Sentimental Value. Corsa agli Oscar
Il cinema di Joachim Trier tra famiglia e nove nomination

Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite, legate da un affetto silenzioso e necessario. La loro vita, già fragile nei suoi equilibri quotidiani, viene scossa dal ritorno del padre Gustav: regista carismatico e affascinante, ma genitore cronicamente inaffidabile. Il suo rientro non è soltanto un fatto familiare. È una frattura che si riapre, un passato che torna a reclamare spazio.
Il ritorno di Gustav e l’arrivo di Rachel Kemp
Gustav vorrebbe Nora come protagonista del film destinato a rilanciare la sua carriera. Lei rifiuta. Quel ruolo finirà a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo, quasi come un elemento estraneo dentro un equilibrio già precario, altera ulteriormente le dinamiche della famiglia, costringendo le due sorelle a confrontarsi non solo con il padre, ma con ciò che di lui è rimasto irrisolto.
La poetica di Joachim Trier
Joachim Trier appartiene a quella rara categoria di registi capaci di raccontare l’interiorità senza clamore, con una precisione emotiva che non cerca l’effetto, ma la verità. Nel suo cinema – da Oslo, August 31st a The Worst Person in the World – i personaggi sembrano vivere costantemente sospesi tra ciò che mostrano e ciò che trattengono, tra desiderio e mancanza, tra la vita vissuta e quella immaginata.
Un gioco di specchi tra arte, memoria e finzione
Sentimental Value prosegue questo percorso con straordinaria delicatezza, trasformando la complessità dei rapporti familiari in un gioco di specchi tra arte e vita, memoria e finzione, assenza e possibile riconciliazione. C’è qualcosa che cattura immediatamente: quella maniera sottile di raccontare le persone, il modo verissimo in cui esistono dentro le relazioni, come se l’identità di ciascuno dipendesse inevitabilmente anche da chi abbiamo accanto.
La fragilità della riconciliazione umana
Il film non cerca la catarsi facile. Mostra, piuttosto, quanto la riconciliazione possa essere fragile, imperfetta, ma non per questo impossibile. Quando Nora accetta, infine, di entrare nel film del padre, il gesto supera la dimensione artistica. Diventa un atto umano, una forma silenziosa di ritorno. Sentimental Value resta addosso come una verità sottovoce. Un film che non grida, ma scava. E che ci ricorda come la famiglia sia spesso il primo grande racconto incompiuto della nostra vita — ma anche il luogo dove, nonostante tutto, possiamo ancora provare a tornare.
Il successo internazionale e la corsa agli Oscar 2026
Nel frattempo Sentimental Value continua il suo percorso nel panorama cinematografico internazionale e si presenta alla stagione dei premi con nove nomination agli Oscar 2026, tra cui quella alla regia per Joachim Trier. Un risultato che conferma la forza di un cinema capace di raccontare le emozioni senza spettacolarizzarle, restando fedele a una dimensione profondamente umana.
Il cinema europeo e il confronto con il presente
In una stagione in cui l’Italia resta fuori dalla competizione principale, l’attenzione della critica si concentra su opere come Sentimental Value e The Voice of Hind Rajab, Leone d’Argento alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, film che testimoniano come il cinema europeo continui a trovare nuove forme per interrogare il presente. Ed è forse proprio qui la forza del film di Trier: nella capacità di trasformare una storia familiare in qualcosa di universale. Perché, alla fine, il cinema più autentico non offre risposte definitive. Ci mette semplicemente davanti allo specchio — imperfetto, fragile, umano — delle nostre stesse vite.

attore, speaker e Cultural Writer


