Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

SEO nel lessico del 21° secolo. Perché è così importante

Laura Venturini Manager e CEO di QUINDO

SEO. Acronimo di Search engine optimization, ovvero tutte le cose che bisogna fare, per dare la giusta visibilità al proprio sito web. Più facile a dirsi, che a farsi ovviamente. Perché al di là del significato abbastanza semplice da intuire, c’è di mezzo tutto il resto. Come si fa? chi me lo insegna? Posso fare da solo? 

Ogni giorno

Per mestiere, ogni giorno il mio lavoro su Globe Today’s, mi obbliga a confrontarmi con il SEO, con WordPress, il posizionamento, le immagini, la leggibilità degli articoli che scrivo, ma anche di chi collabora al magazine. Giornalisti o esperti di settore. Quindi capaci e professionali, ma credetemi, chiunque scrive lo sa. Alla fine bisogna confrontarsi con il SEO e con il lessico del nuovo, o quasi nuovo, millennio. 

In tempi di quarantena

Quarantena che peraltro oggi è sostanzialmente terminata, speriamo in maniera definitiva, ma che ci ha obbligati, in tantissimi, a lavorare in smart working o più semplicemente da casa. Così è capitato che mi sono imbattuto in un sito che si occupa di SEO e la cui proposta recita testualmente “Vuoi essere il nostro prossimo cliente felice?”. La mia prima reazione è stata silenziosa e posizionata sul testo, la seconda reazione non la dico (approfitto della privacy), la terza invece ha provocato una call to action, giusto per rimanere in tema di lessico post millennio. Ho contattato subito la CEO (quante assonanze con questi acronimi!). Si chiama Laura Venturini founder di “Quindo”, rinomata agenzia SEO. 

Ecco cosa ci siamo detti

SEO. Facile a dirsi, ma cosa significa davvero? Come si fa a fare una analisi SEO seria, utile, di qualità, che dia un riscontro effettivo?

La SEO (utile) è l’insieme delle attività che ti permette di intercettare il traffico in target con il tuo prodotto e ti aiuta ad incrementare le vendite (anche attraverso la brand reputation che costruisco essendo presente nelle ricerche dell’area semantica di riferimento del mio prodotto, ad esempio). Per anni, si è parlato di visibilità, posizionamento, ma se non si ragiona per obiettivi e conversioni sono solo esercizi di stile.
Un’analisi SEO intelligente comprende lo stato dell’arte di criticità e punti di forza (tecnici e non) e una strategia con obiettivi chiari e condivisi. Le attività digital, nessuna esclusa, senza KPI precisi (cioè i “misuratori di performance”) sono inutili. 

Laura sai cosa mi ha colpito e per cui ti ho contattato? L’invito che rivolgi ai tuoi potenziali clienti: “Vuoi essere il nostro prossimo cliente felice?

Sì, per me è importante che le persone con cui lavoro siano felici: il mio staff prima di tutti e di conseguenza i nostri clienti. Credo che concentrarsi sulla felicità delle persone sia la chiave del successo di ogni business – e no, non sono naïfné un’utopista. Sono un’imprenditrice che genera profitto attraverso fiducia e motivazione: un circolo virtuoso che porta a instaurare rapporti che durano nel tempo. 

Ecco un’altra cosa mi ha spinto a conoscerti. Mi pare che in “Quindo” dirigano solo le donne e che abbiate rovesciato il concetto “da rosa” a “quota azzurra”. Insomma l’impronta al femminile è determinante qui.

Giochiamo molto sul concetto di “quota azzurra” per vari motivi. Io odio il “rosa” inteso come stereotipo sessista, motivo per cui esistono “cose da uomini” e “cose da donna” – di cui molte donne purtroppo non conoscono l’origine. Non sono “un’integralista”’ ma provo a fare attenzione a come uso le parole perché le parole influenzano il modo in cui pensiamo.

La verità è che detesto il concetto di “quote rosa” perché le donne non sono panda in via di estinzione. 

Detto ciò, io scelgo le persone migliori per l’attività da svolgere: ovunque abbiano deciso di vivere (siamo da sempre in smart working), qualunque sia il genere o l’età.  Le mie dipendenti sono tutte donne e la mia socia è una donna ma da qualche mese abbiamo una “quota azzurra”. 

La verità è che ho trovato QUINDO, soffermandomi su un articolo a tua firma, sulla ricerca tramite Google Trends. Cosa si cerca da oggi, in Italia soprattutto, appena usciti dal lockdown su Google Trends?

Diciamo che usciti dal periodo di quarantena le ricerche hanno virato dal “come fare la pizza fatta in casa”, “spesa a domicilio” e “autocertificazione” a cose tipo “spiagge aperte”, “btp Italia” o le sorti della “serie A”. Un trend stabile è invece quello della ricerca del termine “autocertificazione” che credo ci perseguiterà ancora per un po’…

Ho scritto l’articolo perché durante la quarantena ho giocato moltissimo con i picchi delle ricerche in Italia, creando una rubrica domenicale sul mio profilo Linkedin che ha avuto un grosso successo. Google Trends è uno strumento gratuito che secondo me è sfruttato davvero troppo poco. 

