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Silvio Berlusconi: un italiano vero

Il saluto a Silvio da parte del Direttore del nostro giornale e della redazione.

Buon viaggio Silvio! By Ricardo Stuckert/PR (CC BY 3.0 BR)

Buon viaggio Silvio

Silvio Berlusconi se ne è andato. Il suo spirito ha lasciato il corpo oggi 12 giugno 2023. Aveva 86 anni ed era ricoverato presso l’ospedale San Raffaele di Milano per accertamenti, collegati alla sua leucemia mielomonocitica cronica.  Con lui si chiude una pagina importante della storia italiana. Era un personaggio controverso, sì. Un imprenditore abile e fantasioso, sì. Un uomo discutibile per taluni aspetti della sua vita privata, sì. Eppure, era politically correct, almeno dal punto di vista della logica nazionale. Fiero anticomunista, trent’anni fa ha voluto scendere nell’agone politico sbaragliando la sinistra grigia e ombrosa di Occhetto e mettendosi di traverso per sbarrare il passo a politici seriosi come D’Alema e Veltroni, ma poco propensi a schierarsi a difesa dei reali interessi del popolo. Pur se all’esterno veniva considerato una macchietta per le sue uscite fuori contesto nei confronti di alcuni capi di stato esteri, sul piano interno Berlusconi si è sempre schierato a suo modo, in difesa degli interessi dell’Italia, come con gli accordi energetici con il leader libico Gheddafi e la sua amicizia sbandierata anche in questi ultimi tempi con Putin.

La fase due della politica del Cavaliere

Da questo punto di vista si spiegano alcuni pruriti dell’Atlantismo filo Americano che hanno portato il Silvio nazionale a dimettersi nel 2011 in seguito all’attacco congiunto borsistico finanziario che ha portato lo spread a vertici insostenibili e della magistratura. Con la sua uscita di scena e il varo del governo tecnico del bocconiano Monti si è dato il via a un cambiamento radicale della politica, sempre più ancorata al sistema americano e molto europeista e meno legato ai valori tricolori nazionali confermata dai governi successivi e avallata da Napolitano prima, da Mattarella poi, che ne hanno sostanzialmente, anche a causa dell’età, provocato l’allontanamento dalla cosiddetta stanza dei bottoni. Da allora è cominciato il lento declino di Berlusconi e del Berlusconismo fino alla conclusione di oggi con l’uscita definitiva non solo dalla politica, ma dalla vita stessa. Buon viaggio, cavaliere. Da oggi l’Italia conta un italiano di meno e ci dispiace.

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