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Templari e stupefacenti misteri celati in paesi sperduti

Templari - cavaliere
Il passato misterioso – By Y. Ceron

Templari in Valnerina

Sembra strano, ma a volte anche i borghi più sperduti possono nascondere stupefacenti misteri del passato. E’ il caso di un piccolissimo centro della Valnerina, in Umbria, di nome San Mamiliano. Quello che sorprende, in questo caso, è il gran numero di reliquie possedute dagli abitanti del paese. Com’è possibile che tanti preziosissimi cimeli sacri si trovino in questo luogo?

Il potere dei cavalieri templari

Per cercare una spiegazione, bisogna chiamare in causa i cavalieri templari, un ordine religioso combattente, nato nel 1118 a Gerusalemme. I templari diventano ben presto molto ricchi e potenti, prestano e custodiscono denaro, sono i primi a usare le lettere di credito. Persino un paese importante come la Francia si indebita profondamente con l’ordine. Così, nel 1307, Filippo IV il Bello, re di Francia decide di cacciarli dal territorio francese e annullare (di conseguenza) ogni debito. I templari si sparpagliano tra Inghilterra, Spagna e Italia portando con sé i loro “tesori”, cioè le reliquie sacre che consideravano molto più preziose del denaro.

Reliquie di grandissimo valore

Giovanni Tomassini, uno studioso appassionato di storia locale, si accorge per primo che le reliquie, gelosamente custodite dagli abitanti di San Mamiliano ed esposte solamente in occasione delle processioni religiose, sono, in vero, di grandissimo valore. Nel piccolo borgo sopra a Ferentillo (non lontano da Terni) ci sarebbero un pezzo della santa croce, un calice d’oro da mezzo chilo e un ostensorio d’argento. Secondo lo studioso (che ha dedicato a questo tema il libro “Gli ultimi custodi del tesoro templare”), le reliquie sarebbero appartenute all’ordine del tempio. Durante la fuga, infatti, è molto probabile che si siano stabiliti nel complesso conventuale, ormai distrutto, di San Giovanni e nel castello di San Mamiliano. Questi sembrano essere stati dei perfetti nascondigli per i loro tesori, custoditi e tenuti nascosti per secoli dagli abitanti, che in seguito ne sono venuti in possesso. 

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Simboli esoterici

Tuttavia le circostanze misteriose sembrano non finire. A Ferentillo, a poco meno di dieci minuti di macchina da San Mamiliano, sono stati scoperti degli strani simboli presenti sugli affreschi e sulle colonne della chiesa di Santa Maria. I simboli (tra cui squadra e compasso, cerchio e quadrato), che Tomassini ha individuato come esoterici e massonici, sembrano però avere un legame con i templari. Ma quale se la massoneria iniziò a esistere solo nel XVIII secolo?  Tutto si spiega con il fatto che nel 1484 Papa Innocenzo VIII permette alla famiglia Cybo, di acquistare il feudo dell’abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo.

Questi, una volta impossessatisi del luogo, fanno ristrutturare la chiesa (in precedenza tempio pagano) e ne commissionano gli affreschi. Perciò i simboli esoterici sono certamente riconducibili a loro. I Cybo, secondo alcuni studiosi, sarebbero stati una delle più potenti famiglie a far parte della cosiddetta “proto massoneria”, cioè il nucleo originario di quella che sarà la vera massoneria. Ma non è tutto: anche l’ordine dei templari (a detta di alcuni nuovi studi), una volta sciolto definitivamente, sarebbe confluito nelle società segrete.

Negli affreschi si identifica il Sacro GRAAL

Templari - Sacro Graal
Il Sacro Graal – By Ferruccio-Zanone (lic. CC-BY-SA-2.0)

Inoltre, osservando gli affreschi rappresentanti e partendo da est troviamo in successione: il Santo Sepolcro e Gesù maestro. San Rocco. Sant’Antonio da Padova. Sant’Antonio Abate e Santa Lucia. Lo studioso, prendendo la prima lettera del nome di ogni santo, ha individuato la parola S. GRAAL. E non può trattarsi di un caso ma di una chiara dichiarazione d’intenti. Tomassini intuisce che la relazione tra i Cybo e i templari sia proprio da ricercare nelle reliquie. Ossia che la potente famiglia nobiliare abbia ottenuto il feudo di Ferentillo, con l’intenzione di impossessarsi delle ricchezze lasciate dai cavalieri templari. Gli affreschi della chiesa sarebbero poi stati un omaggio a questa confraternita che tanto li aveva arricchiti.