Vi occupate anche nello specifico di “Diritto all’oblio”. Vuoi spiegarci cosa significa e come funziona?

C’è chi vuole essere primo su Google e chi vuole sparire dal motore di ricerca. Il diritto all’oblio tutela quest’ultimo caso, di fatto si tratta del diritto che tutela le persone dalla diffusione di contenuti lesivi della propria immagine o della reputazione (online).
Semplificando, il processo prevede due step: si identificano i contenuti negativi e poi si procede con la rimozione dei contenuti da Google.

Il diritto all’oblio si può applicare solo alle persone fisiche. Per i brand e le aziende si parla di gestione della reputazione online ma il processo è diverso e prevede un procedimento più articolato.

Appurato che fare da sé, come ho scritto in apertura di questo articolo, non credo sia consigliabile, perché non si può essere “tuttologi”, ma affidandoci a voi, quante sono le possibilità di raggiungere l’obiettivo prefissato? 

Dipende dagli obiettivi ovviamente ma il 99% dei nostri clienti è felice. 

Perdona la domanda, ma almeno di massima. È un investimento sostenibile l’analisi SEO, per un’azienda che si affaccia come new entry sul mercato (magari un e-commerce di cui siete specialisti) o è necessario avere fondamentali molto più consistenti?

La risposta è complessa perché le variabili sono davvero tante, ad esempio la competitività del settore o la saturazione del mercato. I costi sono importanti nel senso che si parla di minimo alcune decine di migliaia di euro se si vuole fare una start up sensata e professionale.
Se un imprenditore decide di aprire un negozio fisico sa benissimo che non sarà a costo zero e che i servizi per attirare clienti in negozio non sono a basso costo, online è lo stesso. Ci sono pseudo agenzie che offrono la messa online di un e-commerce a costo quasi zero o servizi di marketing a bassissimo costo ma sono progetti che falliscono in meno di un anno.
Bisogna considerare un investimento triennale che comprenda una serie di attività: SEO, sviluppo web, strategia digitale, social network e advertising. Un e-commerce inizia ad essere profittevole -se gestito bene e con un budget adeguato- dopo un paio d’anni dalla messa online.

Vorrei chiederti ancora qualche sensazione personale, se me lo permetti, tramite tre domande collegate in fondo. Chi è Laura Venturini in privato, cosa fa nella vita di tutti i giorni. Hobby, vizi e virtù, giusto per semplificare?

Ancora una bella immagine della CEO di QUINDO

Mi piace molto leggere, camminare con i miei cani, mangiare in ristoranti stellati e cucinare per le persone che amo. Mi annoia lo sport (e in genere anche le persone sportive) e molte altre cose (quasi tutte politicamente scorrette).
Nella vita lavorativa ho molte connessioni ma nella vita privata sono molto selettiva. Ho poche amicizie ventennali e passo molto tempo con la mia famiglia, sono cresciuta con giochi di società e chiacchiere intorno al tavolo. Ho un grande amore per la mia mamma ed è grazie al suo iperbolico entusiasmo se sono cresciuta impavida e sicura di me.

Le virtù che mi riconoscono tutti sono la generosità e l’ironia. Ho anche dei vizi: sono molto golosa (e per molto intendo che consumo barattoli di cioccolato con il cucchiaino, in giornata), cervellotica e lunatica. Se ho un obiettivo, non mi ferma nessuno, sono molto molto molto ambiziosa. 

E ancora. Come hai vissuto il lock down interiormente, perché per il resto eravamo obbligati in casa.

Ho sofferto la mancanza di contatto fisico con le persone che amo e l’idea di scegliere liberamente di non uscire. I primi giorni la mia ipocondria si è manifestata abbastanza insistente per cui ho comprato termometri e farmaci di ogni tipo. 

Per il resto, ho avuto un senso di angoscia sulla conta dei morti e dei contagiati, il racconto di numeri senza nome mi ha intristita. 

La verità è che io sono stata molto fortunata. Mi sono ritrovata da sola, nella mia casa a Lucca (io vivo tra Milano e Lucca), a un paio di palazzi di distanza dalla mia mamma, che si è occupata di cucinare i miei pranzi e le mie cene mentre io lavoravo praticamente senza sosta, anche di domenica. Non ho avuto tempo per serie TV e riflessioni sui massimi sistemi. 

Per ultimo, nel ringraziarti per l’intervista, come vedi il futuro in genere e per ultimo internet, sarà ancora di più assieme allo smart working il futuro di tutti noi?

Io sono sempre ottimista. Spero che le persone abbiano capito l’importanza di coltivare rapporti meno superficiali, si siano resi conto dell’impatto ambientale che abbiamo sul mondo e che internet, come tutti gli strumenti, se usato bene, è una risorsa incredibile!