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Sharing Mobility: la mobilità condivisa

La sharing mobility

Sharing mobility: sharing e device
IPhone e Smartphone protagonisti della sharing mobility (By G. Altmann)

La sharing mobility è un fenomeno che prende sempre più interesse per diversi motivi che vedremo sotto. Questo concetto abbraccia una serie di servizi che permettono alle persone di condividere mezzi e veicoli per gli spostamenti quotidiani. Sono diverse le forme più popolari di sharing mobility, anche nella scelta della tipologia dei mezzi di trasporto. Questo approccio non solo offre vantaggi economici ma anche ecologici, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2 e all’ottimizzazione delle risorse. Esiste anche una sorta di micromobilità, ma di questo ne abbiamo già scritto, basta cliccare su questo articolo “Micromobilità: ci siamo. Il monopattino elettrico ha le regole”.

Le diverse formule di condivisione

Le diverse formule di condivisione

La sharing mobility è diversificata e comprende una serie di servizi in base alla tipologia del mezzo utilizzato e alla modalità di condivisione. In Italia, i servizi principali includono:

  1. Bike Sharing: Noleggio di biciclette, anche elettriche, per muoversi in città.
  2. Scooter Sharing: Noleggio di scooter per spostamenti agili in città.
  3. Car Sharing: Noleggio di auto, per gli spostamenti più lunghi generalmente fuori città.
  4. Carpooling: Condivisione di auto private con altri passeggeri che condividono la stessa destinazione o similare.
  5. Bus Sharing: Navette condivise per raggiungere destinazioni come aeroporti, porti, città o eventi. Molto utile ed economico, ma anche sicuro.

La sharing mobility è resa possibile anche grazie ai rapidi sviluppi nella tecnologia. App e siti web consentono ora di prenotare, pagare e utilizzare servizi di mobilità condivisa in modo semplice e conveniente.

App per la sharing mobility

Da una ricerca sul web abbiamo voluto segnalare tre applicazioni che ci sembrano interessanti per la loro utilità e che risultano ad uso gratuito. Le citiamo come esempio, ma sicuramente ce ne sono altre e altre verranno sviluppate:

  1. Share Mobility: Piattaforma di car-sharing con accesso una flotta di veicoli sparsi in tutta Italia.
  2. Telepass: Offre vari servizi di car-sharing, bike-sharing, scooter-sharing e indica i parcheggi.
  3. Startupbusiness: È un portale social bus sharing, giusto per esplorare un servizio che sta crescendo nell’interesse generale.
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I vantaggi della condivisione

  1. Il risparmio economico: si dividono le spese e non è poco oggi come oggi.
  2. Si risparmiano altri costi: non solo di viaggio, ma anche di manutenzione, di carburante e se si sceglie come mezzo di trasporto usuale, magari in città, anche bollo e assicurazione (es. non compro la moto, ma utilizzo lo scooter Sharing).
  3. Si riducono le emissioni di ossido di carbonio, non vorremmo specificare, ma se usiamo un’auto per 4 persone, anziché 4 auto per 4 persone. No?
  4. Miglioramento della qualità della vita: meno traffico e inquinamento acustico e più spazi disponibili (anche per i parcheggi).  
  5. Flessibilità: poter scegliere mezzi diversi a seconda delle esigenze personali
  6. Plus: mettiamocelo dai, si allarga il giro delle nostre conoscenze e relazioni. Siamo tutti così social!

Si muove anche lo Stato

Nel settembre 2015 è stato lanciato l’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Per il 2023, la Conferenza Nazionale sulla sharing mobility, programmata per il 5 Ottobre a Roma, rappresenta un’occasione preziosa per condividere e discutere i dati del nuovo Rapporto Nazionale 2023 e per esaminare uno studio dedicato alla decarbonizzazione della mobilità urbana.

Se ci sarà un impegno costante tra enti pubblici e privati, la sharing mobility potrà rappresentare un futuro promettente per la mobilità urbana in Italia.

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