Stop Food Oils and Fats con “Marino”
Rinnovato l’appello per il recupero dell’olio alimentare esausto
Stop Food Oils and Fats con “Marino”

In occasione della Giornata Mondiale del Biodiesel, che celebra l’accensione del primo motore Diesel alimentato con olio vegetale da parte di Rudolf Diesel il 10 agosto 1893 ad Augusta, la campagna “Stop Food Oils and Fats in the Sea” rilancia con forza il suo messaggio. E’ fondamentale trasformare l’olio alimentare esausto da inquinante rifiuto a preziosa risorsa energetica.
L’iniziativa, promossa da Nuova C Plastica srl azienda leader nella produzione di articoli per la raccolta differenziata dell’olio alimentare usato) in collaborazione con CONOE (Consorzio Nazionale di raccolta e trattamento degli Oli e dei grassi vegetali ed animali Esausti), è rappresentata dalla sua ormai nota mascotte: Marino, il balenottero Amico. Per l’occasione indossa cappello da chef e grembiule, ed è ambientato in una stazione di servizio: simbolo di un futuro auspicabile, ma ancora da costruire.
“Dalla padella alla pompa…”
Marino incarna l’appello attraverso lo slogan: «Dalla padella alla pompa: dai nuova vita al tuo olio esausto!» Un invito concreto a compiere piccoli gesti quotidiani per raggiungere grandi obiettivi ambientali. L’attenzione al cambiamento climatico è una priorità crescente per gli italiani. Diverse indagini, tra cui di recente quella dell’Euromedia Research, testimoniano l’attenzione crescente che gli italiani pongono verso i temi ambientali e della sostenibilità. La campagna risponde a questa consapevolezza diffusa con una proposta tangibile: recuperare e trasformare l’olio da cucina per ridurre l’uso di carburanti fossili e le emissioni di CO₂. Lanciata l’8 giugno 2025 dal porto di Sperlonga in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, l’iniziativa sta già toccando numerosi porti e stabilimenti balneari, dai lidi della Liguria a quelli della Romagna.
L’obiettivo è sensibilizzare attivamente contro lo sversamento domestico degli oli alimentari nei lavandini o in mare e promuovere la raccolta e il conferimento nei punti dedicati. Processato correttamente l’olio esausto diventa biocarburante, offrendo importanti vantaggi ambientali. Come evidenziato da studi e ricerche, il suo impiego in purezza riduce le emissioni di CO₂ fino al 90% ed elimina la presenza di zolfo e idrocarburi aromatici. Una corretta gestione dell’olio alimentare esausto domestico e nautico rappresenta un passo fondamentale verso un’economia circolare e una significativa riduzione dell’inquinamento, in particolare nei nostri mari.
La responsabilità non può ricadere solo sui cittadini. Le amministrazioni comunali e le aziende di gestione dei rifiuti urbani devono intensificare le campagne di informazione e contrastare le abitudini dannose. Ad esempio versare l’olio nel lavandino o nell’umido. Una doppia indagine condotta da Altroconsumo ha evidenziato lacune significative nella raccolta domestica dell’olio usato, sottolineando il grande lavoro che attende i Comuni per promuovere un sistema di recupero più efficace e capillare.
E’ essenziale raccogliere l’olio da cucina in appositi contenitori, conferirlo nei punti di raccolta dedicati
A tal fine, è essenziale raccogliere l’olio da cucina in appositi contenitori, conferirlo nei punti di raccolta dedicati e trasformarlo in nuova energia. Serve maggiore informazione, più accessibilità ai punti di conferimento e un’assunzione di responsabilità più incisiva da parte delle istituzioni locali per superare queste criticità. Questa Giornata Mondiale del Biodiesel non è solo una celebrazione, ma un richiamo urgente all’azione. Per gli organizzatori della campagna ‘Stop Food Oils and Fats in the Sea’, l’olio alimentare esausto non è un rifiuto, ma una risorsa preziosa.
Le dichiarazioni istituzionali
Proteggere il nostro ambiente, un gesto alla volta, con il contributo e l’impegno congiunto di tutti i livelli istituzionali, è la nostra missione. Come rimarca Piero Camoli, Amministratore di Nuova C Plastica: “Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla grande sensibilità dimostrata dai cittadini che abbiamo incontrato durante la nostra campagna ‘Stop Food Oils and Fats in the Sea’. Il forte interesse per i temi ambientali, confermato anche da recenti indagini, ci mostra che la volontà di agire concretamente c’è. Tuttavia, l’altra faccia della medaglia è una profonda lacuna informativa. Molti non sanno come e dove conferire correttamente l’olio esausto, che finisce così nei lavandini o nell’umido. Il vero ostacolo non è la mancanza di buona volontà. Ma l’assenza di un sistema di recupero capillare e di una comunicazione chiara su come trasformare un rifiuto in una risorsa preziosa come il biodiesel.
È su questo che dobbiamo concentrare i nostri sforzi, con il supporto e l’impegno concreto delle istituzioni locali”. “Il CONOE è da tempo impegnato per accrescere i quantitativi di olio esausto raccolto, evitandone l’improprio sversamento. Stiamo concentrando la nostra azione per potenziare la raccolta dell’olio esausto di provenienza domestica, un ambito nel quale i quantitativi ancora da intercettare sono molto ampi; per questo è fondamentale collaborare con i Comuni, le Municipalizzate ad altri stakeholder e soggetti istituzionali a livello locale, e la campagna nei Porti ne è un esempio virtuoso”. Dichiara Tommaso Campanile, Presidente del CONOE.

Giornalista Professionista


