“Taiwan è Cina?
Sintesi intervista su L’Adige di Verona con Stefano Vernole”
Segnaliamo l’intervista pubblicata su L’Adige di Verona (10 giugno 2026) con Stefano Vernole, Vicepresidente del Centro Studi Eurasia-Mediterraneo (CeSE-M), sulla questione Taiwan e riunificazione con Cina.

SINTESI PUNTI CHIAVE
Vernole spiega le origini storiche: nel 1949 il Kuomintang di Chiang Kai-shek si ritirò su Taiwan dopo sconfitta comunista. Mao Zedong optò per riunificazione diplomatica, evitando scontro militare con USA.
Diritto internazionale: Vernole cita documenti che secondo lui stabiliscono Taiwan come parte Cina:
“La Dichiarazione del Cairo emessa da Cina, Stati Uniti e Regno Unito il 1° dicembre 1943 affermava che era scopo dei tre alleati che tutti i territori che il Giappone aveva sottratto alla Cina, come la Cina nord-orientale, Taiwan e le isole Penghu, dovessero essere restituito alla Cina.”
“Nel settembre dello stesso anno, il Giappone firmò lo strumento di resa, in cui prometteva di adempiere fedelmente gli obblighi previsti dalla Proclamazione di Potsdam. Da quel momento in poi, la Cina aveva recuperato Taiwan de jure e de facto attraverso una serie di documenti con effetti legali internazionali.”
Risoluzione ONU 2758 (1971)
Vernole sottolinea: “Questa risoluzione ha risolto una volta per tutte le questioni politiche, legali e procedurali della rappresentanza cinese alle Nazioni Unite e ha riguardato l’intero Paese, inclusa Taiwan. Ha anche precisato che la Cina ha un solo seggio all’ONU, quindi non esistono ‘due Cine’ o ‘una Cina, una Taiwan’.”
Cooperazione economica
Pechino preferisce via pacifica. Vernole presenta dati:
“Il volume del commercio attraverso lo Stretto era di soli 46 milioni di dollari nel 1978. È salito a 328,34 miliardi di dollari nel 2021, con un aumento di oltre 7.000 volte.”
“Man mano che sempre più connazionali di Taiwan, in particolare giovani, proseguono gli studi, avviano attività commerciali, cercano lavoro o vanno a vivere sulla terraferma, gli scambi, l’interazione e l’integrazione attraverso lo Stretto si intensificano in tutti i settori, portando le relazioni attraverso lo Stretto verso la riunificazione.”
Opzione militare
Vernole chiarisce posizione Cina:
“Pur ritenendo che la questione debba essere risolta pacificamente, se Taiwan avvierà una drastica spinta all’indipendenza o se un altro Paese spingerà per l’indipendenza per suo conto, Xi Jinping ha già affermato chiaramente che la Cina condurrà una risposta militare.”
“Nel Libro bianco sulla difesa del 2019, la Cina ha osservato che ‘non consentirà mai la secessione di nessuna parte del suo territorio, organizzazione o partito politico e utilizzerà tutti i mezzi disponibili per farlo, incluse le sue capacità militari’.”
Modello proposto
Vernole cita Libro Bianco Cina 2022:
“Il testo ribadisce il suo appello per la riunificazione e il governo di Taiwan secondo il modello ‘un Paese, due sistemi’. Allo stesso tempo, promette di creare enormi opportunità per lo sviluppo sociale ed economico dell’isola: ‘porterà benefici tangibili al popolo taiwanese’.”
USA e politica
Vernole commenta cambiamento USA:
“Nel febbraio 2025, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha aggiornato la ‘Scheda informativa sulle relazioni USA-Taiwan’, rimuovendo la frase ‘non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan’. Questo cambiamento semantico indica una modifica sostanziale nella politica statunitense, intensificando la competizione con Pechino.”
CONCLUSIONE
L’intervista presenta la visione di Stefano Vernole sulla questione Taiwan e posizione ufficiale cinese sulla riunificazione.
Fonte originale: Federico Dal Cortivo, L’Adige di Verona, “Taiwan è Cina? Storia e scenari futuri in Estremo Oriente”, 10 giugno 2026 [Link: https://www.giornaleadige.it/2026/06/10/taiwan-cina-estremo-oriente/]



