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Tavola Ouija: gioco, mistero o suggestione

Gioco, mistero o suggestione…

Tavola Ouija: gioco, mistero o suggestione? Non lo sapremo mai. Rimarrà pensiamo sempre, una risposta non pervenuta. Di certo è che su questa semplice tavoletta, si sono spesi fiumi di parole che permeano questo oggetto di un’aurea misteriosa da sempre, da quando è stata inventata. Mettiamo un po’ d’ordine, raccogliendo cronologia e notizie su quest’oggetto, grazie al nostro attento e misterioso collaboratore, che si firma come sempre e per sua scelta, con le sole iniziali P.M.

Le origini della Tavola Ouija

I primi fabbricanti della tavoletta furono gli uomini d’affari statunitensi Elijah J. Bond e Charlie Kennard nel 1890.

Successivamente, nel 1901, il brevetto venne acquistato da William Fuld, altro businessman statunitense, che la lanciò sul mercato chiamandola “Tavola Ouija”, dall’avverbio affermativo in lingua francese e tedesca.

Attualmente è prodotta dall’americana Hasbro, secondo costruttore mondiale giocattoli, che ne ha acquistato i diritti nel 1991.

Tuttavia, la particolarità della Ouija è quella di risultare realizzabile con estrema facilità.

Basta un semplice foglio di carta

Basta infatti un semplice foglio di carta, una “panchette”, ottenuta magari da un pezzo di cartone, e una matita, penna o pennarello per tracciare sul foglio le lettere dell’alfabeto, i numeri da zero a nove più altri elementi che sono facilmente ottenibili poiché ovunque, on line, si possono trovare tavole già realizzate e pronte per la stampa.

Per chi invece vuole spendere qualcosina, vi è una vasta scelta il cui prezzo dipende dal tipo di materiale con cui la tavola è realizzata, dalle modalità e dall’accuratezza delle decorazioni, dal tipo di planchette in dotazione…

La tavola Ouija è pericolosa o innocua?

Ad ogni modo, la Ouija è sempre stata definita “giocattolo” ma, in oltre cent’anni di commercializzazione, ha diviso il suo pubblico tra chi la considera pericolosa e chi innocua.

Che effetti avrebbe questo oggetto?

Secondo alcuni è una sorta di portale che permette di accedere ad un’altra dimensione, quella degli spiriti.

Secondo altri funziona sull’onda emozionale dei partecipanti la seduta, i quali si auto-suggestionerebbero sino a dar vita a contatti con entità che altro non sarebbero se non le proiezioni del loro subconscio, i loro desideri, i loro timori.

La dicotomia classica: ci credo o non ci credo

Come al solito si cade nella dicotomia “ci credo/non ci credo” e quindi bisognerebbe verificare personalmente. Tuttavia ci sono divieti i quali, per il solo fatto di essere “bipartisan”, cioè riconosciti come validi da entrambe le “fazioni”, ci consigliano di frenare ogni sperimentazione empirica. Ce ne sono diversi, ma i più condivisi si riassumono in: mai da soli, mai partecipare a sedute realizzate dov’è deceduta una persona (per non parlare della prossimità o all’interno di cimiteri), mai senza una guida esperta, mai se sia ha qualche problema, anche temporaneo, di carattere fisico o psichico, mai aprire o chiudere (soprattutto) il rito senza la corretta formula. In caso contrario l’entità (o qualunque cosa sia, fosse anche la proiezione della nostra mente), potrebbe avere effetti permanenti nella nostra vita quotidiana con conseguenze assolutamente imprevedibili (e quasi mai positive).

Può bastare?

Comunque la si pensi, questo ricorda un po’ il periodo tra il primo dopoguerra e gli anni ’50 durante i quali erano commercializzati laboratori di fisica dedicati ai bambini dove, per gli esperimenti, erano inseriti polonio, rutenio, zinco65 ed altre “divertenti ed educative” sostanze radioattive con cui eseguire prove dal vivo.

Indagare sulla tavola ouija è come indagare sul fenomeno UFO e simili: non avremo mai la certezza fino a che non accadrà qualcosa di incontrovertibile.

Ho chiesto a un professionista del “non ci credo”

Non resta che affidarsi alle interviste ma, anche in questo caso, ricadiamo negli entusiasmi dei credenti e nell’ironia degli scettici.

Abbiamo chiesto ad un amico professionista (un medico) cosa ne pensasse del fenomeno e la risposta “letterale” è stata “Preferirei non legare il mio nome a queste sciocchezze. Naturalmente rispetto chi ha idee diverse dalle mie ma, per favore, non farmi domande. La negazione è talmente ovvia che risulta inutile confutarla.

È come se mi si chiedesse di considerare valida la teoria geocentrica”.

Un altro professionista del “ci credo”

Un altro professionista, invece, asserisce “Non è uno scherzo. Mette in contatto con l’altra dimensione” ma, al momento di continuare la chiacchierata “allo scoperto”, aggiunge “No, per favore, no. Nella mia posizione è meglio restare nell’anonimato. Le persone possono farsi immediatamente un’opinione sbagliata”.

Potremmo continuare riportando di sedute andate sia bene che male, di formule, di candele, di aromi propedeutici al contatto, ma non ci sembra il caso poiché la rete abbonda di ogni esempio in tal senso. È l’utente a dover stabilire tra la realtà e la fake news.

E quindi?

E quindi noi ci permettiamo solo un piccolo consiglio: nel dubbio… non fatelo ma se proprio la curiosità vi divora, almeno fatelo in sicurezza avvalendovi di un esperto (vero).