuito. Orario 8.30-18.00, dal lunedì al venerdì.